Marc Zoro a Messina è stato un idolo e un calciatore che verrà custodito per sempre nel cuore dei tifosi.
Nella città dello Stretto, il difensore è stato tra I protagonisti della promozione in serie A che mancava ormai da più di quarant’anni. Un calciatore roccioso capace di poter ricoprire tutti i ruoli della retroguardia e di spingersi in avanti con pericolosità.
Fra i migliori calciatori in serie A e uno degli artefici del Messina dello storico settimo posto.
Oltre al calcio giocato, Zoro si è anche segnalato con la maglia biancoscudata, per un episodio che ha fatto il giro del mondo. In un Messina – Inter disputatasi il 27 febbraio al “San Filippo”, durante un’azione di gioco, preso di mira con cori colmi di razzismo, Zoro fermò tutto, afferrò il pallone fra le mani e pretese giustamente la fine delle becere urla, minacciando di abbandonare il terreno di gioco.
Marc Zoro è stato sempre un uomo e un calciatore dai grandi valori, dimostrandolo giorno dopo giorno.
E adesso che fine ha fatto Zoro?
Marc è tornato nella sua terra d’origine, in Costa D’Avorio e non è rimasto a godersi il sole, si è rimboccato le maniche e si è messo in difesa dei più deboli, sino ad arrivare ad essere il capo dell’Associazione Calciatori Ivoriani.
Zoro guida precisamente l’Union des Footballeurs Professionnels de Cote d’ Ivoire, salvaguardando i diritti dei calciatori e adoperandosi contro i rischi del traffico dei giovani atleti.
Marc André Zoro non si ferma qui. L’ivoriano collabora con l’Organizzazione Internazionale del Lavoro per educare giovani e famiglie sulle insidie del mondo calcistico.
Per due anni ha lavorato per diventare Presidente della Federcalcio Ivoriana, per poi rinunciare per motivi che non ha voluto rivelare.
Uno sportivo dotato di grande umanità ed intelligenza sempre al servizio del prossimo.
Marc André Zoro, un campione dentro e fuori dal rettangolo di gioco.








