Proprio 115 anni fa, il 21 agosto 1911, lunedì, giorno di chiusura del Museo del Louvre, nel Salon Carrè, storica e rinomata sala francese, Vincenzo Peruggia, decoratore italiano di Trezzino, frazione di Dumenza, paesino della provincia di Varese, si nascose in una piccola stanza e alla chiusura del Museo, tolse la Gioconda di Leonardo da Vinci dalla cornice e dopo averla nascosta sotto il giacchino scappò da una porta di servizio.
La Francia si mobilito’ in massa per ritrovare il capolavoro, la stampa parlò di un furto effettuato da professionisti.
Peruggia, tenne la tela nascosta per due anni. Il suo intento era di riportarla in Patria e magari di ricavarne qualcosa.
La svolta si ebbe quando il collezionista d’arte Alfredo Geri organizzò una mostra nella sua galleria. Una lettera recapitatagli chiedeva che la Gioconda tornasse in Italia alla Galleria degli Uffizi e una proposta di vendita.
Il collezionista fiorentino, insospettito dopo aver avvertito i carabinieri e dopo aver esaminato la tela, fece arrestare Peruggia.
Il decoratore venne processato a Firenze e dopo essere stato condannato a un anno e quindici mesi , poté usufruire delle attenuanti e vide la sua pena ridotta a sette mesi.
Uscito di prigione, Peruggia fu accolto da un gruppo di studenti che lo applaudirono e gli consegnarono una somma di denaro.
La Gioconda per diverso tempo fu esposta in Italia, per poi far ritorno in terra francese, nuovamente al Louvre, ma stavolta nella Salle des Etats, dove attualmente è esposta.
Peruggia, in seguito partecipò alla prima guerra mondiale.
Per uno scherzo del destino, Vincenzo Pietro Peruggia, morì a soli 44 anni, l’otto ottobre 1925, il giorno del suo compleanno per un infarto a Saint Maur des Fosses in Francia.
Una vita che sembra un romanzo di un’epoca non tanto lontana.









