Nel cuore del Parco dei Nebrodi, dove le rocce si tingono dei colori della storia e il Mar Tirreno fa da sfondo a vette imponenti, c’è un borgo che custodisce l’anima della Sicilia più autentica. A San Marco d’Alunzio, uno dei borghi più belli d’Italia, l’arrivo della bella stagione è scandito da un rito antico quanto l’uomo: la tosatura delle pecore (“a carusa”).
Non si tratta di una semplice pratica zootecnica, ma di una vera e propria festa comunitaria che affonda le sue radici nella millenaria cultura pastorale dell’isola.
Le immagini che vi proponiamo rispecchiano perfettamente l’essenza di questi giorni: un mare bianco e compatto di greggi che si muove tra i recinti e i pascoli assolati, sotto lo sguardo attento dei pastori. Le pecore, alleggerite dal pesante vello invernale, sono le protagoniste di una coreografia rurale che si ripete identica da secoli.
La tosatura richiede una maestria non comune, ovvero velocità e precisione, infatti, i tosatori più esperti liberano l’animale dalla lana in pochi minuti, riducendo al minimo lo stress per la pecora, ogni movimento è calibrato per non ferire la pelle dell’ovino, unendo la forza e la fermezza a una delicatezza quasi paterna. Amici, parenti e vicini di pascolo si riuniscono per aiutarsi a vicenda, trasformando il duro lavoro in un momento di forte coesione sociale. “La tosatura non è solo lavoro, è il momento in cui la comunità si ritrova. Ci si aiuta a vicenda nei recinti, si scherza e, alla fine, si festeggia tutti insieme.” – Raccontano i pastori locali.

Nelle campagne aluntine, la fine della tosatura coincide da sempre con un momento conviviale indimenticabile. Una volta accumulati i sacchi di lana pregiata, la fatica della giornata si scioglie attorno a tavolate imbandite con i prodotti tipici della tradizione nebroidea, come i formaggi locali, provole dei Nebrodi, pecorino stagionato e ricotta fresca di giornata ed i sapori del borgo, come la carne alla brace (soprattutto il tradizionale castrato), pane fatto in casa e l’immancabile vino rosso locale per brindare al buon esito del lavoro.

In un’epoca dominata dall’automazione, vedere le comunità di San Marco d’Alunzio portare avanti questa tradizione con così tanto orgoglio è un segnale di profonda resistenza culturale. Questa tradizione non solo garantisce il benessere degli animali prima del grande caldo estivo, ma mantiene vivo il legame identitario tra le nuove generazioni e la terra dei padri.
La tosatura a San Marco d’Alunzio si conferma così molto più di un appuntamento stagionale: è una pagina di storia vivente, un patrimonio immateriale che continua a profumare di lana, di terra e di autentica sicilianità. Video e Foto: Salvatore Notaro










