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CICLISMO: Senza Nibali, ruote quasi ferme

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CICLISMO. Senza Nibali, ruote quasi fermeIl ciclismo italiano sta attraversando un periodo non certo positivo. Mancano i grandi risultati nelle varie corse a tappe e nelle classiche.
Anche nell’ultimo Giro d’Italia, i risultati non sono cambiati. Due italiani nei primi dieci, ma dall’ottavo posto in poi.

Come se non bastasse la crisi vede anche il litigio fra la Federazione Ciclistica Italiana e la Lega del Ciclismo. Una situazione che il movimento delle due ruote non può reggere, in un periodo in cui bisognerebbe cercare di invertire rotta e trend.

Non va bene neanche il mercato delle bici, in calo da qualche anno e il settore amatoriale. Vacilla la passione, il ricambio generazionale e sono in calo le manifestazioni sportive e di conseguenza gli iscritti. È anche vero che negli ultimi anni il ciclismo e non solo italiano, ha perso uno dei maggiori protagonisti, il messinese Vincenzo Nibali. Lo Squalo dello Stretto era riuscito per anni a nascondere con le sue splendide vittorie, i difetti di uno sport seguitissimo in Italia.

A volte ingiustamente bistrattato, Nibali ha regalato alla bandiera tricolore emozioni e trionfi rimasti indelebili nella memoria di tutti gli sportivi. Un atleta pulito e mai sopra le righe, capace di vincere fra le tante, le tre corse a tappa più importanti: Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta di Spagna.

Il corridore siciliano ,quello che da bambino amava scalare i Colli Sarrizzo con papà Salvatore, ha rappresentato la sua terra e lo sport sano come pochi e non a caso di questi tempi sembra che le due ruote si siano quasi fermate.

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CICLISMO. Senza Nibali, ruote quasi fermeIl ciclismo italiano sta attraversando un periodo non certo positivo. Mancano i grandi risultati nelle varie corse a tappe e nelle classiche.
Anche nell’ultimo Giro d’Italia, i risultati non sono cambiati. Due italiani nei primi dieci, ma dall’ottavo posto in poi.

Come se non bastasse la crisi vede anche il litigio fra la Federazione Ciclistica Italiana e la Lega del Ciclismo. Una situazione che il movimento delle due ruote non può reggere, in un periodo in cui bisognerebbe cercare di invertire rotta e trend.

Non va bene neanche il mercato delle bici, in calo da qualche anno e il settore amatoriale. Vacilla la passione, il ricambio generazionale e sono in calo le manifestazioni sportive e di conseguenza gli iscritti. È anche vero che negli ultimi anni il ciclismo e non solo italiano, ha perso uno dei maggiori protagonisti, il messinese Vincenzo Nibali. Lo Squalo dello Stretto era riuscito per anni a nascondere con le sue splendide vittorie, i difetti di uno sport seguitissimo in Italia.

A volte ingiustamente bistrattato, Nibali ha regalato alla bandiera tricolore emozioni e trionfi rimasti indelebili nella memoria di tutti gli sportivi. Un atleta pulito e mai sopra le righe, capace di vincere fra le tante, le tre corse a tappa più importanti: Tour de France, Giro d’Italia e Vuelta di Spagna.

Il corridore siciliano ,quello che da bambino amava scalare i Colli Sarrizzo con papà Salvatore, ha rappresentato la sua terra e lo sport sano come pochi e non a caso di questi tempi sembra che le due ruote si siano quasi fermate.

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