
Conclusa a Santa Maria di Montalbano Elicona la quarta edizione del Festival. Al centro dei due convegni il percorso verso l’IGP della Nocciola di Sicilia e le opportunità legate a cicloturismo e mobilità sostenibile. Spazio anche ai sapori del territorio, alle celebrazioni di Maria SS. in Collis e alla musica, con il gran finale degli Audio 2
Dalla tutela della Nocciola di Sicilia alla scoperta dei luoghi in cui viene coltivata, passando per produzioni locali, tradizioni popolari, musica e turismo sostenibile. Si è conclusa il 13 settembre a Santa Maria di Montalbano Elicona la quarta edizione di NO.Strano – Il Festival del Cibo e delle Tradizioni Popolari, organizzato dalla Pro Loco Santa Maria APS: tre giornate che hanno messo in relazione identità e prospettive di sviluppo delle aree interne.
Ad aprire il Festival, l’11 settembre, è stato il convegno “Territori in cammino per il riconoscimento IGP Nocciola di Sicilia”, dedicato a una produzione profondamente legata ai Nebrodi e alle difficoltà che oggi interessano la corilicoltura, dall’aumento delle temperature ai danni provocati dalla fauna selvatica, insieme alla necessità di rafforzare la filiera e dare maggiore riconoscibilità al prodotto.
L’assessore regionale al Turismo, Sport e Spettacolo Elvira Amata ha richiamato l’importanza di sostenere le piccole realtà e le iniziative capaci di trasformare tradizioni e identità locali in opportunità di sviluppo. I sindaci di Montalbano Elicona Antonino Todaro e di San Piero Patti Cinzia Marchello hanno invece affiancato alle prospettive offerte dall’IGP le criticità concrete affrontate dagli agricoltori. Francesco Calanna, presidente del GAL Nebrodi Plus, ha individuato nel riconoscimento uno strumento per rafforzare identità, riconoscibilità e valore della Nocciola di Sicilia.
A ricostruire la dimensione storica della coltivazione, dall’Ottocento a oggi, è stato Salvatore Giarratana, componente del Comitato promotore IGP Nocciola di Sicilia. Il contributo scientifico è arrivato da Valeria Gianguzzi dell’Università di Palermo e Nicola Cicero dell’Università di Messina, mentre Marta Caprino, amministratrice delegata di Fratelli Caprino S.r.l., ha portato il punto di vista dell’impresa sulle difficoltà del comparto e sulla necessità di risorse e risposte concrete. Giuseppe Castiglione, componente della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati, ha infine inserito il tema nel quadro più ampio delle trasformazioni demografiche e delle difficoltà delle aree interne. A moderare il convegno è stata la giornalista Valentina M. Di Salvo.
Dal confronto si è passati al Laboratorio del Gusto. Gaspare Maggio, presidente provinciale UNPLI Messina, ha evidenziato il ruolo delle Pro Loco nella promozione delle identità locali; il professor Carmelo Colombo ha illustrato caratteristiche e proprietà dell’olio di nocciola attraverso un progetto realizzato con gli studenti dell’Istituto “Torricelli – G. Tomasi di Lampedusa” di Sant’Agata di Militello. Le esperienze di Nicola Bartolone della Pasticceria Caffè Trinacria e Giusy Baggiano di Agriverde “Le Nocciole di Abakainon” hanno mostrato invece le possibilità di trasformazione e valorizzazione della materia prima locale.
Il percorso del gusto è proseguito per tutte le giornate negli stand: dalle crêpes con crema artigianale alla nocciola di Agriverde ai maccheroni al forno di Pasta Giovenco, dalla pasta al vino e polpette in agrodolce della Taverna di Arnaldo all’arancino al ragù delle terre di Abakainon di Kalispera, passando per i cannoli siciliani della Pasticceria Il Sospiro e il panino ai sapori dei Nebrodi della Macelleria Bella. La prima serata si è chiusa con il Festival della Risata, tra cabaret e musica.
La seconda giornata, il 12 settembre, è stata dedicata ai festeggiamenti religiosi in onore di Maria SS. in Collis, con celebrazione eucaristica, processione e spettacolo pirotecnico. In serata la piazza ha ospitato la musica e il ballo della De Colores Band.
Il 13 settembre il Festival ha spostato lo sguardo dalla nocciola come prodotto ai luoghi nei quali nasce, con il convegno “Ecovillage del Cicloturismo – Bike Sharing Nebrodi E-Move” – “Itinerario della Nocciola”. I sindaci Todaro e Marchello hanno sottolineato come un progetto di cui si discuteva già da tempo abbia trovato una prima concretizzazione, aprendo nuove possibilità per costruire percorsi condivisi tra borghi, frazioni e aree rurali.
Francesco Calanna ha collegato il secondo incontro al percorso sull’IGP affrontato nella giornata inaugurale, illustrando un sistema di itinerari che attraversa diversi comuni dei Nebrodi e paesaggi che dai vigneti arrivano ai prati-pascolo e ai noccioleti. L’Itinerario della Nocciola si inserisce così in una strategia di fruizione lenta e sostenibile, pensata per condurre il visitatore anche fuori dai circuiti turistici più consueti.
Sul versante tecnico è intervenuto Pietro Terranova, direttore tecnologico di TMR S.r.l., illustrando il funzionamento del sistema di stazioni automatiche e delle e-mountain bike. Un modello differente dal tradizionale bike sharing urbano, pensato per permettere di esplorare gli itinerari dei territori montani anche a chi non è un ciclista allenato. Terranova ha posto inoltre l’accento sulla necessità di rendere il servizio sostenibile nel tempo, integrando utilizzo delle biciclette, modalità di noleggio e punti di interesse del territorio.
Il dibattito si è allargato con gli interventi di Filippo Cadili, assessore del Comune di Basicò, della professoressa Silja Klepp, docente di Geografia umana all’Università di Kiel, e degli operatori Salvatore Marzullo di Foresta Escursioni e Antonio Reale di AroundByBike, che hanno portato l’esperienza di chi già opera sul territorio e il tema delle possibili ricadute del turismo lento sulle attività locali. Anche il secondo incontro è stato moderato dalla giornalista Valentina M. Di Salvo.
Nel pomeriggio si è passati dalle parole all’esperienza con il percorso in bicicletta, mentre la sera Piazza Maria SS. in Collis ha accolto gli Audio 2, protagonisti di una tappa del loro Tour 2026, che ha chiuso la quarta edizione del Festival.
Tre giorni nei quali NO.Strano ha provato così a raccontare il territorio attraverso la tutela di una produzione identitaria, i suoi sapori, le tradizioni della comunità, il paesaggio e nuove modalità sostenibili per attraversarlo e conoscerlo.









