Siracusa e il suo distretto erano celebri nel mondo come ottimi produttori di vino. Il settore enologico li vide protagonisti ad alto livello, attraverso l’imbottigliamento di tre specialità enologiche che raggiunsero mezzo mondo: essi producevano il moscato di Siracusa, così il bianco e il rosso della città aretusea. Si può tranquillamente affermare che il moscato siracusano fu l’antesignano dei vini spumanti italiani; ma stranamente queste insegne non sono ricordate e per tanto, i dati storici che li riguardano languono in ristretti fondi d’archivio. La prima cantina per la produzione di questo moscato, fu costruita nel 1804 dopo la lungimirante costruzione delle tecniche agronome generate da uno studio dell’illustre siracusano Nava. Domenico Scinà, in un suo lavoro letterario redatto nel 1827 affermerà in merito:
“L’unica opera (documentata) di Saverio Landolina Nava inventore del moscato bianco di Siracusa (fragrante, dolce e soave), è la lettera che egli spedì al canonico Zucchini in quel di Firenze l’anno 1802”.
L’industria enologica siracusana fu accompagnata da iniziative prodotte dalla burocrazia reale che puntavano allo sviluppo di un comparto enologico territoriale.

L’inventore del primo vino spumante italiano, un moscato di Siracusa bianco paglierino dolce e frizzante fu Saverio Landolina Nava 1802. Però guarda caso, il titolo e il mercato dello spumante italiano è assoggettato ad alcuni produttori del nord Italia a partire dal 1864-65. Quindi siamo di fronte all’ennesimo primato nel regno delle due Sicilie. Storicamente parlando sarebbe giunta l’ora, di ritornare sui nostri passi e assecondare ove possibili quei prodotti territoriali, che riproducono prodotti enologici oggi inseriti e riconosciuti come vini spumante ma semplicemente orifinari della Sicilia. E magari, chissà, spingere qualche imprenditore a sperimentare quella tecnica riproponendo sotto le insegne di Landolina Nava nuovi prodotti seguendo la strada degli spumanti. Nessuno potrà accampare diritti di alcun genere, se le fonti storiche confermano la paternità dello spumante italiano avere sede in Sicilia.













