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Furto al Museo di Messina, «Ci sono dei quadri sulla strada»: la telefonata al 112

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Polizia Messina, operatore: Polizia Messina, 113, qual è l’emergenza?

Chiamante: Ah, salve. Senta, io mi trovo all’Annunziata, bassa, prima della rotonda. Beh, fianco al museo. Ci sono dei quadri del museo lì nella strada, come se qualcuno li avesse rubati e appoggiati qua, non me ne intendo. Però sono quadri del museo, valgono un sacco di soldi lì.

Polizia Messina, operatore: Ma dove si trova? Dove, scusi?

Chiamante: Allora, all’Annunziata, fianco al museo, in poche parole. All’inizio della discesa della dell’Annunziata. Sono dei quadri grandi. Dico, secondo me qualcuno li ha rubati e lasciati qua prima che venissero a prenderli, perché sono belli, mi pare, non lo so.

Polizia Messina, operatore: Ok, un attimo che le mando subito una volante.

​La segnalazione decisiva è arrivata dalla voce di una residente del quartiere, La donna si trovava di passaggio nei pressi del MuMe quando la sua attenzione è stata attratta da un dettaglio surreale: due inestimabili capolavori di Antonello da Messina si trovavano incustoditi sul ciglio dell’asfalto, lasciati lì a pochi passi dall’ingresso.

​Quella conversazione con l’operatore di servizio della Polizia di Stato ha fatto scattare istantaneamente il piano di emergenza perimetrale, facendo convergere sul posto diverse pattuglie in servizio di controllo del territorio e disponendo una fitta rete di posti di blocco in tutta la città. Giunti sul posto in pochissimo tempo, gli agenti delle Volanti hanno prima di tutto messo in sicurezza le preziose tavole lignee per poi isolare l’area dell’abbandono alla ricerca di reperti utili.

​Gli investigatori della Squadra Mobile, guidati dal dirigente Simone Scalzo, stanno ora analizzando ogni singolo fotogramma estratto dai circuiti di videosorveglianza del museo e degli impianti pubblici della zona dell’Annunziata.

L’obiettivo è ricostruire con esattezza le fasi dell’incursione e la successiva fuga dei malviventi, forse messi in fuga da un imprevisto. Al momento gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sul profilo della banda: resta aperta sia la pista della criminalità locale sia quella del commando specializzato in colpi su commissione per il mercato estero.

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Polizia Messina, operatore: Polizia Messina, 113, qual è l’emergenza?

Chiamante: Ah, salve. Senta, io mi trovo all’Annunziata, bassa, prima della rotonda. Beh, fianco al museo. Ci sono dei quadri del museo lì nella strada, come se qualcuno li avesse rubati e appoggiati qua, non me ne intendo. Però sono quadri del museo, valgono un sacco di soldi lì.

Polizia Messina, operatore: Ma dove si trova? Dove, scusi?

Chiamante: Allora, all’Annunziata, fianco al museo, in poche parole. All’inizio della discesa della dell’Annunziata. Sono dei quadri grandi. Dico, secondo me qualcuno li ha rubati e lasciati qua prima che venissero a prenderli, perché sono belli, mi pare, non lo so.

Polizia Messina, operatore: Ok, un attimo che le mando subito una volante.

​La segnalazione decisiva è arrivata dalla voce di una residente del quartiere, La donna si trovava di passaggio nei pressi del MuMe quando la sua attenzione è stata attratta da un dettaglio surreale: due inestimabili capolavori di Antonello da Messina si trovavano incustoditi sul ciglio dell’asfalto, lasciati lì a pochi passi dall’ingresso.

​Quella conversazione con l’operatore di servizio della Polizia di Stato ha fatto scattare istantaneamente il piano di emergenza perimetrale, facendo convergere sul posto diverse pattuglie in servizio di controllo del territorio e disponendo una fitta rete di posti di blocco in tutta la città. Giunti sul posto in pochissimo tempo, gli agenti delle Volanti hanno prima di tutto messo in sicurezza le preziose tavole lignee per poi isolare l’area dell’abbandono alla ricerca di reperti utili.

​Gli investigatori della Squadra Mobile, guidati dal dirigente Simone Scalzo, stanno ora analizzando ogni singolo fotogramma estratto dai circuiti di videosorveglianza del museo e degli impianti pubblici della zona dell’Annunziata.

L’obiettivo è ricostruire con esattezza le fasi dell’incursione e la successiva fuga dei malviventi, forse messi in fuga da un imprevisto. Al momento gli inquirenti mantengono il massimo riserbo sul profilo della banda: resta aperta sia la pista della criminalità locale sia quella del commando specializzato in colpi su commissione per il mercato estero.

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