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Svolta alla Fondazione Lucifero di Capo Milazzo: Simona Milio eletta presidente all’unanimità

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CAPO MILAZZO – La Fondazione Barone G. Lucifero di Capo Milazzo apre un nuovo capitolo della sua storia e punta su un profilo di rilievo internazionale per uscire dalle secche di una complessa crisi economico-finanziaria. Simona Milio è stata eletta all’unanimità nuova presidente dell’Ipab dal rinnovato Consiglio di Amministrazione.
Docente presso la prestigiosa London School of Economics ed esperta in progettazione e fondi europei, la neo-presidente porterà in dote all’ente mamertino un bagaglio di competenze strategiche ritenute fondamentali per il risanamento e il rilancio strutturale della struttura.
Ad affiancarla nel ruolo di vicepresidente sarà Salvatore Gitto, rappresentante designato dal Comune di Milazzo, la cui elezione è giunta anch’essa con voto unanime dell’organo di governo, a conferma del clima di forte coesione nell’insediamento del nuovo vertice.
Un segnale chiaro di continuità e collaborazione istituzionale arriva dal commissario straordinario uscente, Francesco Mangano. Designato dalla Regione Siciliana per guidare l’ente nella fase di transizione, Mangano rimane all’interno del CdA e ha caldeggiato in prima persona la candidatura di Milio, sottolineando come la sua statura accademica e la sua familiarità con i bandi comunitari rappresentino la chiave per intercettare risorse decisive per l’Ipab.
Il percorso di insediamento non è tuttavia ancora del tutto completato. Nelle prossime settimane il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Lucifero tornerà alla sua composizione plenaria statutaria di cinque membri. Si attende infatti la ratifica ufficiale da parte dell’Assessorato regionale alla Famiglia per gli ultimi due componenti designati: l’avvocato Antonio Astone, indicato dalla Corte d’Appello, e padre Carmelo Russo, parroco designato dalla Curia arcivescovile.
Con il completamento dei ranghi e la nuova governance a trazione internazionale, per l’ente del Capo si preannuncia una fase orientata alla solidità finanziaria, alla trasparenza e alla valorizzazione del vasto patrimonio sociale e territoriale della Fondazione. L’ingresso di profili di alto livello e dalle spiccate competenze i segna una netta discontinuità con il passato, inaugurando una stagione che mette al centro le best practice globali in materia di amministrazione e controllo.
I tre pilastri del nuovo corso sono già chiaramente tracciati:
  • Solidità finanziaria: Ottimizzazione delle risorse e diversificazione degli investimenti per garantire la sostenibilità a lungo termine.
  • Trasparenza amministrativa: Standard di rendicontazione rigorosi e porte aperte al dialogo con gli stakeholder e la cittadinanza.
  • Valorizzazione del patrimonio: Un piano industriale mirato a far fruttare i beni sociali, culturali e territoriali finora rimasti parzialmente inespressi.
La scelta di una guida a forte impronta ,  risponde alla necessità di attrarre nuovi capitali, attivare partnership strategiche oltre i confini nazionali e intercettare i fondi europei per lo sviluppo. Tuttavia, i nuovi vertici hanno subito tenuto a precisare che la proiezione globale sarà interamente al servizio della comunità locale. Il vasto patrimonio della Fondazione non sarà semplicemente “custodito”, ma diventerà un volano economico e sociale capace di generare ricadute concrete sull’occupazione, sui servizi socio-assistenziali e sulla tutela del paesaggio. Il primo banco di prova per il nuovo management sarà la presentazione del piano di gestione per il prossimo triennio. Gli osservatori guardano con ottimismo a questa transizione: la stabilità dei ranghi istituzionali, unita a una visione manageriale moderna, sembra essere la ricetta giusta per trasformare l’ente del Capo in un modello virtuoso di innovazione sociale e trasparenza finanziaria.
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CAPO MILAZZO – La Fondazione Barone G. Lucifero di Capo Milazzo apre un nuovo capitolo della sua storia e punta su un profilo di rilievo internazionale per uscire dalle secche di una complessa crisi economico-finanziaria. Simona Milio è stata eletta all’unanimità nuova presidente dell’Ipab dal rinnovato Consiglio di Amministrazione.
Docente presso la prestigiosa London School of Economics ed esperta in progettazione e fondi europei, la neo-presidente porterà in dote all’ente mamertino un bagaglio di competenze strategiche ritenute fondamentali per il risanamento e il rilancio strutturale della struttura.
Ad affiancarla nel ruolo di vicepresidente sarà Salvatore Gitto, rappresentante designato dal Comune di Milazzo, la cui elezione è giunta anch’essa con voto unanime dell’organo di governo, a conferma del clima di forte coesione nell’insediamento del nuovo vertice.
Un segnale chiaro di continuità e collaborazione istituzionale arriva dal commissario straordinario uscente, Francesco Mangano. Designato dalla Regione Siciliana per guidare l’ente nella fase di transizione, Mangano rimane all’interno del CdA e ha caldeggiato in prima persona la candidatura di Milio, sottolineando come la sua statura accademica e la sua familiarità con i bandi comunitari rappresentino la chiave per intercettare risorse decisive per l’Ipab.
Il percorso di insediamento non è tuttavia ancora del tutto completato. Nelle prossime settimane il Consiglio di Amministrazione della Fondazione Lucifero tornerà alla sua composizione plenaria statutaria di cinque membri. Si attende infatti la ratifica ufficiale da parte dell’Assessorato regionale alla Famiglia per gli ultimi due componenti designati: l’avvocato Antonio Astone, indicato dalla Corte d’Appello, e padre Carmelo Russo, parroco designato dalla Curia arcivescovile.
Con il completamento dei ranghi e la nuova governance a trazione internazionale, per l’ente del Capo si preannuncia una fase orientata alla solidità finanziaria, alla trasparenza e alla valorizzazione del vasto patrimonio sociale e territoriale della Fondazione. L’ingresso di profili di alto livello e dalle spiccate competenze i segna una netta discontinuità con il passato, inaugurando una stagione che mette al centro le best practice globali in materia di amministrazione e controllo.
I tre pilastri del nuovo corso sono già chiaramente tracciati:
  • Solidità finanziaria: Ottimizzazione delle risorse e diversificazione degli investimenti per garantire la sostenibilità a lungo termine.
  • Trasparenza amministrativa: Standard di rendicontazione rigorosi e porte aperte al dialogo con gli stakeholder e la cittadinanza.
  • Valorizzazione del patrimonio: Un piano industriale mirato a far fruttare i beni sociali, culturali e territoriali finora rimasti parzialmente inespressi.
La scelta di una guida a forte impronta ,  risponde alla necessità di attrarre nuovi capitali, attivare partnership strategiche oltre i confini nazionali e intercettare i fondi europei per lo sviluppo. Tuttavia, i nuovi vertici hanno subito tenuto a precisare che la proiezione globale sarà interamente al servizio della comunità locale. Il vasto patrimonio della Fondazione non sarà semplicemente “custodito”, ma diventerà un volano economico e sociale capace di generare ricadute concrete sull’occupazione, sui servizi socio-assistenziali e sulla tutela del paesaggio. Il primo banco di prova per il nuovo management sarà la presentazione del piano di gestione per il prossimo triennio. Gli osservatori guardano con ottimismo a questa transizione: la stabilità dei ranghi istituzionali, unita a una visione manageriale moderna, sembra essere la ricetta giusta per trasformare l’ente del Capo in un modello virtuoso di innovazione sociale e trasparenza finanziaria.
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