RODÌ MILICI (ME) – Un grave episodio di inquinamento ambientale è stato sventato nelle scorse ore nel territorio di Rodì Milici, in provincia di Messina. Un’operazione congiunta condotta dai Carabinieri della stazione di Terme Vigliatore e dal personale della polizia rurale del Corpo Agro-forestale ha portato al deferimento all’autorità giudiziaria di tre persone, accusate a vario titolo di reati ambientali legati allo smaltimento illecito e alla combustione di rifiuti speciali e pericolosi.
Le forze dell’ordine sono intervenute d’iniziativa nei pressi del letto del torrente Mazzarrà, un’area fluviale particolarmente sensibile sotto il profilo ecologico. Sul posto, gli agenti hanno sorpreso due operai, dipendenti di un’azienda vivaistica attiva nella zona, mentre alimentavano un vasto incendio. Il rogo era stato appiccato deliberatamente per distruggere una ingente quantità di scarti di varia natura: non solo sterpaglie e materiale ligneo derivante dalle attività agricole, ma anche rifiuti altamente nocivi tra cui materiali plastici, alluminio e lastre di eternit in resina.
La combustione di questi materiali aveva già originato una densa colonna di fumo nero, potenzialmente tossica per l’aria e l’ecosistema circostante. Alla vista dei militari e del corpo forestale, i due operai hanno tentato di abbandonare l’area salendo a bordo di un autocarro. Il tempestivo intervento degli operatori ha tuttavia bloccato ogni via di fuga, consentendo l’immediata identificazione dei responsabili e la contestuale messa in sicurezza del sito, con lo spegnimento del focolaio prima che la situazione degenerasse.
Gli accertamenti successivi hanno spinto gli inquirenti a estendere la responsabilità penale anche ai vertici della ditta vivaistica. Oltre ai due esecutori materiali del rogo, è stato infatti segnalato all’autorità giudiziaria anche il titolare dell’azienda.
L’intera operazione è stata coordinata sul campo dal maresciallo Salmeri, alla guida della stazione di Terme Vigliatore, e dal dirigente nazionale Lino Ilacqua per quanto concerne il Corpo Agro-forestale. I tre indagati dovranno ora rispondere dinanzi alla magistratura delle gravi violazioni delle normative del Testo Unico Ambientale.








