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Un libro per ricordare Giovanni Paolo II e riflettere sulla sua “eredità politica”

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Rodì Milici (Me) – Nella suggestiva cornice di piazza San Filippo si è tenuta la presentazione del volume di Domenico Bonvegna, L’eredità politica di Giovanni Paolo II.

La serata è stata introdotta e moderata da Umberto Bringheli di Alleanza Cattolica che ha sottolineato l’importanza di momenti di riflessione culturale promossi dall’Amministrazione comunale. Nel contesto dei saluti istituzionali il sindaco, dott. Eugenio Aliberti e l’assessore alla cultura, Avv. Sabrina Coppolino hanno ricordato come ormai da anni l’Amministrazione nel cartellone estivo delle attività non ha mancato di inserire eventi come la presentazioni di libri e momenti culturali giudicando importante questo settore al servizio della crescita della comunità collinare.

Quest’anno, dunque, il salotto letterario rodiese si è aperto con il ricordo di una figura, tra le più straordinarie, della storia contemporanea: Giovanni Paolo II, grazie al volume di Bonvegna che, pur vivendo in varie città del Nord da anni, mantiene il contatto con il suo paese di origine, considerandosi a tutti gli effetti concittadino.

A parlare nello specifico del volume il parroco don Giuseppe Zanghì e il professor Daniele Fazio. Dalla prima relazione è emerso soprattutto il fondamento cristologico del pontificato di san Giovanni Paolo II, con l’appello ad “aprire le porte a Cristo”. Padre Giuseppe Zanghì ha testimoniato, altresì, di trovarsi proprio in piazza San Pietro al momento dell’elezione del papa polacco il 16 ottobre 1978 e successivamente alla prima Messa di inizio del pontificato. Momenti fondamentali in cui sin da subito si è compreso che la fede cristiana tornava ad essere importante e significativa in un contesto segnato da ideologie e avversioni.

Fazio ha fatto notare il carattere eminentemente sociale dell’insegnamento di Papa Wojtyła, ricordando che fede e ragione, fede e cultura, fede e vita non vanno separate – come da duecento anni a questa parte intende fare il laicismo – ma debbano sussistere in un circolo virtuoso. Proprio questo aspetto è una cifra, tra le più emblematiche, del lungo pontificato di Giovanni Paolo II. Proprio il Papa, altresì, ha voluto rilanciare e “aggiornare” la dottrina sociale della Chiesa innanzitutto con tre encicliche sociali e la pubblicazione del Compendio della dottrina sociale della Chiesa.

Infine, l’autore ha spiegato i motivi pregnanti per cui ha letto e approfondito la vita e gli insegnamenti di Giovanni Paolo II, che si sono tradotti anche in questa fatica letteraria, toccato dalla testimonianza del pontefice che soprattutto con la sua sofferenza è entrato nel cuore di molti. Il lavoro è soprattutto a beneficio dei più giovani che hanno l’opportunità di avere un testo agile, chiaro e divulgativo per incontrare una figura del nostro tempo che non può essere disattesa.

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Rodì Milici (Me) – Nella suggestiva cornice di piazza San Filippo si è tenuta la presentazione del volume di Domenico Bonvegna, L’eredità politica di Giovanni Paolo II.

La serata è stata introdotta e moderata da Umberto Bringheli di Alleanza Cattolica che ha sottolineato l’importanza di momenti di riflessione culturale promossi dall’Amministrazione comunale. Nel contesto dei saluti istituzionali il sindaco, dott. Eugenio Aliberti e l’assessore alla cultura, Avv. Sabrina Coppolino hanno ricordato come ormai da anni l’Amministrazione nel cartellone estivo delle attività non ha mancato di inserire eventi come la presentazioni di libri e momenti culturali giudicando importante questo settore al servizio della crescita della comunità collinare.

Quest’anno, dunque, il salotto letterario rodiese si è aperto con il ricordo di una figura, tra le più straordinarie, della storia contemporanea: Giovanni Paolo II, grazie al volume di Bonvegna che, pur vivendo in varie città del Nord da anni, mantiene il contatto con il suo paese di origine, considerandosi a tutti gli effetti concittadino.

A parlare nello specifico del volume il parroco don Giuseppe Zanghì e il professor Daniele Fazio. Dalla prima relazione è emerso soprattutto il fondamento cristologico del pontificato di san Giovanni Paolo II, con l’appello ad “aprire le porte a Cristo”. Padre Giuseppe Zanghì ha testimoniato, altresì, di trovarsi proprio in piazza San Pietro al momento dell’elezione del papa polacco il 16 ottobre 1978 e successivamente alla prima Messa di inizio del pontificato. Momenti fondamentali in cui sin da subito si è compreso che la fede cristiana tornava ad essere importante e significativa in un contesto segnato da ideologie e avversioni.

Fazio ha fatto notare il carattere eminentemente sociale dell’insegnamento di Papa Wojtyła, ricordando che fede e ragione, fede e cultura, fede e vita non vanno separate – come da duecento anni a questa parte intende fare il laicismo – ma debbano sussistere in un circolo virtuoso. Proprio questo aspetto è una cifra, tra le più emblematiche, del lungo pontificato di Giovanni Paolo II. Proprio il Papa, altresì, ha voluto rilanciare e “aggiornare” la dottrina sociale della Chiesa innanzitutto con tre encicliche sociali e la pubblicazione del Compendio della dottrina sociale della Chiesa.

Infine, l’autore ha spiegato i motivi pregnanti per cui ha letto e approfondito la vita e gli insegnamenti di Giovanni Paolo II, che si sono tradotti anche in questa fatica letteraria, toccato dalla testimonianza del pontefice che soprattutto con la sua sofferenza è entrato nel cuore di molti. Il lavoro è soprattutto a beneficio dei più giovani che hanno l’opportunità di avere un testo agile, chiaro e divulgativo per incontrare una figura del nostro tempo che non può essere disattesa.

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