FRESCURE TEATRALI
Cerchiamo il fresco, come l’acqua nel deserto, in questa caldissima estate. Riescono, pertanto, viepiù gradite le serate nei teatri all’aperto, nei quali si può agevolmente godere di vivificanti messaggi culturali e di … venticelli rigeneranti.
Si pensi al teatro greco di Tindari, dove il «Tindari Festival» offre, in ogni estate, un ricco cartellone di drammi classici, concerti, danza: grande cultura, invero, e grande … frescura. Niente di meglio. Tanto è vero che, a stento, tutti i volenterosi riescono a trovare posto.
Meno rinomato ma altrettanto affollato si rivela, sempre sulla costa tirrenica di Messina, il Teatro estivo di Piazza Unità d’Italia a Torregrotta.
Qui, dopo una lunga e stretta strada, tra due file di case paesane, si giunge in uno slargato avamposto, costituito da una grande piazza, circondata da piazzette attigue, tra scalinate in salita e scale in discesa, che veramente sorprende, per la vastità-varietà del sito.
Proprio, nella piazza grande, accarezzata da un leggero venticello e delimitata, nel lato mare, da un ampio palcoscenico, trasformato nell’interno di una ricca casa alto borghese, davanti a un folto pubblico, distribuito su lunghe file di comode sedie, ieri sera, 19 agosto, la Compagnia Teatrale Sipario, ha presentato la spassosissima commedia, “Un ospite inatteso” del compianto Angelo Trifirò, con la sagace regia di Carmelo Popolo e con un gruppo di attori, veramente di primordine.
La vicenda ruota attorno a un singolare trio costituito da due primedonne (Donna Amelia, aristocratica vedova, padrona di casa, e Assunta, popolare domestica, di origine contadina, con molte doti , anche paranormali) e dallo «spirito» del defunto marito di Donna Amalia, Liborio Sammaruca, che cerca di proteggere l’ex moglie, attratta da Don Anselmo, giocatore incallito, scommettitore e truffatore. Vi si intrecciano, peraltro, con impeccabili tempi teatrali, altre tresche amorose, tra cui spicca l’amore pulito di Leopoldo, figlio di Donna Amalia, per Lia, figlia di Assunta.
Il tutto è però vivacizzato da situazioni di intrinseca, inedita comicità, da momenti tragicomici, altrettanto divertenti, e dalla musicale pregnanza del dialetto messinese (luminosa variante della lingua siciliana), che finisce col rendere gradevoli, anche alle orecchie delle signore, locuzioni non particolarmente raffinate. Applausi a scena aperta per tutti, e in particolare per Assunta (interpretata da Francesca Bonsignore), per Donna Amalia (interpretata da Matilde Buzzanca) e per Liborio (interpretato da Nino Micale).
Si tratta, per dirla in breve, di una godibilissima opera teatrale che si spera non resti isolata né solo “paesana”.









