Partirà il prossimo 27 aprile 2026 la presentazione ufficiale del Festival “Sentieri di Mare”, un progetto promosso dal GAC (Gruppo di Azione Costiera) Golfo di Patti, con il Comune di Patti come capofila. L’iniziativa mira a valorizzare la cultura marinara, le tradizioni locali e i prodotti ittici del territorio.
Primo appuntamento: Il festival prenderà il via il 30 aprile 2026 a Milazzo.
Obiettivo: Promuovere il turismo esperienziale e sostenibile, sostenendo l’identità dell’area del Golfo di Patti e favorendo la destagionalizzazione turistica.
La ricerca sulle località della fascia Tirrenica e Nebroidea coinvolte nel progetto del GAC (Gruppo di Azione Costiera) Golfo di Patti rivela un ecosistema unico dove il mare e la montagna non sono visti come entità separate, ma come un unico distretto produttivo e culturale.
Il progetto, guidato dal Comune di Patti, unisce centri costieri (come Oliveri, Gioiosa Marea, Brolo) a centri dell’entroterra nebroideo (come Librizzi, San Piero Patti o Sant’Angelo di Brolo), compresa Milazzo fino Villafranca Tirrena
Il Festival nasce con l’obiettivo di promuovere la cultura marinara, le tradizioni locali e il pescato del territorio, attraverso una serie di eventi diffusi nei Comuni del Golfo di Patti, pensati per attrarre visitatori e rafforzare l’identità dell’area. Milazzo ospiterà la giornata inaugurale con un programma che unisce divulgazione, enogastronomia e intrattenimento. Si comincia alle 10:30 con l’apertura ufficiale e l’incontro con le istituzioni, seguiti alle 11:30 dai laboratori sensoriali dedicati all’educazione alimentare. Dalle 13:00 alle 15:00 spazio ai percorsi di degustazione e alle esperienze gastronomiche, mentre nel pomeriggio, dalle 18:00 alle 19:30, è prevista una degustazione con showcooking a base di prodotti ittici locali. La giornata si concluderà alle 21:00 con lo spettacolo musicale della Teresa Pitzalis & Black Soul Band.
E’ auspicabile pensare al Binomio “Mare-Monti” per un integrazione territoriale caratteristica più distintiva è l’osmosi tra la costa tirrenica e i rilievi dei Peloritani e Nebroidei
In queste zone, la montagna degrada rapidamente verso il mare. Questo ha permesso storicamente uno scambio costante: il pesce arrivava rapidamente ai borghi montani in cambio di olio, vino e carni.
Anche i comuni non direttamente bagnati dal mare si sentono parte della “cultura del golfo”, condividendo mercati, festività e percorsi transumanti che collegavano i pascoli d’alta quota con le marine e la Valorizzazione del Pesce Azzurro.
Il vero “filo blu” che lega queste località è il pesce azzurro (acciughe, sarde, sgombri). Località come Patti (con la storica frazione di Marina di Patti) e Oliveri vantano una tradizione di pesca che risale all’epoca greco-romana e alle antiche tonnare.
Economia della conservazione: Il comune denominatore è l’arte della salagione e della conservazione sott’olio, una competenza tecnica diffusa in tutta l’area per garantire il consumo del pescato anche nei mesi invernali e nelle zone interne.
Modello di Pesca Artigianale e Sostenibile , a differenza delle grandi flotte industriali, queste località sono accomunate dalla piccola pesca artigianale.
Si utilizzano tecniche a basso impatto ambientale (reti da posta, palangari).
L’obiettivo del GAC è proprio quello di accorciare la distanza tra chi pesca e chi consuma, promuovendo il concetto di “chilometro zero” che accomuna i ristoratori della costa e degli agriturismi nebroidei.
La cucina di quest’area è un caso studio di fusione, ingredienti condivisi , dove è comune trovare piatti che accostano il pesce azzurro ai prodotti tipici dei Nebrodi, come la nocciola di Sinagra, il pistacchio, o il finocchietto selvatico.
Molte di queste località ospitano presidi Slow Food o certificazioni di qualità che mirano a proteggere la biodiversità, sia marina che terrestre.