Il terreno della campagna elettorale a Messina si infiamma. Al centro della contesa, l’ultima richiesta di chiarimenti avanzata dai giudici contabili sull’attuazione del Piano di riequilibrio, che ha innescato un durissimo botta e risposta tra i principali sfidanti.
A dare il via alle ostilità è stato Marcello Scurria, candidato sindaco per il Centrodestra. Durante una conferenza stampa convocata d’urgenza ieri mattina, Scurria ha analizzato con preoccupazione i rilievi della Corte dei Conti, utilizzandoli come leva per mettere in discussione la solidità finanziaria della gestione precedente.
L’esponente del Centrodestra ha lanciato una vera e propria “sfida” al suo avversario, invitandolo a un confronto pubblico diretto per fare chiarezza sui numeri e sulle prospettive economiche della città.
Non si è fatta attendere la risposta di Federico Basile, sindaco uscente e continuità dell’amministrazione De Luca. A poche ore di distanza, Basile ha raccolto il guanto di sfida, mostrandosi pronto al dibattito ma ponendo delle condizioni precise.
«Lo faremo, ma sui fatti e non sulle chiacchiere», ha dichiarato Basile, difendendo l’operato svolto finora e minimizzando la portata dei chiarimenti richiesti, descrivendoli come parte di un normale iter procedurale di controllo.
Piano di Riequilibrio: Lo strumento finanziario destinato a risanare i conti del Comune rimane il “grande osservato” della magistratura contabile.
Trasparenza vs Propaganda: Scurria accusa l’amministrazione di aver presentato una realtà più rosea di quella effettiva; Basile rivendica il salvataggio dell’ente dal dissesto.
Resta da stabilire data e luogo per quello che si preannuncia come il duello decisivo per convincere l’elettorato messinese.
La questione dei conti pubblici, dunque, smette di essere solo un tecnicismo burocratico e diventa il cuore pulsante della battaglia politica per Palazzo Zanca.







