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Siracusa incanta con la sua Alcesti che registra il tutto esaurito

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Un teatro gremito per una delle rappresentazioni di Euripide davvero suggestiva : l’Alcesti con la regia di Filippo Dini e le musiche di Paolo Fresu.

Una rivisitazione in chiave un po’ moderna, con Alcesti appesa ad una flebo, che sta per concedersi a Thanatos, accettando così, senza indugio, di salvare l’amato sposo Admeto.

Un’atmosfera sospesa tra tragedia e dramma satiresco, l’opera analizza ed esplora i temi dell’amore: da un lato l’incondizionata generosità e dall’altro l’egoismo e la debolezza. Il valore dell’ospitalità e dell’amicizia fino a giungere al miracolo del lieto fine.

Il regista ha fatto delle scelte davvero interessanti e singolari, come quella di alcuni personaggi che parlano uno in bergamasco e l’altro in pugliese, o un Thanatos che è vestito con un impermeabile ed una carpetta, ricordando lo stereotipo dell’esattore delle tasse. Molto bella anche la scelta dei cori con abiti anche ordinari e contemporanei. Un mix che collega il passato al presente perché i valori e i temi esistenziali non hanno una collocazione temporale.

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Un teatro gremito per una delle rappresentazioni di Euripide davvero suggestiva : l’Alcesti con la regia di Filippo Dini e le musiche di Paolo Fresu.

Una rivisitazione in chiave un po’ moderna, con Alcesti appesa ad una flebo, che sta per concedersi a Thanatos, accettando così, senza indugio, di salvare l’amato sposo Admeto.

Un’atmosfera sospesa tra tragedia e dramma satiresco, l’opera analizza ed esplora i temi dell’amore: da un lato l’incondizionata generosità e dall’altro l’egoismo e la debolezza. Il valore dell’ospitalità e dell’amicizia fino a giungere al miracolo del lieto fine.

Il regista ha fatto delle scelte davvero interessanti e singolari, come quella di alcuni personaggi che parlano uno in bergamasco e l’altro in pugliese, o un Thanatos che è vestito con un impermeabile ed una carpetta, ricordando lo stereotipo dell’esattore delle tasse. Molto bella anche la scelta dei cori con abiti anche ordinari e contemporanei. Un mix che collega il passato al presente perché i valori e i temi esistenziali non hanno una collocazione temporale.

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