Incastrato dalle telecamere di videosorveglianza e dai testimoni, un ventiduenne già detenuto per altri reati ha confessato l’omicidio davanti al Pubblico Ministero.
MESSINA – C’è una svolta decisiva nelle indagini sul macabro ritrovamento dello scorso 14 agosto, quando il corpo in avanzato stato di decomposizione di una donna fu rinvenuto all’interno del cortile di un immobile disabitato nel centro di Messina. Nella mattinata odierna, la Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di un uomo di 22 anni, di nazionalità tunisina, ritenuto gravemente indiziato dell’omicidio.
Le indagini e la ricostruzione dei fatti
Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile di Messina e coordinate dalla Procura della Repubblica locale, sono partite subito dopo la scoperta del cadavere. Attraverso l’analisi incrociata dei filmati registrati dai sistemi di videosorveglianza della zona e l’ascolto di diversi testimoni, gli investigatori sono riusciti a ricostruire le ultime ore di vita della vittima.
I fatti risalgono alla serata dell’11 agosto scorso. La donna si era introdotta nel cortile dello stabile abbandonato passando attraverso un varco aperto nella recinzione. Pochi istanti dopo, era stata inseguita e raggiunta da un uomo. Tra i due è nata una discussione all’ingresso dell’area, al termine della quale anche il ventiduenne è entrato nello spazio adiacente al casolare, lo stesso luogo in cui tre giorni più tardi sarebbe stato scoperto il corpo senza vita.
La svolta e la confessione
Gli accertamenti della Squadra Mobile hanno permesso di identificare l’uomo presente nella scena del crimine. Il soggetto si trovava già in carcere da alcune settimane per altra causa. Sottoposto a interrogatorio da parte del Pubblico Ministero, il giovane ha crollato e ha confessato di essere l’autore dell’omicidio.








