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l’ITT “Ettore Majorana” diventa il palcoscenico di un messaggio fondamentale: lo sport non è solo cronometro e competizione, ma un linguaggio universale che non lascia indietro nessuno

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​MILAZZO – Una mattinata all’insegna dei valori autentici quella vissuta oggi, venerdì 20 marzo, presso l’ITT “Ettore Majorana” di Milazzo. Il Lions Club Milazzo, guidato dalla Presidente Avv. Daniela Duca, ha promosso un importante service dal titolo “Sport & Inclusione”, confermando l’impegno del club nel tessuto sociale e giovanile del territorio.​L’incontro ha ricevuto una calorosa e garbata accoglienza da parte del Dirigente Scolastico, Dott. Bruno Lorenzo Castrovinci, che insieme al corpo docente e agli studenti ha aperto le porte dell’istituto a una riflessione profonda sullo sport come strumento di abbattimento delle barriere. L’evento rispecchia pienamente il motto del Distretto Lions 108Yb Sicilia: “Concretezza e Fraternità nel Servizio”. Non solo parole, ma un impegno tangibile per i giovani di Milazzo. È un ottimo esempio di come le istituzioni possano collaborare per formare cittadini più consapevoli. Se eventi come quello del Lions Club accendono la luce sul tema, la scuola italiana, per passare dalle “belle giornate” a una realtà quotidiana, forse ha bisogno di un intervento strutturale su più livelli. Non basta “far giocare” tutti; serve che tutti possano giocare con le stesse opportunità.

​Grazie anche alla partecipazione del CSI di Messina, l’evento ha centrato l’obiettivo di trasmettere alla giovane platea il concetto di sport non solo come attività fisica, ma come veicolo fondamentale di aggregazione e crescita civile. “Un successo che si misura nel coinvolgimento degli alunni”, ha commentato la Presidente Duca, sottolineando l’importanza della sinergia tra associazioni di servizio e istituzioni scolastiche.​L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività del Distretto Lions 108Yb Sicilia, sotto il motto “Concretezza e Fraternità nel Servizio”. Ma cosa serve per passare dalla “buona volontà” dei singoli presidi e docenti a un “sistema” dove l’inclusione non sia l’eccezione festeggiata durante un evento, ma la normalità della lezione del lunedì mattina ?

Spesso le palestre scolastiche,  non tutte,  sono ancora piene di barriere architettoniche o semplicemente non attrezzate: Rampe, spogliatoi spaziosi e attrezzature specifiche (come canestri regolabili o kit per il sitting volley).Una palestra sicura , in generale , è il primo passo per l’inclusione. Senza spazi idonei, lo studente con disabilità spesso finisce per fare l’arbitro o il segnapunti, che è partecipazione, ma non è sport.Motivare l’insegnante di Educazione Fisica , ma spesso si ritrova senza gli strumenti metodologici per gestire classi estremamente eterogenee. Modificare un gioco affinché un ragazzo con autismo o una disabilità motoria possa essere determinante per la vittoria della squadra. Gestire le dinamiche di gruppo per evitare l’isolamento. La figura del “Tutor Sportivo”Spesso i docenti sono soli. Servirebbe una collaborazione sistematica (non legata solo a progetti temporanei) con figure specializzate:Esperti di sport adattato. Mediatori culturali (per l’inclusione di ragazzi stranieri che vedono nello sport il primo vero terreno di integrazione). Fondi strutturali per l’acquisto di ausili sportivi (carrozzine da basket, kit per ipovedenti). Smettere di considerare l’ora di motoria come “l’ora di svago” e vederla come laboratorio di cittadinanza. Protocolli d’intesa permanenti tra Scuole, Comuni e Associazioni (come il CSI o i Lions) per usare le palestre anche al pomeriggio Il superamento del “Certificato Medico” come ostacolo Sembra un dettaglio tecnico, ma la burocrazia per ottenere l’idoneità allo sport integrato è spesso un labirinto che scoraggia le famiglie più fragili. Serve una semplificazione che garantisca il diritto allo sport come diritto alla salute.

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​MILAZZO – Una mattinata all’insegna dei valori autentici quella vissuta oggi, venerdì 20 marzo, presso l’ITT “Ettore Majorana” di Milazzo. Il Lions Club Milazzo, guidato dalla Presidente Avv. Daniela Duca, ha promosso un importante service dal titolo “Sport & Inclusione”, confermando l’impegno del club nel tessuto sociale e giovanile del territorio.​L’incontro ha ricevuto una calorosa e garbata accoglienza da parte del Dirigente Scolastico, Dott. Bruno Lorenzo Castrovinci, che insieme al corpo docente e agli studenti ha aperto le porte dell’istituto a una riflessione profonda sullo sport come strumento di abbattimento delle barriere. L’evento rispecchia pienamente il motto del Distretto Lions 108Yb Sicilia: “Concretezza e Fraternità nel Servizio”. Non solo parole, ma un impegno tangibile per i giovani di Milazzo. È un ottimo esempio di come le istituzioni possano collaborare per formare cittadini più consapevoli. Se eventi come quello del Lions Club accendono la luce sul tema, la scuola italiana, per passare dalle “belle giornate” a una realtà quotidiana, forse ha bisogno di un intervento strutturale su più livelli. Non basta “far giocare” tutti; serve che tutti possano giocare con le stesse opportunità.

​Grazie anche alla partecipazione del CSI di Messina, l’evento ha centrato l’obiettivo di trasmettere alla giovane platea il concetto di sport non solo come attività fisica, ma come veicolo fondamentale di aggregazione e crescita civile. “Un successo che si misura nel coinvolgimento degli alunni”, ha commentato la Presidente Duca, sottolineando l’importanza della sinergia tra associazioni di servizio e istituzioni scolastiche.​L’iniziativa si inserisce nel quadro delle attività del Distretto Lions 108Yb Sicilia, sotto il motto “Concretezza e Fraternità nel Servizio”. Ma cosa serve per passare dalla “buona volontà” dei singoli presidi e docenti a un “sistema” dove l’inclusione non sia l’eccezione festeggiata durante un evento, ma la normalità della lezione del lunedì mattina ?

Spesso le palestre scolastiche,  non tutte,  sono ancora piene di barriere architettoniche o semplicemente non attrezzate: Rampe, spogliatoi spaziosi e attrezzature specifiche (come canestri regolabili o kit per il sitting volley).Una palestra sicura , in generale , è il primo passo per l’inclusione. Senza spazi idonei, lo studente con disabilità spesso finisce per fare l’arbitro o il segnapunti, che è partecipazione, ma non è sport.Motivare l’insegnante di Educazione Fisica , ma spesso si ritrova senza gli strumenti metodologici per gestire classi estremamente eterogenee. Modificare un gioco affinché un ragazzo con autismo o una disabilità motoria possa essere determinante per la vittoria della squadra. Gestire le dinamiche di gruppo per evitare l’isolamento. La figura del “Tutor Sportivo”Spesso i docenti sono soli. Servirebbe una collaborazione sistematica (non legata solo a progetti temporanei) con figure specializzate:Esperti di sport adattato. Mediatori culturali (per l’inclusione di ragazzi stranieri che vedono nello sport il primo vero terreno di integrazione). Fondi strutturali per l’acquisto di ausili sportivi (carrozzine da basket, kit per ipovedenti). Smettere di considerare l’ora di motoria come “l’ora di svago” e vederla come laboratorio di cittadinanza. Protocolli d’intesa permanenti tra Scuole, Comuni e Associazioni (come il CSI o i Lions) per usare le palestre anche al pomeriggio Il superamento del “Certificato Medico” come ostacolo Sembra un dettaglio tecnico, ma la burocrazia per ottenere l’idoneità allo sport integrato è spesso un labirinto che scoraggia le famiglie più fragili. Serve una semplificazione che garantisca il diritto allo sport come diritto alla salute.

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