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“Il peso specifico delle emozioni”: Il coraggioso viaggio di Francesco Alioto oltre il numero sulla bilancia

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Milazzo,  – Sarà lo scenario di Palazzo D’Amico a ospitare domani, venerdì 2 ottobre alle ore 18:00, la presentazione ufficiale di “Il peso specifico delle emozioni – Un viaggio attraverso tutti i corpi della mia anima”, l’opera prima dell’autore milazzese Francesco Alioto, edita da Edizioni Piemme.

L’evento, promosso dal Mondadori Bookstore di Milazzo e patrocinato dal Comune di Milazzo, si propone come un’occasione speciale di dialogo con l’autore, che nel suo debutto letterario condivide un’intensa testimonianza legata al proprio vissuto, affrontando temi quali il rapporto con il proprio vissuto emotivo, la gestione della fragilità e il percorso verso la consapevolezza personale.

L’incontro vedrà la partecipazione di Adriana Tedeschi, che dialogherà con Alioto approfondendo i temi centrali della pubblicazione: dall’infanzia ai legami familiari, dal tema dell’obesità al rapporto con il cibo, fino al valore del percorso terapeutico e dell’elaborazione del dolore. L’opera trascende la semplice narrazione del cambiamento fisico per concentrarsi sulla dimensione psicologica e interiore, invitando i lettori a una riflessione sul peso delle emozioni non espresse e sull’accettazione del proprio corpo.

Ci sono stati emotivi che imparavamo a codificare fin dall’infanzia e altri che restano sospesi, privi di nome, per anni. A volte accade per mancanza di un’educazione all’ascolto interiore, altre volte perché soffocarli appare come l’unica via di sopravvivenza praticabile. Per Francesco Alioto, quel silenzio viscerale ha sempre avuto un sapore preciso.

Nel suo libro Il peso specifico delle emozioni. Un viaggio attraverso tutti i corpi della mia anima (edito da Piemme), l’autore mette a nudo un percorso intimo, intenso e privo di filtri. Fin da piccolo, Alioto ha imparato a riempire con il cibo tutto ciò che la parola non riusciva a tradurre: la paura profonda dell’abbandono, l’urgente bisogno di sentirsi all’altezza, la vergogna, il senso di colpa e il desiderio viscerale di essere finalmente visto.

La notte, il frigorifero e l’anestesia del cibo

La narrazione ripercorre con cruda delicatezza i gesti di un bambino che attende il silenzio della casa per muovere i propri passi verso la cucina. Il rumore quasi impercettibile dello sportello del frigorifero che si apre, la fretta nel consumare il cibo nel buio, la paura costante di essere scoperto e, al contempo, la cieca speranza che quel sapore possa colmare un vuoto ancora inafferrabile.

In un continuo alternarsi di diete, divieti rigidissimi e abbuffate notturne, il corpo di Francesco cambia e si trasforma senza sosta. In questo arco di vita, il cibo assume ruoli differenti ma interscambiabili: diventa rifugio, certezza, compagnia e, soprattutto, un’anestesia contro il dolore.

Dalla bilancia alla stanza di terapia

La vera svolta nel percorso dell’autore non coincide con un traguardo estetico o una bilancia favorevole, ma con una domanda fondamentale formulata dalla sua psicologa: «Che forma ha la tua ansia?». È in quel momento che Alioto comprende come, per anni, il cibo sia stato solo lo strumento con cui ha cercato di dare sostanza a emozioni senza nome.

Il peso specifico delle emozioni non si configura come una semplice cronaca di una trasformazione fisica. È un’esplorazione complessa che attraversa:

  • L’infanzia e i legami familiari;

  • Il rapporto con l’obesità e la gestione del dolore;

  • Il lavoro della terapia e la lenta riconciliazione con la propria immagine e storia.

L’opera di Alioto non cerca colpevoli, ma si impegna nella ricerca delle parole esatte per nominare ciò che è rimasto in ombra troppo a lungo. Ne emerge un testo che si fa manifesto e invito: guardare oltre il semplice dato numerico della bilancia per imparare a riconoscere, e infine alleggerire, il peso invisibile che ciascuno si porta dentro.

Francesco Alioto, già noto al pubblico digitale grazie a una community sui social network che conta oltre 500 mila follower, utilizza i propri canali per condividere con ironia ed empatia spaccati della propria quotidianità. “Il peso specifico delle emozioni” segna il suo esordio nel panorama editoriale.

Con il patrocinio dell’iniziativa, l’Amministrazione comunale ribadisce l’impegno nel sostenere la promozione della lettura e nel valorizzare le esperienze culturali nate nel territorio.

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Milazzo,  – Sarà lo scenario di Palazzo D’Amico a ospitare domani, venerdì 2 ottobre alle ore 18:00, la presentazione ufficiale di “Il peso specifico delle emozioni – Un viaggio attraverso tutti i corpi della mia anima”, l’opera prima dell’autore milazzese Francesco Alioto, edita da Edizioni Piemme.

L’evento, promosso dal Mondadori Bookstore di Milazzo e patrocinato dal Comune di Milazzo, si propone come un’occasione speciale di dialogo con l’autore, che nel suo debutto letterario condivide un’intensa testimonianza legata al proprio vissuto, affrontando temi quali il rapporto con il proprio vissuto emotivo, la gestione della fragilità e il percorso verso la consapevolezza personale.

L’incontro vedrà la partecipazione di Adriana Tedeschi, che dialogherà con Alioto approfondendo i temi centrali della pubblicazione: dall’infanzia ai legami familiari, dal tema dell’obesità al rapporto con il cibo, fino al valore del percorso terapeutico e dell’elaborazione del dolore. L’opera trascende la semplice narrazione del cambiamento fisico per concentrarsi sulla dimensione psicologica e interiore, invitando i lettori a una riflessione sul peso delle emozioni non espresse e sull’accettazione del proprio corpo.

Ci sono stati emotivi che imparavamo a codificare fin dall’infanzia e altri che restano sospesi, privi di nome, per anni. A volte accade per mancanza di un’educazione all’ascolto interiore, altre volte perché soffocarli appare come l’unica via di sopravvivenza praticabile. Per Francesco Alioto, quel silenzio viscerale ha sempre avuto un sapore preciso.

Nel suo libro Il peso specifico delle emozioni. Un viaggio attraverso tutti i corpi della mia anima (edito da Piemme), l’autore mette a nudo un percorso intimo, intenso e privo di filtri. Fin da piccolo, Alioto ha imparato a riempire con il cibo tutto ciò che la parola non riusciva a tradurre: la paura profonda dell’abbandono, l’urgente bisogno di sentirsi all’altezza, la vergogna, il senso di colpa e il desiderio viscerale di essere finalmente visto.

La notte, il frigorifero e l’anestesia del cibo

La narrazione ripercorre con cruda delicatezza i gesti di un bambino che attende il silenzio della casa per muovere i propri passi verso la cucina. Il rumore quasi impercettibile dello sportello del frigorifero che si apre, la fretta nel consumare il cibo nel buio, la paura costante di essere scoperto e, al contempo, la cieca speranza che quel sapore possa colmare un vuoto ancora inafferrabile.

In un continuo alternarsi di diete, divieti rigidissimi e abbuffate notturne, il corpo di Francesco cambia e si trasforma senza sosta. In questo arco di vita, il cibo assume ruoli differenti ma interscambiabili: diventa rifugio, certezza, compagnia e, soprattutto, un’anestesia contro il dolore.

Dalla bilancia alla stanza di terapia

La vera svolta nel percorso dell’autore non coincide con un traguardo estetico o una bilancia favorevole, ma con una domanda fondamentale formulata dalla sua psicologa: «Che forma ha la tua ansia?». È in quel momento che Alioto comprende come, per anni, il cibo sia stato solo lo strumento con cui ha cercato di dare sostanza a emozioni senza nome.

Il peso specifico delle emozioni non si configura come una semplice cronaca di una trasformazione fisica. È un’esplorazione complessa che attraversa:

  • L’infanzia e i legami familiari;

  • Il rapporto con l’obesità e la gestione del dolore;

  • Il lavoro della terapia e la lenta riconciliazione con la propria immagine e storia.

L’opera di Alioto non cerca colpevoli, ma si impegna nella ricerca delle parole esatte per nominare ciò che è rimasto in ombra troppo a lungo. Ne emerge un testo che si fa manifesto e invito: guardare oltre il semplice dato numerico della bilancia per imparare a riconoscere, e infine alleggerire, il peso invisibile che ciascuno si porta dentro.

Francesco Alioto, già noto al pubblico digitale grazie a una community sui social network che conta oltre 500 mila follower, utilizza i propri canali per condividere con ironia ed empatia spaccati della propria quotidianità. “Il peso specifico delle emozioni” segna il suo esordio nel panorama editoriale.

Con il patrocinio dell’iniziativa, l’Amministrazione comunale ribadisce l’impegno nel sostenere la promozione della lettura e nel valorizzare le esperienze culturali nate nel territorio.

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