MESSINA, VIGILI DEL FUOCO RECUPERANO CORPO SECONDA VITTIMA A PISTUNINA
I vigili del fuoco hanno terminato intorno alle 4 stamattina il recupero del corpo senza vita di una donna, seconda vittima accertata nel crollo dell’edificio a Pistunina.
Prosegue l’intervento per la ricerca delle quattro persone ancora disperse, 70 i vigili del fuoco impegnati nell’operazione.
Squadre USAR al lavoro tutta la notte. Ritrovato il corpo senza vita di Carmelo Leone, recuperata viva la cagnolina di famiglia.
Sembra tramontata l’ipotesi dell’esplosione.
MESSINA – È una vera e propria corsa contro il tempo quella che si sta consumando a Pistunina, dove le operazioni di ricerca e soccorso dei sei dispersi accertati sono proseguite ininterrottamente per tutta la notte. Le sei persone sono rimaste intrappolate sotto i detriti a seguito del drammatico crollo di una palazzina.

I soccorsi: l’intervento delle squadre USAR
Dopo che l’area è stata messa in sicurezza durante il pomeriggio e la sera per il timore di una fuga di gas, da poco prima di mezzanotte sul posto sono entrate in azione le ruspe ed escavatori dei Vigili del Fuoco. I mezzi meccanici stanno lavorando per rimuovere i detriti superficiali e creare un varco sicuro per consentire le operazioni d’intervento.
Sul posto sono stati allestiti i presidi mobili di 118, Croce Rossa, Protezione Civile e Vigili del Fuoco. In particolare, sul campo è attivo il reparto USAR (Urban Search and Rescue), specializzato nella ricerca e nel recupero di vittime sotto le macerie in contesti urbani.
L’ostacolo dell’incendio “covante”
A rallentare fortemente la macchina dei soccorsi è un incendio “covante”: un rogo che brucia senza fiamma a causa della scarsità di ossigeno provocata dal peso dei detriti che lo ricoprono. Fin dal primo pomeriggio e durante la notte, dall’area del crollo continua a sollevarsi un denso e acre fumo.
Ad aver preso fuoco sono state le batterie di accumulo del sistema fotovoltaico dello stabile. Un fattore estremamente critico per i soccorritori, poiché queste tipologie di batterie richiedono un allagamento completo per poter essere estinte del tutto. Fortunatamente, la posizione del pacco batterie si trova sul lato diametralmente opposto rispetto al punto in cui si ipotizza possano trovarsi i dispersi.

La struttura dello stabile ed i dettagli del crollo
La dinamica del cedimento inizia ad delinearsi con maggiore chiarezza grazie all’analisi della struttura dell’edificio:
Piano interrato: destinato a garage nella parte posteriore e a magazzini nella sezione anteriore.
Piano terra: fino a pochi mesi fa ospitava un supermercato ed era attualmente oggetto di lavori ristrutturazione.
Secondo piano: sede di un grande emporio commerciale gestito da cittadini cinesi.
Terzo piano fuori terra: adibito a residenza dei proprietari dello stabile.
Il crollo è stato devastante: tutti e quattro i solai sono collassati uno sull’altro, sprofondando fino al piano interrato.

Le speranze di ritrovarli in vita ed i dubbi sulle cause
Il comandante dei Vigili del Fuoco di Messina, Michele Burgio, ha dichiarato che la finestra utile per sperare di trovare superstiti è di circa 36 ore, oltre le quali le probabilità di sopravvivenza calano drasticamente.
Nonostante la gravità della situazione, c’è un elemento che alimenta la speranza: le travature crollate, incastrandosi tra loro, potrebbero aver creato delle intercapedini e camere d’aria sotto le macerie. Il fumo dell’incendio, essendo caldo, tende spontaneamente a salire verso l’alto, lasciando potenzialmente l’aria respirabile negli spazi sottostanti.

Sulle cause del disastro vige ancora il massimo riserbo. Tuttavia, l’ipotesi iniziale di un’esplosione sembra ormai quasi tramontata: nei resti della palazzina non vi sono segni di combustione da deflagrazione ed i vetri dell’unica porzione di edificio rimasta intatta non sono esplosi.











