23.3 C
Sicilia
spot_img

“Messina è bella, in bici di più”,

- Advertisement -spot_img
Mercoledì 3 giugno 2026, festa della Madonna della Lettera, Patrona di Messina, e Giornata Mondiale della Bicicletta, si svolgerà la terza edizione di “La Lettera in Bicicletta”, promossa da FIAB Messina Ciclabile con la collaborazione di ASD I Lupi dei Peloritani e della sezione provinciale della Federazione Ciclistica Italiana (FCI).

Un momento di comunità messinese per pedalare   insieme in un percorso pianeggiante nel cuore della città, per ricordare che la bicicletta è un mezzo semplice, economico ed ecologico, adatto alla vita quotidiana. Non è una gara: è un momento di comunità”, sottolineano gli organizzatori.

Il  messaggio è “Messina è bella, in bici di più”, per ricordarci che viviamo in una bella città, che può essere resa più gradevole se gestiamo la nostra mobilità in maniera responsabile e sostenibile, ad esempio privilegiando, per i piccoli spostamenti, la camminata o l’utilizzo della bicicletta”.

In programma – grazie all’ASD I Lupi dei Peloritani e FCI Messina – anche una gincana non competitiva con birilli e salti, rivolta a bambini e ragazzi nella fascia della scuola dell’infanzia e primaria (fino agli 11 anni), accompagnati da familiari.

Quest’anno, inoltre, alla manifestazione parteciperanno due ciclo-viaggiatori, Federico e Franco, che, proprio da Messina, daranno il via alla loro avventura in bici dalla Sicilia all’India, all’interno del progetto Terra Comune “Incontri, narrazioni e respiro nel centro del mondo”. Un viaggio “trasformativo”, seguendo sia un itinerario geografico ma anche un percorso di dialogo, riflessione e incontro.

“Terra Comune” è un progetto documentaristico che attraversa l’Europa e l’Asia in bicicletta, dalla Sicilia fino a Varanasi, la città dove per molte culture finisce il viaggio della vita. È un cammino che mette al centro non chi pedala, ma chi si incontra: persone, comunità e associazioni che resistono alla violenza e all’aridità del nostro tempo attraverso la cura quotidiana.
Franco e Federico – pedaleranno    per raccontare storie reali, sostenere la solidarietà e attivare una raccolta fondi per Tutto è Vita Onlus e per molte realtà incontrate strada facendo. Ogni chilometro è un’occasione per ascoltare, documentare e intrecciare legami tra mondi lontani. Il viaggio non è un’impresa sportiva: è un itinerario di trasformazione.
La strada diventa un archivio umano; la bicicletta, uno strumento lento e di resistenza che favorisce attenzione, consapevolezza e incontro: un atto di pace. Terra Comune attraversa terre e confini per mostrare come la cura possa essere una forma concreta di resistenza alla violenza diffusa. L’arrivo a Varanasi non è un traguardo geografico: è una meta simbolica.
Varanasi rappresenta la soglia in cui ogni vita riconosce la propria caducità e, allo stesso tempo, la propria appartenenza a qualcosa di più vasto. Finire il viaggio lì significa ricordare che nessuna storia è isolata, nessun destino è solo, nessuno ha più valore di un altro: siamo tutti uguali e tutti parte della stessa Terra Comune.
Tutto questo è possibile grazie alla stessa @ricostruirelavita che ci ha accolto nel suo borgo di Mezzana in Toscana,ci ha fatto incontrare e ci insegna un nuovo modo di relazionarsi al prossimo e al mondo;
a @fiabmessinaciclabile e @fiab_italia che supporta logisticamente, ma anche idealmente il nostro viaggio; a tutte le persone che, con il loro impegno e la loro sensibilità, stanno contribuendo a rendere reale questo viaggio di cura, connessione e cammino condiviso.
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -
Mercoledì 3 giugno 2026, festa della Madonna della Lettera, Patrona di Messina, e Giornata Mondiale della Bicicletta, si svolgerà la terza edizione di “La Lettera in Bicicletta”, promossa da FIAB Messina Ciclabile con la collaborazione di ASD I Lupi dei Peloritani e della sezione provinciale della Federazione Ciclistica Italiana (FCI).

Un momento di comunità messinese per pedalare   insieme in un percorso pianeggiante nel cuore della città, per ricordare che la bicicletta è un mezzo semplice, economico ed ecologico, adatto alla vita quotidiana. Non è una gara: è un momento di comunità”, sottolineano gli organizzatori.

Il  messaggio è “Messina è bella, in bici di più”, per ricordarci che viviamo in una bella città, che può essere resa più gradevole se gestiamo la nostra mobilità in maniera responsabile e sostenibile, ad esempio privilegiando, per i piccoli spostamenti, la camminata o l’utilizzo della bicicletta”.

In programma – grazie all’ASD I Lupi dei Peloritani e FCI Messina – anche una gincana non competitiva con birilli e salti, rivolta a bambini e ragazzi nella fascia della scuola dell’infanzia e primaria (fino agli 11 anni), accompagnati da familiari.

Quest’anno, inoltre, alla manifestazione parteciperanno due ciclo-viaggiatori, Federico e Franco, che, proprio da Messina, daranno il via alla loro avventura in bici dalla Sicilia all’India, all’interno del progetto Terra Comune “Incontri, narrazioni e respiro nel centro del mondo”. Un viaggio “trasformativo”, seguendo sia un itinerario geografico ma anche un percorso di dialogo, riflessione e incontro.

“Terra Comune” è un progetto documentaristico che attraversa l’Europa e l’Asia in bicicletta, dalla Sicilia fino a Varanasi, la città dove per molte culture finisce il viaggio della vita. È un cammino che mette al centro non chi pedala, ma chi si incontra: persone, comunità e associazioni che resistono alla violenza e all’aridità del nostro tempo attraverso la cura quotidiana.
Franco e Federico – pedaleranno    per raccontare storie reali, sostenere la solidarietà e attivare una raccolta fondi per Tutto è Vita Onlus e per molte realtà incontrate strada facendo. Ogni chilometro è un’occasione per ascoltare, documentare e intrecciare legami tra mondi lontani. Il viaggio non è un’impresa sportiva: è un itinerario di trasformazione.
La strada diventa un archivio umano; la bicicletta, uno strumento lento e di resistenza che favorisce attenzione, consapevolezza e incontro: un atto di pace. Terra Comune attraversa terre e confini per mostrare come la cura possa essere una forma concreta di resistenza alla violenza diffusa. L’arrivo a Varanasi non è un traguardo geografico: è una meta simbolica.
Varanasi rappresenta la soglia in cui ogni vita riconosce la propria caducità e, allo stesso tempo, la propria appartenenza a qualcosa di più vasto. Finire il viaggio lì significa ricordare che nessuna storia è isolata, nessun destino è solo, nessuno ha più valore di un altro: siamo tutti uguali e tutti parte della stessa Terra Comune.
Tutto questo è possibile grazie alla stessa @ricostruirelavita che ci ha accolto nel suo borgo di Mezzana in Toscana,ci ha fatto incontrare e ci insegna un nuovo modo di relazionarsi al prossimo e al mondo;
a @fiabmessinaciclabile e @fiab_italia che supporta logisticamente, ma anche idealmente il nostro viaggio; a tutte le persone che, con il loro impegno e la loro sensibilità, stanno contribuendo a rendere reale questo viaggio di cura, connessione e cammino condiviso.
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img

Articoli Correlati

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img