Il nostro giornale, Sicilia Daily, prende vita in un momento drammatico per la nostra comunità. L’assassinio di Daniela Zinnanti accende l’ attenzione di tutta Italia sulla città di Messina. Non solo per l’inaccettabile brutalità dell’omicidio, ma per le circostanze che lo hanno consentito. Pensare che Santino Bonfiglio, che era stato già individuato come responsabile di un vero e proprio pestaggio della Zinnanti, e che le era costato la frattura di diverse costole, era sostanzialmente libero di uscire di casa e andare a eseguire i suoi turni propositi mette in tutti grande agitazione, sconforto e paura. Per questo credo sia inaccettabile che ancora adesso non si conosca neppure il nome del giudice per le indagini preliminari che aveva disposto per lui la detenzione ai domiciliari.
A casa propria, libero nei fatti di potere uscire e uccidere la sua ex compagna. Avere deciso per i domiciliari è stato un errore evidente e tragico. Molto spesso, anche troppo spesso, vengono disposti arresti preventivi, in attesa di giudizio, per imputati accusati di reati contro il patrimonio . Il motivo, si legge nelle disposizioni, è che si vuole prevenire il pericolo di fuga e di reiterazione del reato. In questo caso, però, si trattava di un grave reato contro la persona. Mi domando allora come non sia venuto al giudice il dubbio che chi era stato riconosciuto come autore di un pestaggio vile, insensato e estremamente violento non fosse sospettato di potere reiterare lo stesso reato o, peggio, come purtroppo è accaduto, sopraffare definitivamente chi lo aveva denunciato.
Seppure i giudici, unica categoria in Italia, siano esentati da ogni responsabilità riguardo ai propri errori, credo sia una esigenza condivisa che si possano conoscere pubblicamente tutte l circostanze che hanno reso possibile che Bonfiglio uscisse da casa propria, si recasse al domicilio della Zinnante e sfogasse su di lei le sue debolezze e la sua infima natura di assassino. Lui è sicuramente responsabile delle sue azioni, ma l’ opinione pubblica deve sapere se può avere fiducia nella giustizia. Se tutto rimanesse occulto, quello di Daniela Zinnante diverrebbe davvero un omicidio di Stato







