La manifestazione, promossa dall’Assemblea per la Palestina, vedrà i partecipanti sfilare per le vie del centro portando un lunghissimo telo bianco su cui sono stati trascritti i nomi di 18.500 bambine e bambini uccisi nella Striscia di Gaza.
Il Sudario della Memoria scende in piazza
L’idea del “Sudario della Memoria” affonda le sue radici nell’ambito scolastico, ispirandosi alla figura e al pensiero pacifista di Giorgio La Pira. L’iniziativa nasce dal profondo convincimento, espresso da uno studente, che «la pace dovrebbe fare più rumore della guerra». Portare fisicamente in piazza migliaia di nomi di giovani vittime non è solo un atto di commemorazione, ma vuole configurarsi come un’azione civile e collettiva contro il silenzio, l’indifferenza e la normalizzazione del conflitto. I promotori definiscono l’evento come una richiesta esplicita di libertà, giustizia e autodeterminazione per il popolo palestinese, oltre che una ferma protesta contro chi finanzia, arma o legittima la violenza.
Il programma e il percorso del corteo
L’appuntamento per la cittadinanza, i movimenti, le associazioni, il mondo del lavoro e della scuola è fissato per il pomeriggio. Il percorso si svilupperà attraverso le vie principali di Milazzo secondo le seguenti tappe:
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- Data e orario: Venerdì 10 ottobre 2026, a partire dalle ore 16:00.
- Punto di partenza: Presso l’Albero della Pace sul lungomare di Marina Garibaldi (nella zona antistante l’incrocio con via Cristoforo Colombo).
- Punto di arrivo: Via Giacomo Medici, nel cuore del centro cittadino.
Al termine del corteo, gli organizzatori stanno pianificando un momento di condivisione artistica e musicale. È prevista, se le infrastrutture e la situazione nella Striscia lo consentiranno, la partecipazione del maestro palestinese Ahmed Muin Abu Amsha insieme ai piccoli cantori di Gaza Birds Singing, che dovrebbero intervenire in collegamento streaming o tramite un contributo video registrato.
La manifestazione rappresenta un invito aperto a tutta la comunità locale a far sentire la propria voce e a trasformare la memoria storica in un impegno attivo per la pace.