Un colpo “chirurgico” eseguito con agghiacciante precisione nel momento di massima distrazione cittadina. Approfittando della serata di Ferragosto — mentre le strade di Messina erano popolate per i festeggiamenti della tradizionale processione della Vara — una banda di professionisti si è introdotta nelle sale del MuMe (Museo Regionale Interdisciplinare di Messina), riuscendo a eludere sia le barriere di sicurezza che i complessi sistemi di allarme.

Il bilancio della razzia è devastante per la storia dell’arte italiana: sono state asportate quattro preziose tavole attribuite al maestro rinascimentale Antonello da Messina.
Tre tavole del Polittico di San Gregorio (1473): I ladri hanno selezionato ed estratto tre delle cinque tavole superstiti dell’imponente opera commissionata dalla badessa Fabria Cirino.
La Tavoletta Bifronte: Un capolavoro di devozione privata raffigurante la Madonna col Bambino e un francescano sul fronte e il Cristo in Pietà sul retro. Questa microscopica quanto inestimabile gemma è stata forzata e prelevata direttamente dall’interno della sua teca blindata.
L’incursione ha provocato immediato sconcerto negli ambienti culturali e nelle istituzioni regionali. Le forze dell’ordine, affiancate dagli specialisti della Polizia Scientifica e del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, hanno sigillato l’area ed eseguito capillari rilievi tecnici per ricostruire la dinamica dei movimenti dei malviventi.
La pista principale seguita dagli inquirenti propende per un furto su commissione coordinato da esperti del traffico internazionale di opere d’arte, data la rapidità d’azione e la scelta selettiva dei bersagli più celebri del patrimonio museale cittadino. Il museo rimane temporaneamente chiuso al pubblico per consentire il prosieguo delle indagini.








