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Milazzo : il ciclismo non abita più qui ?

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Ciclismo
Delinea uno spaccato complesso e teso della realtà sportiva a Milazzo. Sembra esserci una netta frattura tra le ambizioni iniziali del Team Barracuda dello Stretto e la situazione attuale,  che ha portato la società a posizioni estreme. Il contrasto è evidente: da un lato, una società sportiva che rivendica risultati agonistici concreti (come il recente podio di Salvo Brugaletta a Cassibile); dall’altro, un profondo senso di isolamento istituzionale e mediatico che ha spinto il Presidente Santo Cattafi a proclamare un silenzio stampa fino al 31 maggio 2026 e a ipotizzare il trasferimento della sede verso Messina o Ragusa.
 Sembrano lontani i giorni della foto ricordo con il primo cittadino e l’assossore al ramo , sembre  evidente  una evoluzione rapida del rapporto tra la società e il territorio:
Marzo 2025 (La speranza): L’incontro ufficiale a Palazzo dell’Aquila con il sindaco Midili e l’assessore Nicosia. In quel momento, l’ASD Team Barracuda dello Stretto presentava progetti ambiziosi, inclusa una collaborazione con le scuole e l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per il ciclismo locale.
Maggio 2026 (La rottura): A distanza di poco più di un anno, il tono è radicalmente cambiato. Il comunicato ufficiale del 25 maggio denuncia una “costante assenza di sinergia e supporto” e una “totale mancanza di valorizzazione”, culminando nella minaccia di abbandonare Milazzo.
La vicenda non appare come un monologo, ma come uno scontro aperto che coinvolge anche l’opinione pubblica:
La posizione del Team: Il Presidente Cattafi percepisce un ostracismo da parte della stampa locale e una scarsa considerazione istituzionale, che viene vissuta come un insulto ai sacrifici fatti dagli atleti e dai dirigenti. La reazione della comunità: I commenti (come quello di Claudio Calogero) suggeriscono che la frustrazione del Team potrebbe essere interpretata da parte della cittadinanza non come un problema di “mancato supporto”, ma come una reazione politica a sconfitte o prese di posizione avvenute durante le campagne elettorali. Questo aggiunge una dimensione politica e personale che va ben oltre il semplice fatto sportivo.
È interessante notare come le mancate risposte verso il il settore   e il desiderio di “fuga” del team corrano in parallelo con l’attività sportiva che, invece, sembra dare risultati. Il podio di Salvo Brugaletta dimostra che l’impegno degli atleti resta alto, creando un contrasto stridente tra il successo in sella e il malessere della dirigenza.
Questa situazione sembra segnare il culmine di un disagio che è maturato nel corso dell’ultimo anno. Il silenzio stampa terminerà il 31 maggio; pensi che questo periodo di riflessione porterà davvero a una risoluzione, oppure credi che la decisione di trasferire la sede sia ormai inevitabile?
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Delinea uno spaccato complesso e teso della realtà sportiva a Milazzo. Sembra esserci una netta frattura tra le ambizioni iniziali del Team Barracuda dello Stretto e la situazione attuale,  che ha portato la società a posizioni estreme. Il contrasto è evidente: da un lato, una società sportiva che rivendica risultati agonistici concreti (come il recente podio di Salvo Brugaletta a Cassibile); dall’altro, un profondo senso di isolamento istituzionale e mediatico che ha spinto il Presidente Santo Cattafi a proclamare un silenzio stampa fino al 31 maggio 2026 e a ipotizzare il trasferimento della sede verso Messina o Ragusa.
 Sembrano lontani i giorni della foto ricordo con il primo cittadino e l’assossore al ramo , sembre  evidente  una evoluzione rapida del rapporto tra la società e il territorio:
Marzo 2025 (La speranza): L’incontro ufficiale a Palazzo dell’Aquila con il sindaco Midili e l’assessore Nicosia. In quel momento, l’ASD Team Barracuda dello Stretto presentava progetti ambiziosi, inclusa una collaborazione con le scuole e l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per il ciclismo locale.
Maggio 2026 (La rottura): A distanza di poco più di un anno, il tono è radicalmente cambiato. Il comunicato ufficiale del 25 maggio denuncia una “costante assenza di sinergia e supporto” e una “totale mancanza di valorizzazione”, culminando nella minaccia di abbandonare Milazzo.
La vicenda non appare come un monologo, ma come uno scontro aperto che coinvolge anche l’opinione pubblica:
La posizione del Team: Il Presidente Cattafi percepisce un ostracismo da parte della stampa locale e una scarsa considerazione istituzionale, che viene vissuta come un insulto ai sacrifici fatti dagli atleti e dai dirigenti. La reazione della comunità: I commenti (come quello di Claudio Calogero) suggeriscono che la frustrazione del Team potrebbe essere interpretata da parte della cittadinanza non come un problema di “mancato supporto”, ma come una reazione politica a sconfitte o prese di posizione avvenute durante le campagne elettorali. Questo aggiunge una dimensione politica e personale che va ben oltre il semplice fatto sportivo.
È interessante notare come le mancate risposte verso il il settore   e il desiderio di “fuga” del team corrano in parallelo con l’attività sportiva che, invece, sembra dare risultati. Il podio di Salvo Brugaletta dimostra che l’impegno degli atleti resta alto, creando un contrasto stridente tra il successo in sella e il malessere della dirigenza.
Questa situazione sembra segnare il culmine di un disagio che è maturato nel corso dell’ultimo anno. Il silenzio stampa terminerà il 31 maggio; pensi che questo periodo di riflessione porterà davvero a una risoluzione, oppure credi che la decisione di trasferire la sede sia ormai inevitabile?
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