SIRACUSA – Apre il sipario sul primo grande titolo della 61ª Stagione di Spettacoli Classici al Teatro Greco. Stasera, sabato 6 giugno 2026 alle ore 19:30, riflettori puntati sull’attesa replica finale di Alcesti di Euripide, una coproduzione d’eccezione tra la Fondazione INDA e il Teatro Stabile del Veneto.
La cavea aretusea si prepara ad accogliere il pubblico delle grandi occasioni per quello che è, a tutti gli effetti, uno dei drammi più ambigui, moderni e affascinanti dell’intera storia del teatro occidentale.
Al centro dell’opera euripidiana, tradotta per l’occasione da Elena Fabbro, si muove un paradosso morale che da secoli interroga gli spettatori. Il re Admeto, graziato dalle Moire grazie all’intercessione di Apollo, può sfuggire alla sua ora solo se qualcuno accetterà di scendere negli Inferi al suo posto. Nel rifiuto codardo dei vecchi genitori e degli amici, solo la moglie Alcesti (interpretata da Deniz Ozdogan) pronuncia il fatidico “sì”, accettando di morire per salvare l’uomo che ama, a patto che nessuna donna prenda mai il suo posto sul letto nuziale.
La regia di Filippo Dini – impegnato sul palco anche nel ruolo di Ferete – esplora con lucidità le zone d’ombra di questa “tragedia a lieto fine” che, come amano ricordare i critici, di lieto ha ben poco. Quando l’eroe Eracle (Denis Fasolo), un semidio grottesco e fuori luogo che piomba nella casa in lutto consumando cibo e vino, scopre l’identità della defunta, decide di scendere nell’Ade per strappare Alcesti dalle mani di Thanatos.
Il finale è un capolavoro di suspense e non detti: Admeto riprende con sé la donna velata, scoprendo solo alla fine che si tratta della sposa ritrovata. Ma il ritorno alla vita non è immediato: Alcesti dovrà restare avvolta nel silenzio per tre giorni prima di potersi dire nuovamente parte del mondo dei vivi.
Lo spettacolo è impreziosito dalle musiche originali firmate da Paolo Fresu, capaci di tessere un tappeto sonoro che amplifica l’angoscia della perdita e il mistero della resurrezione. Le scene di Gregorio Zurla e i costumi di Alessio Rosati trasportano il testo antico in una dimensione senza tempo, dove la scelta di Alcesti diventa lo specchio del percorso della donna nella storia, tra sacrifici quotidiani e faticose rinascite.
Nel cast, accanto alla protagonista Deniz Ozdogan, spiccano Aldo Ottobrino nei panni di un tormentato Admeto, Alessio Del Mastro (Apollo) e Giulio Della Monica (un algido Thanatos).
Con la serata di oggi si chiude il ciclo di Alcesti a Siracusa, prima del trasferimento estivo nei teatri di Pompei e Verona, lasciando spazio nella programmazione aretusea ai successivi e attesissimi debutti stagionali, tra cui I Persiani di Eschilo e l’Iliade nell’adattamento di Giuliano Peparini.








