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Scontro al Papardo, la rissa tra medici finisce in Tribunale: quattro camici bianchi a processo

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MESSINA – Quella che era cominciata come una discussione tra colleghi tra le corsie dell’ospedale Papardo si sposterà definitivamente in un’aula di tribunale il prossimo 28 settembre. La giudice monocratica Rita Sergi ha infatti aperto il processo di primo grado con l’udienza predibattimentale, fissando per la fine dell’autunno l’inizio del dibattimento vero e proprio che vede imputati quattro noti professionisti messinesi: Francesco Patanè, Antonio Micari, Giuseppe Venuti e Pietro Iannello.

​I quattro camici bianchi dovranno rispondere, a vario titolo, di una violenta lite scoppiata all’interno della struttura sanitaria che ha incrinato la serenità del reparto, trasformando un dissidio professionale in un caso giudiziario.

​L’aggressione in corsia e le accuse

​L’ipotesi di reato più pesante è quella contestata a Francesco Patanè, che dovrà difendersi dalle accuse di minacce e lesioni nei confronti del collega Marco Cerrito. Quest’ultimo si è già costituito parte civile nel processo, assistito dall’avvocata Elena Florio.

​Per gli altri tre medici coinvolti nel decreto di citazione a giudizio – Micari, Venuti e Iannello – la magistratura ipotizza invece il reato di favoreggiamento. Sarà adesso il faccia a faccia in aula tra l’accusa e il collegio difensivo (composto dagli avvocati Francesco Ruvolo, Lori Olivo e Salvatore Silvestro) a dover ricostruire l’esatta catena dei fatti e stabilire le singole responsabilità.

​Il precedente: pugni in ospedale durante l’inaugurazione dell’Ateneo

​La vicenda risale al 23 marzo 2023 e all’epoca destò enorme scalpore in città, anche per una singolare coincidenza temporale. Quella mattina, infatti, mentre nel dirimpettaio plesso universitario di Ganzirri l’allora ministra dell’Università Anna Maria Bernini inaugurava l’anno accademico insieme all’ex rettore Salvatore Cuzzocrea, al Papardo si registrava il caos.

​Per sedare il parapiglia scoppiato tra i medici fu necessario l’intervento delle volanti della Polizia, chiamate d’urgenza in reparto. Ad avere la peggio nello scontro fu il cardiochirurgo Marco Cerrito: colpito al culmine di un alterco verbale i cui toni erano degenerati all’improvviso, il medico fu costretto a farsi medicare al Policlinico, dove i sanitari gli riscontrarono traumi guaribili in dieci giorni di prognosi.

​Subito dopo l’aggressione, Cerrito presentò una formale denuncia in Procura, mentre la direzione dell’azienda ospedaliera Papardo avviò parallelamente un’indagine interna. A distanza di tre anni da quella mattina di follia in corsia, la parola passa adesso ai giudici.

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MESSINA – Quella che era cominciata come una discussione tra colleghi tra le corsie dell’ospedale Papardo si sposterà definitivamente in un’aula di tribunale il prossimo 28 settembre. La giudice monocratica Rita Sergi ha infatti aperto il processo di primo grado con l’udienza predibattimentale, fissando per la fine dell’autunno l’inizio del dibattimento vero e proprio che vede imputati quattro noti professionisti messinesi: Francesco Patanè, Antonio Micari, Giuseppe Venuti e Pietro Iannello.

​I quattro camici bianchi dovranno rispondere, a vario titolo, di una violenta lite scoppiata all’interno della struttura sanitaria che ha incrinato la serenità del reparto, trasformando un dissidio professionale in un caso giudiziario.

​L’aggressione in corsia e le accuse

​L’ipotesi di reato più pesante è quella contestata a Francesco Patanè, che dovrà difendersi dalle accuse di minacce e lesioni nei confronti del collega Marco Cerrito. Quest’ultimo si è già costituito parte civile nel processo, assistito dall’avvocata Elena Florio.

​Per gli altri tre medici coinvolti nel decreto di citazione a giudizio – Micari, Venuti e Iannello – la magistratura ipotizza invece il reato di favoreggiamento. Sarà adesso il faccia a faccia in aula tra l’accusa e il collegio difensivo (composto dagli avvocati Francesco Ruvolo, Lori Olivo e Salvatore Silvestro) a dover ricostruire l’esatta catena dei fatti e stabilire le singole responsabilità.

​Il precedente: pugni in ospedale durante l’inaugurazione dell’Ateneo

​La vicenda risale al 23 marzo 2023 e all’epoca destò enorme scalpore in città, anche per una singolare coincidenza temporale. Quella mattina, infatti, mentre nel dirimpettaio plesso universitario di Ganzirri l’allora ministra dell’Università Anna Maria Bernini inaugurava l’anno accademico insieme all’ex rettore Salvatore Cuzzocrea, al Papardo si registrava il caos.

​Per sedare il parapiglia scoppiato tra i medici fu necessario l’intervento delle volanti della Polizia, chiamate d’urgenza in reparto. Ad avere la peggio nello scontro fu il cardiochirurgo Marco Cerrito: colpito al culmine di un alterco verbale i cui toni erano degenerati all’improvviso, il medico fu costretto a farsi medicare al Policlinico, dove i sanitari gli riscontrarono traumi guaribili in dieci giorni di prognosi.

​Subito dopo l’aggressione, Cerrito presentò una formale denuncia in Procura, mentre la direzione dell’azienda ospedaliera Papardo avviò parallelamente un’indagine interna. A distanza di tre anni da quella mattina di follia in corsia, la parola passa adesso ai giudici.

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