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CALCIO: Inizia il mondiale, ma senza di noi

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Sono ben 48 le squadre che parteciperanno all’imminente mondiale di calcio. Per la terza volta consecutiva, gli italiani lo guarderanno distesi in poltrona e senza alcuna bandiera tricolore.

Uno smacco per il calcio azzurro, ormai da anni ai margini del calcio che conta. Quattro i mondiali vinti dall’Italia con le urla di Tardelli e Grosso che riecheggiano negli ultimi due. Tanti i pensieri ed emozioni. Ognuno di noi ricorda esattamente dove si trovava il giorno della finale e come aveva festeggiato.

Adesso I riflettori non vedono più giocare la Nazionale, ma i tanti stranieri che tirano calci nel nostro campionato. Un torneo che ha perso il fascino che riscuoteva sino a una ventina di anni orsono. Troppi cambiamenti di rotta che non hanno portato benefici e che, anzi, sono la colonna portante del nostro insuccesso. Poco spazio ai nostri giovani e ai vivai, troppo attenzione al business, poco alle reali competenze.

Ripartire con il piede giusto, con una dirigenza e uno staff tecnico preparato, con ipotesi Baldini da non scartare a priori. Il pallone si sta sgonfiando sempre più , non c’è più tempo da perdere.

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Sono ben 48 le squadre che parteciperanno all’imminente mondiale di calcio. Per la terza volta consecutiva, gli italiani lo guarderanno distesi in poltrona e senza alcuna bandiera tricolore.

Uno smacco per il calcio azzurro, ormai da anni ai margini del calcio che conta. Quattro i mondiali vinti dall’Italia con le urla di Tardelli e Grosso che riecheggiano negli ultimi due. Tanti i pensieri ed emozioni. Ognuno di noi ricorda esattamente dove si trovava il giorno della finale e come aveva festeggiato.

Adesso I riflettori non vedono più giocare la Nazionale, ma i tanti stranieri che tirano calci nel nostro campionato. Un torneo che ha perso il fascino che riscuoteva sino a una ventina di anni orsono. Troppi cambiamenti di rotta che non hanno portato benefici e che, anzi, sono la colonna portante del nostro insuccesso. Poco spazio ai nostri giovani e ai vivai, troppo attenzione al business, poco alle reali competenze.

Ripartire con il piede giusto, con una dirigenza e uno staff tecnico preparato, con ipotesi Baldini da non scartare a priori. Il pallone si sta sgonfiando sempre più , non c’è più tempo da perdere.

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