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Il Duomo di Messina si stringe attorno a Giulia: palloncini, lacrime e il grido della città per l’ultimo addio

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L’ultimo abbraccio di Messina a Giulia Scimone. L’omelia di Padre Angemi: “Immolata sull’altare dell’imbecillità”

MESSINA – Una folla oceanica e visibilmente commossa si è radunata all’interno e all’esterno del Duomo di Messina per dare l’estremo saluto a Giulia Scimone. Un addio straziante, avvolto dal fumo dell’incenso, dal suono solenne delle campane e dalle lacrime di parenti, amici e semplici cittadini accorsi per stringersi attorno alla famiglia in un momento di dolore inimmaginabile. Nel corso della celebrazione, momenti di profonda commozione si sono alternati a sguardi smarriti e abbracci di conforto tra i presenti, uniti nel ricordo di una giovane vita spezzata troppo presto.

La durissima omelia: “Un grido contro l’irresponsabilità”

​Le parole di padre Angemi sono risuonate come una scure, trasformando il dolore in un severo monito per l’intera comunità e per le istituzioni. ​”Giulia è stata immolata sull’altare dell’imbecillità”, ha tuonato il sacerdote durante una durissima omelia, puntando il dito contro “l’irresponsabilità di chi disprezza la vita e di chi si espone continuamente sui social” senza misurare le conseguenze delle proprie azioni.

​Il parroco non si è fermato alla deplorazione dei comportamenti individuali, ma ha esteso il discorso alla responsabilità collettiva e civile:​”La voce di Giulia oggi è un grido. Parla chiaramente anche a chi ha il dovere di fare rispettare le regole e a chi deve controllare la sicurezza dei luoghi.”

L’affetto della città e il messaggio: “Giulia vive sempre”

​All’interno della cattedrale, tra i numerosi cuscini di fiori bianchi che circondavano il feretro, spiccava un grande striscione bianco con una scritta impressa a bomboletta che riassumeva la promessa di amici e coetanei: “GIULIA VIVE X SEMPRE”.

​All’uscita del feretro bianco dal Duomo, portato a spalla tra la commozione generale  la piazza è esplosa in un lunghissimo applauso. Nel cielo di Messina sono stati liberati decine di palloncini bianchi e rosa, alcuni dei quali legati a formare una grande croce, per accompagnare simbolicamente il viaggio di Giulia in un’atmosfera carica di strazio ma anche di un profondo desiderio di giustizia e cambiamento.                                              Servizio e Foto: Paolo Furrer

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L’ultimo abbraccio di Messina a Giulia Scimone. L’omelia di Padre Angemi: “Immolata sull’altare dell’imbecillità”

MESSINA – Una folla oceanica e visibilmente commossa si è radunata all’interno e all’esterno del Duomo di Messina per dare l’estremo saluto a Giulia Scimone. Un addio straziante, avvolto dal fumo dell’incenso, dal suono solenne delle campane e dalle lacrime di parenti, amici e semplici cittadini accorsi per stringersi attorno alla famiglia in un momento di dolore inimmaginabile. Nel corso della celebrazione, momenti di profonda commozione si sono alternati a sguardi smarriti e abbracci di conforto tra i presenti, uniti nel ricordo di una giovane vita spezzata troppo presto.

La durissima omelia: “Un grido contro l’irresponsabilità”

​Le parole di padre Angemi sono risuonate come una scure, trasformando il dolore in un severo monito per l’intera comunità e per le istituzioni. ​”Giulia è stata immolata sull’altare dell’imbecillità”, ha tuonato il sacerdote durante una durissima omelia, puntando il dito contro “l’irresponsabilità di chi disprezza la vita e di chi si espone continuamente sui social” senza misurare le conseguenze delle proprie azioni.

​Il parroco non si è fermato alla deplorazione dei comportamenti individuali, ma ha esteso il discorso alla responsabilità collettiva e civile:​”La voce di Giulia oggi è un grido. Parla chiaramente anche a chi ha il dovere di fare rispettare le regole e a chi deve controllare la sicurezza dei luoghi.”

L’affetto della città e il messaggio: “Giulia vive sempre”

​All’interno della cattedrale, tra i numerosi cuscini di fiori bianchi che circondavano il feretro, spiccava un grande striscione bianco con una scritta impressa a bomboletta che riassumeva la promessa di amici e coetanei: “GIULIA VIVE X SEMPRE”.

​All’uscita del feretro bianco dal Duomo, portato a spalla tra la commozione generale  la piazza è esplosa in un lunghissimo applauso. Nel cielo di Messina sono stati liberati decine di palloncini bianchi e rosa, alcuni dei quali legati a formare una grande croce, per accompagnare simbolicamente il viaggio di Giulia in un’atmosfera carica di strazio ma anche di un profondo desiderio di giustizia e cambiamento.                                              Servizio e Foto: Paolo Furrer

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