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Futuro incerto per “Gigliopoli” a Milazzo: il M5S e i cittadini chiedono l’intervento della Regione contro il blocco dei fondi

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Futuro incerto per “Gigliopoli” a Milazzo: il M5S e i cittadini chiedono l’intervento della Regione contro il blocco dei fondi

La recente deliberazione commissariale n. 29 del 12 agosto 2026 della Fondazione Barone Lucifero mette seriamente a rischio il futuro di Gigliopoli, la “Città dei bambini” ospitata nella struttura, aprendo un duro scontro istituzionale e sociale a Milazzo.

La vicenda tocca un nervo scoperto della comunità: da un lato le rigidità contabili e di bilancio di un ente pubblico, dall’altro la tutela di un patrimonio educativo e sociale di inestimabile valore per l’intero comprensorio.

Cosa prevedeva l’accordo tra Fondazione e Associazione “Il Giglio”

Nel giugno 2025, la Fondazione e l’Associazione ETS “Il Giglio” avevano sottoscritto una convenzione della durata di sei anni (dal 26 maggio 2025 al 25 maggio 2031) per regolamentare e sostenere le attività di Gigliopoli. L’accordo stabiliva un impegno economico chiaro e continuativo:

  • 98.000 euro per l’annualità 2025;

  • 137.200 euro per ciascuno degli anni successivi.

Un investimento su cui l’Associazione ha fatto legittimamente affidamento per programmare attività di lungo periodo, assumere personale e tessere una fitta rete di relazioni con scuole, famiglie e servizi del territorio. La convenzione stessa prevedeva un iter formale e garantista per la gestione di eventuali inadempimenti (contestazioni scritte, diritto di difesa, diffide), escludendo la possibilità di chiudere i rubinetti in modo unilaterale.

La svolta del 12 agosto: la delibera n. 29

Con il provvedimento firmato dal Commissario straordinario, la Fondazione ha disposto una sterzata drastica:

  • Esaurimento dei fondi: È stato dichiarato esaurito il capitolo di bilancio 2026 destinato a Gigliopoli.

  • Stop ai pagamenti: Tutti gli impegni economici della Fondazione verso l’Associazione saranno sospesi a partire dal 1° settembre 2026.

  • Nessun riconoscimento di debiti: L’atto specifica che la delibera non costituisce riconoscimento di alcun debito pregresso.

Tradotto nella pratica: il progetto potrà proseguire solo se l’Associazione se ne farà carico interamente con le proprie forze, ipotizzando persino in futuro un accordo oneroso per l’uso delle strutture.

I nodi del contendere: tra vincoli di bilancio e tutela pubblica

La decisione ha scatenato la ferma opposizione della cittadinanza, del mondo associativo e del Movimento 5 Stelle – Gruppo Territoriale di Milazzo, che denunciano la gravità della situazione su più livelli:

  1. La violazione del principio di affidamento: Non si può interrompere un accordo pluriennale dopo poco più di un anno appellandosi a problemi di cassa interni, scaricando il peso finanziario su un’attività avviata e strutturata.

  2. L’elusione delle regole contrattuali: Se vi erano contestazioni sull’operato, la strada maestra sarebbe stata quella prevista dalla convenzione, non una delibera d’imperio che aggira ogni garanzia di confronto.

  3. Il valore collettivo di Gigliopoli: Non stiamo parlando di una questione privata tra due enti, ma di un presidio di inclusione, educazione ambientale e sociale che tutela i soggetti più fragili, i bambini e le famiglie di Milazzo.

La mobilitazione e le richieste alla Regione

Il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Milazzo non intende limitarsi a una mera dichiarazione di solidarietà. Trattandosi la Fondazione Barone Lucifero di un’IPAB (persona giuridica di diritto pubblico sottoposta al controllo dell’Assessorato regionale della Famiglia), la questione è destinata a varcare i confini locali.

Le richieste avanzate con forza sono chiare:

  • Garantire la continuità delle attività di Gigliopoli e della sua funzione sociale.

  • Aprire un tavolo di confronto trasparente tra Fondazione, Associazione e istituzioni competenti.

  • Coinvolgere l’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) tramite i propri rappresentanti, affinché l’Assessorato regionale vigili e contribuisca a trovare una soluzione amministrativa e finanziaria sostenibile.

«Quando un ente pubblico firma una convenzione di sei anni, e su quella base si costruisce un progetto che riguarda tanti bambini, ragazzi e famiglie, quegli impegni vanno onorati. Su Gigliopoli servono chiarezza, responsabilità e una soluzione. Adesso.»
Natura pubblica del servizio: Gigliopoli non è vista come un’attività commerciale o privata, ma come un bene comune che offre supporto a bambini, ragazzi, famiglie e soggetti fragili.
Il rischio di chiusura o ridimensionamento: Senza il contributo della Fondazione, l’associazione non è in grado di sostenere autonomamente i costi della struttura e delle attività, condannando di fatto il progetto al ridimensionamento o alla chiusura, con un danno irreparabile per la comunità locale.
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Futuro incerto per “Gigliopoli” a Milazzo: il M5S e i cittadini chiedono l’intervento della Regione contro il blocco dei fondi

La recente deliberazione commissariale n. 29 del 12 agosto 2026 della Fondazione Barone Lucifero mette seriamente a rischio il futuro di Gigliopoli, la “Città dei bambini” ospitata nella struttura, aprendo un duro scontro istituzionale e sociale a Milazzo.

La vicenda tocca un nervo scoperto della comunità: da un lato le rigidità contabili e di bilancio di un ente pubblico, dall’altro la tutela di un patrimonio educativo e sociale di inestimabile valore per l’intero comprensorio.

Cosa prevedeva l’accordo tra Fondazione e Associazione “Il Giglio”

Nel giugno 2025, la Fondazione e l’Associazione ETS “Il Giglio” avevano sottoscritto una convenzione della durata di sei anni (dal 26 maggio 2025 al 25 maggio 2031) per regolamentare e sostenere le attività di Gigliopoli. L’accordo stabiliva un impegno economico chiaro e continuativo:

  • 98.000 euro per l’annualità 2025;

  • 137.200 euro per ciascuno degli anni successivi.

Un investimento su cui l’Associazione ha fatto legittimamente affidamento per programmare attività di lungo periodo, assumere personale e tessere una fitta rete di relazioni con scuole, famiglie e servizi del territorio. La convenzione stessa prevedeva un iter formale e garantista per la gestione di eventuali inadempimenti (contestazioni scritte, diritto di difesa, diffide), escludendo la possibilità di chiudere i rubinetti in modo unilaterale.

La svolta del 12 agosto: la delibera n. 29

Con il provvedimento firmato dal Commissario straordinario, la Fondazione ha disposto una sterzata drastica:

  • Esaurimento dei fondi: È stato dichiarato esaurito il capitolo di bilancio 2026 destinato a Gigliopoli.

  • Stop ai pagamenti: Tutti gli impegni economici della Fondazione verso l’Associazione saranno sospesi a partire dal 1° settembre 2026.

  • Nessun riconoscimento di debiti: L’atto specifica che la delibera non costituisce riconoscimento di alcun debito pregresso.

Tradotto nella pratica: il progetto potrà proseguire solo se l’Associazione se ne farà carico interamente con le proprie forze, ipotizzando persino in futuro un accordo oneroso per l’uso delle strutture.

I nodi del contendere: tra vincoli di bilancio e tutela pubblica

La decisione ha scatenato la ferma opposizione della cittadinanza, del mondo associativo e del Movimento 5 Stelle – Gruppo Territoriale di Milazzo, che denunciano la gravità della situazione su più livelli:

  1. La violazione del principio di affidamento: Non si può interrompere un accordo pluriennale dopo poco più di un anno appellandosi a problemi di cassa interni, scaricando il peso finanziario su un’attività avviata e strutturata.

  2. L’elusione delle regole contrattuali: Se vi erano contestazioni sull’operato, la strada maestra sarebbe stata quella prevista dalla convenzione, non una delibera d’imperio che aggira ogni garanzia di confronto.

  3. Il valore collettivo di Gigliopoli: Non stiamo parlando di una questione privata tra due enti, ma di un presidio di inclusione, educazione ambientale e sociale che tutela i soggetti più fragili, i bambini e le famiglie di Milazzo.

La mobilitazione e le richieste alla Regione

Il Gruppo Territoriale del Movimento 5 Stelle di Milazzo non intende limitarsi a una mera dichiarazione di solidarietà. Trattandosi la Fondazione Barone Lucifero di un’IPAB (persona giuridica di diritto pubblico sottoposta al controllo dell’Assessorato regionale della Famiglia), la questione è destinata a varcare i confini locali.

Le richieste avanzate con forza sono chiare:

  • Garantire la continuità delle attività di Gigliopoli e della sua funzione sociale.

  • Aprire un tavolo di confronto trasparente tra Fondazione, Associazione e istituzioni competenti.

  • Coinvolgere l’Assemblea Regionale Siciliana (ARS) tramite i propri rappresentanti, affinché l’Assessorato regionale vigili e contribuisca a trovare una soluzione amministrativa e finanziaria sostenibile.

«Quando un ente pubblico firma una convenzione di sei anni, e su quella base si costruisce un progetto che riguarda tanti bambini, ragazzi e famiglie, quegli impegni vanno onorati. Su Gigliopoli servono chiarezza, responsabilità e una soluzione. Adesso.»
Natura pubblica del servizio: Gigliopoli non è vista come un’attività commerciale o privata, ma come un bene comune che offre supporto a bambini, ragazzi, famiglie e soggetti fragili.
Il rischio di chiusura o ridimensionamento: Senza il contributo della Fondazione, l’associazione non è in grado di sostenere autonomamente i costi della struttura e delle attività, condannando di fatto il progetto al ridimensionamento o alla chiusura, con un danno irreparabile per la comunità locale.
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