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Taormina Capitale del Fashion: L’ospitalità siciliana per la Grande Bellezza

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Occhi per sognare … con questi occhi abbiamo guardato e osservato la macchina operativa di uno degli eventi più iconici di questa calda stagione estiva a Taormina. Nulla è lasciato al caso: scelta delle location, selezione accurata delle maestranze da portare con sé, make up e hair stylist, security, catering, transfer di cui mi piace evidenziare come fossero in maggioranza autiste con divisa che non lascia trasparire nulla né sudore, né stanchezza. Solo tanta professionalità.

E ammettiamolo “Italian people do it better “non è solo uno slogan, ma una fede alla quale il mondo si è convertito da decenni.

La bellezza declinata a tutto tondo che esalta la maestria della sarta palermitana specializzata in pizzi e ricami, o quella pugliese, o quella partenopea e così via percorrendo tutto lo stivale.

La Maison è nota proprio per lo sfarzo accompagnato dallo scintillio, tanto che anche una pagina di Instagram della superstar Jennifer Lopez li ha ribattezzati Dolce & Glow.

 

Parole chiave l’efficienza spinta ai massimi livelli: discrezione quasi a custodire come in uno scrigno non solo gli abiti e gioielli ma tutti i protagonisti di questo grande evento. Non semplice sfilata, ma uno spettacolo di colori. Le location erano dei veri caleidoscopi che hanno resa magica l’atmosfera taorminese, colma, ma mai stanca di tanta beltà. Qui l’elemento naturale e quello antropologico si sono fusi dando vita a qualcosa di inebriante, unico ed eccezionale. Perché l’uomo in quanto essere umano, quando vuole, è capace di creare grandezza che sfiora la sublimazione, soprattutto quando sceglie nella piena consapevolezza che la professionalità è un diktat. Il giardino botonico Radicepura ai piedi dell’Etna, il teatro Antico di Taormina, il San Domenico e la villa comunale di Taormina, sono le scelte che hanno impreziosito questo evento.

Perché i due stilisti la sicilianita’ l’hanno utilizzata come ninfa ispiratrice e poi come vettore internazionale di un fashion design che non smette di creare stupore.

La narrazione di questa fiaba non avrebbe avuto questa eco se, appunto, la cornice non fosse stata la città di Taormina che, ancora una volta, ha saputo gestire con grande senso di ospitalità ed efficienza, non solo gli special guest ma anche tutti i turisti e avventori che la frequentano.

Tanti orgoglio e anche tanta sana invidia.

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Occhi per sognare … con questi occhi abbiamo guardato e osservato la macchina operativa di uno degli eventi più iconici di questa calda stagione estiva a Taormina. Nulla è lasciato al caso: scelta delle location, selezione accurata delle maestranze da portare con sé, make up e hair stylist, security, catering, transfer di cui mi piace evidenziare come fossero in maggioranza autiste con divisa che non lascia trasparire nulla né sudore, né stanchezza. Solo tanta professionalità.

E ammettiamolo “Italian people do it better “non è solo uno slogan, ma una fede alla quale il mondo si è convertito da decenni.

La bellezza declinata a tutto tondo che esalta la maestria della sarta palermitana specializzata in pizzi e ricami, o quella pugliese, o quella partenopea e così via percorrendo tutto lo stivale.

La Maison è nota proprio per lo sfarzo accompagnato dallo scintillio, tanto che anche una pagina di Instagram della superstar Jennifer Lopez li ha ribattezzati Dolce & Glow.

 

Parole chiave l’efficienza spinta ai massimi livelli: discrezione quasi a custodire come in uno scrigno non solo gli abiti e gioielli ma tutti i protagonisti di questo grande evento. Non semplice sfilata, ma uno spettacolo di colori. Le location erano dei veri caleidoscopi che hanno resa magica l’atmosfera taorminese, colma, ma mai stanca di tanta beltà. Qui l’elemento naturale e quello antropologico si sono fusi dando vita a qualcosa di inebriante, unico ed eccezionale. Perché l’uomo in quanto essere umano, quando vuole, è capace di creare grandezza che sfiora la sublimazione, soprattutto quando sceglie nella piena consapevolezza che la professionalità è un diktat. Il giardino botonico Radicepura ai piedi dell’Etna, il teatro Antico di Taormina, il San Domenico e la villa comunale di Taormina, sono le scelte che hanno impreziosito questo evento.

Perché i due stilisti la sicilianita’ l’hanno utilizzata come ninfa ispiratrice e poi come vettore internazionale di un fashion design che non smette di creare stupore.

La narrazione di questa fiaba non avrebbe avuto questa eco se, appunto, la cornice non fosse stata la città di Taormina che, ancora una volta, ha saputo gestire con grande senso di ospitalità ed efficienza, non solo gli special guest ma anche tutti i turisti e avventori che la frequentano.

Tanti orgoglio e anche tanta sana invidia.

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