SAN PIERO PATTI (ME) — Un viaggio lungo secoli attraverso le dinamiche socio-politiche, economiche, religiose e artistiche di un’area chiave della Sicilia nord-orientale. Il Complesso monumentale del Convento dei Carmelitani di San Piero Patti ha ospitato l’importante convegno di studi storici intitolato “Il Val Demone tirrenico dal medioevo all’età contemporanea”.
L’evento, nato dalla sinergia tra l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Cinzia Marchello e la Società Messinese di Storia Patria presieduta dal prof. Salvatore Bottari, ha raccolto il supporto dell’Assessorato regionale dei Beni culturali e dell’Identità siciliana, oltre ai patrocini del Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne dell’Università di Messina e del Consorzio Intercomunale Tindari Nebrodi.
Una scommessa vinta: la centralità della “storia locale”
In un panorama storiografico globale che tende spesso ad allontanarsi dalle dinamiche dei singoli territori, il convegno di San Piero Patti ha voluto invertire la rotta, rivendicando la forza e la dignità scientifica della microstoria. Oltre 40 relatori — tra docenti universitari, ricercatori strutturati e indipendenti (freelance) — si sono alternati in un fitto programma di sessioni plenarie e parallele. «Abbiamo organizzato questo evento per dare un nuovo impulso alle ricerche di storia locale e, al tempo stesso, per dare spazio e opportunità soprattutto agli studiosi più giovani», ha dichiarato il sindaco Cinzia Marchello, sottolineando il valore dell’iniziativa anche in termini di promozione turistica e culturale dei Nebrodi.
Un entusiasmo condiviso dall’assessore alla Cultura, Salvatore Pantano: «È stata una bellissima occasione per ritornare a pensare a una storia legata al territorio, superando certe “mode” storiografiche. Ringrazio il prof. Bottari e tutti i comitati per lo straordinario lavoro svolto».
Il diario dei lavori: dal Medioevo alla Contemporaneità
Il programma scientifico ha offerto una panoramica a 360 gradi, dividendo cronologicamente e tematicamente i numerosi contributi scientifici.
Sabato: l’immersione tra Medioevo ed Età Moderna
La prima giornata si è aperta nel suggestivo Chiostro del Convento con la relazione introduttiva del Prof. Salvatore Bottari, per poi articolarsi nelle prime sessioni parallele al primo piano della struttura:
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Sala 1 (Difesa e Infrastrutture): un focus presieduto da Raffaele Manduca su castelli, baluardi litoranei, rappresentazione cartografica e sistemi postali dall’età vicereale all’Unità d’Italia.
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Sala 2 (Biografie e Protagonisti): una sessione guidata dallo stesso Salvatore Bottari che ha esplorato figure umane straordinarie, dalle “donne al potere nella Sicilia normanna” fino ai protagonisti del Novecento.
Nel pomeriggio, dopo il keynote del Prof. Federico Martino sulla Messina normanna, i lavori si sono sdoppiati: la Sala 1 ha ospitato un profondo viaggio nella religiosità, nelle pratiche devozionali e nelle istituzioni ecclesiastiche e assistenziali, curato da Giuseppe Campagna. La Sala 2 si è invece concentrata su potere, istituzioni, economia e società tra Medioevo ed età moderna, sotto la presidenza dello stesso Federico Martino.
La sessione pomeridiana si è chiusa con la seconda parte dell’approfondimento sulla religiosità in Sala 1 e con il focus dedicato a “Arte, committenza e identità territoriali” in Sala 2, presieduto da Vincenzo Naymo, prima di lasciare spazio a un momento di distensione con un concerto serale nel chiostro.
Domenica: i nodi dell’Età Contemporanea
La seconda giornata ha spostato le lancette della storia verso i secoli XIX e XX, aprendosi con la sessione plenaria coordinata da Giovanna D’Amico sul Val Demone contemporaneo. A seguire, gli ultimi due approfondimenti paralleli:
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Sala 1 (Politica e Società): un percorso speculare sui partiti, i movimenti, la classe dirigente democristiana e le storie della Resistenza partigiana.
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Sala 2 (Istituzioni e Mutualismo): una sessione presieduta da Dario Caroniti che ha fatto luce sulle mutue del territorio, le riforme dei Regolari e le grandi inchieste sociali del Novecento.
I protagonisti e la macchina organizzativa
Dietro la fitta rete di interventi e l’alto valore scientifico dell’iniziativa c’è stato il lavoro di un nutrito gruppo di accademici e professionisti.
Il rigore scientifico del programma è stato garantito da un prestigioso Comitato Scientifico composto dai professori Antonio Baglio, Salvatore Bottari, Vittoria Calabrò, Giuseppe Campagna, Giovan Giuseppe Mellusi, Daniela Novarese ed Enza Pelleriti.
A curare l’impeccabile gestione logistica e la macchina organizzativa dell’evento è stato invece il Comitato Organizzativo, composto da Alessandro Abbate, Anna Macula, Ugo Muraca, Salvatore Pantano, Vincenzo Pintaudi, Nino Teramo e Vittorio Lorenzo Tumeo.
L’iniziativa si è chiusa alle 12:30 di domenica con le relazioni conclusive, siglando una due giorni di altissimo profilo che candida ufficialmente San Piero Patti a laboratorio permanente di elaborazione culturale e dialogo interdisciplinare in Sicilia.










