Trent’anni di reclusione per i due esecutori materiali: i Carabinieri del ROS notificano l’ordinanza a Bucolo e Crinò
BARCELLONA POZZO DI GOTTO – A tredici anni dal sangue versato nel giorno di Capodanno del 2013, si chiude definitivamente il cerchio giudiziario sull’omicidio di Giovanni Perdichizzi. Dopo la recente sentenza di condanna a 30 anni di reclusione emessa a fine aprile, sono scattate le manette per i due uomini ritenuti gli esecutori materiali del delitto.
I Carabinieri del ROS, con il supporto operativo del Comando Provinciale di Messina, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di:
- Salvatore Bucolo
- Giovanni Crinò
La fine di una lunga scia di sangue
L’omicidio di Giovanni Perdichizzi, avvenuto il 1° gennaio 2013, non fu un episodio isolato ma un delitto di chiara matrice mafiosa che scosse profondamente la comunità barcellonese. L’agguato si inquadrava nelle dinamiche di controllo del territorio e nelle fibrillazioni interne ai clan locali di quel periodo.
La svolta è arrivata grazie alla convergenza di indagini tecniche, dichiarazioni di collaboratori di giustizia e l’instancabile lavoro investigativo dei reparti speciali dell’Arma, che hanno permesso di ricostruire la dinamica dell’agguato e il ruolo preciso dei due arrestati.
Dalla Sentenza al Carcere
Nonostante il lungo iter processuale, la decisione della Corte dello scorso aprile ha impresso l’accelerazione decisiva. La condanna a tre decenni di carcere ha reso necessario il provvedimento restrittivo per evitare ogni pericolo di fuga o reiterazione, blindando i due responsabili dietro le sbarre.Il quadro investigativo:
L’operazione odierna ribadisce la presenza costante dello Stato sul territorio di Barcellona Pozzo di Gotto. Il coordinamento tra la Procura Distrettuale Antimafia e i Carabinieri del ROS ha permesso di fare luce su uno dei “cold case” più significativi della criminalità organizzata messinese, portando alla sbarra chi, tredici anni fa, pensava di aver agito nell’impunità.
I due arrestati sono stati trasferiti presso strutture carcerarie di massima sicurezza, in attesa della definitiva esecuzione della pena.








