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Messina sotto l’assedio del fuoco: oltre 40 incendi in tutta la provincia, paura a Roccalumera e Catarratti

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MESSINA – Una giornata drammatica e di lavoro incessante quella vissuta ieri, sabato 18 luglio, dal Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Messina. Le temperature elevate e le forti raffiche di vento hanno alimentato oltre 40 incendi di vegetazione e di interfaccia, mandando in tilt la Sala Operativa e richiedendo un dispiegamento massiccio di forze su tutto il territorio messinese.

Ore di apprensione vicino all’Istituto Neurolesi e ad Allume

​Tra i fronti più critici e delicati si registra il rogo divampato a Catarratti, localizzato pericolosamente nei pressi dell’eliporto dei Colli Sarrizzo e a pochissima distanza dall’Istituto Neurolesi “Bonino Pulejo”, dove la vicinanza della fiamme alla struttura sanitaria ha tenuto tutti con il fiato sospeso.

​Altrettanto grave la situazione nella zona jonica, precisamente nella frazione Allume di Roccalumera. Qui un vasto incendio ha aggredito la vegetazione circostante richiedendo una vera e propria mobilitazione di uomini e mezzi per evitare il peggio.

Massiccio attacco aereo e coordinamento a terra

​Per arginare i diversi fronti di fuoco, oltre al personale a terra dei Vigili del fuoco, del Corpo Forestale e della Protezione civile, è stato necessario il supporto della flotta aerea dello Stato. In volo hanno operato:

​Due Canadair e l’elicottero pesante Erickson S-64 “Air Crane” per i lanci d’acqua continui;

​Il velivolo “Falco”, impiegato strategicamente per le complesse operazioni di ricognizione dall’alto e coordinamento dei lanci.

Il bilancio dei danni: ambiente e infrastrutture in ginocchio

​Il bilancio finale della giornata è pesante. Il fuoco non ha risparmiato nulla, minacciando da vicino diverse abitazioni. Si registrano inoltre seri danni alle infrastrutture elettriche e telefoniche, che hanno subito disconnessioni in varie aree. Il tributo più alto, tuttavia, lo paga il territorio: ettari di bosco e macchia mediterranea sono andati completamente distrutti, insieme a numerose coltivazioni. Devastanti le conseguenze anche per la fauna locale, intrappolata dalle fiamme.

​La situazione resta sotto costante monitoraggio, con le squadre che hanno operato senza sosta per tutta la notte per bonificare le aree colpite e prevenire la riattivazione di nuovi focolai.

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MESSINA – Una giornata drammatica e di lavoro incessante quella vissuta ieri, sabato 18 luglio, dal Comando provinciale dei Vigili del fuoco di Messina. Le temperature elevate e le forti raffiche di vento hanno alimentato oltre 40 incendi di vegetazione e di interfaccia, mandando in tilt la Sala Operativa e richiedendo un dispiegamento massiccio di forze su tutto il territorio messinese.

Ore di apprensione vicino all’Istituto Neurolesi e ad Allume

​Tra i fronti più critici e delicati si registra il rogo divampato a Catarratti, localizzato pericolosamente nei pressi dell’eliporto dei Colli Sarrizzo e a pochissima distanza dall’Istituto Neurolesi “Bonino Pulejo”, dove la vicinanza della fiamme alla struttura sanitaria ha tenuto tutti con il fiato sospeso.

​Altrettanto grave la situazione nella zona jonica, precisamente nella frazione Allume di Roccalumera. Qui un vasto incendio ha aggredito la vegetazione circostante richiedendo una vera e propria mobilitazione di uomini e mezzi per evitare il peggio.

Massiccio attacco aereo e coordinamento a terra

​Per arginare i diversi fronti di fuoco, oltre al personale a terra dei Vigili del fuoco, del Corpo Forestale e della Protezione civile, è stato necessario il supporto della flotta aerea dello Stato. In volo hanno operato:

​Due Canadair e l’elicottero pesante Erickson S-64 “Air Crane” per i lanci d’acqua continui;

​Il velivolo “Falco”, impiegato strategicamente per le complesse operazioni di ricognizione dall’alto e coordinamento dei lanci.

Il bilancio dei danni: ambiente e infrastrutture in ginocchio

​Il bilancio finale della giornata è pesante. Il fuoco non ha risparmiato nulla, minacciando da vicino diverse abitazioni. Si registrano inoltre seri danni alle infrastrutture elettriche e telefoniche, che hanno subito disconnessioni in varie aree. Il tributo più alto, tuttavia, lo paga il territorio: ettari di bosco e macchia mediterranea sono andati completamente distrutti, insieme a numerose coltivazioni. Devastanti le conseguenze anche per la fauna locale, intrappolata dalle fiamme.

​La situazione resta sotto costante monitoraggio, con le squadre che hanno operato senza sosta per tutta la notte per bonificare le aree colpite e prevenire la riattivazione di nuovi focolai.

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