Il dramma nella notte a Reggio Emilia. L’assassino, un cliente abituale, ha aggredit e ferito gravemente anche la sorella del titolare che aveva tentato di difenderlo. L’uomo che ha colpito a morte è un uomo di 43 anni di Reggio Emilia.

Reggio Emilia — Una discussione nata per il rifiuto di regalare l’ennesima consumazione è sfociata in una tragedia di inaudita violenza nella tarda serata di ieri. Raffaele Stipa, sulla sessantina, stimato ristoratore originario di Capo d’Orlando e da vent’anni titolare della pizzeria “Yoghi” in via Gran Sasso d’Italia, è stato brutalmente ucciso a coltellate all’interno del proprio locale. Gravissima anche la sorella dell’uomo, Antonella, intervenuta nel disperato tentativo di salvargli la vita.
Il dramma si è consumato poco dopo le ore 22:30 nella zona sud della città emiliana, a breve distanza dall’ospedale cittadino. Secondo le prime ricostruzioni fornite dagli inquirenti e basate sulle testimonianze raccolte sul posto, l’aggressore era stato segnalato come uno straniero, cliente abituale del locale – sarebbe entrato nella pizzeria avanzando con insistenza l’ennesima richiesta di una pizza gratis.
«Te ne ho già offerte tre, ora basta».
Sarebbero state queste, stando ai riscontri investigativi, le ultime parole pronunciate dal gestore prima che la situazione degenerasse in pochissimi istanti. Al rifiuto fermo ma legittimo del titolare, l’avventore ha estratto un coltello sferrando ripetuti fenti letali all’indirizzo del ristoratore orlandino.
In quegli attimi di puro terrore, la sorella di Stipa ha cercato coraggiosamente di interporsi tra il fratello e la furia dell’aggressore per fermare i fenti. Il killer, tuttavia, non si è fermato, colpendo gravemente anche la donna prima di darsi a una precipitosa fuga a piedi, facendo perdere le proprie tracce nelle vie limitrofe.
L’allarme è scattato immediatamente. Sul posto sono giunti tempestivamente i sanitari del 118 unitamente alle Volanti della Questura di Reggio Emilia. Per Raffaele Stipa, purtroppo, ogni tentativo di rianimazione è risultato vano: le ferite riportate si sono rivelate fatali. La sorella Antonella è stata invece trasportata d’urgenza in codice rosso presso il vicino ospedale Santa Maria Nuova, dove si trova attualmente ricoverata in condizioni giudicate molto gravi.
La notizia del delitto ha destato profondo sgomento sia nella comunità di Reggio Emilia, dove la vittima era ampiamente conosciuta e rispettata per la sua dedizione al lavoro ultraventennale nella pizzeria di via Gran Sasso, sia a Capo d’Orlando, la cittadina tirrenica in provincia di Messina di cui la famiglia Stipa era originaria e dove manteneva ancora forti legami affettivi.
Mentre la scientifica prosegue i rilievi all’interno e all’esterno del locale alla ricerca di tracce biologiche e dell’arma del delitto, gli agenti della Polizia di Stato, coordinati dalla Procura della Repubblica, hanno avviato una massiccia caccia all’uomo. Gli investigatori hanno setacciato l’intera area cittadina ed esaminato i filmati delle telecamere di videosorveglianza pubbliche e private per rintracciare il fuggitivo, identificato nel 43enne di Reggio Emilia tradotto in carcere.








