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Ficarra, il borgo meraviglioso, e il premio Santi Correnti.

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Johann Wolfgang von Goethe nel tour del 1787 nel celebre “Viaggio in Italia” definì la nostra Sicilia come “la chiave di tutto e che l’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna…La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra… chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita”.

L’intellettuale e poliedrico Santi Correnti (Riposto il 28 gennaio 1924 + 2009), studioso e storico di fama mondiale ripropone l’idea della nostra isola con il pensiero e i propri scritti nella complessità ed in cerca della valorizzazione morale e culturale siciliana. Il suo lavoro è composto di ben 99 libri: 92 sono le opere storiografiche a cui si affiancano numerosi saggi, dove propone prospettive atipiche con cui guardare alla Sicilia, in modo obiettivo e completo.

Sia il Correnti che Giuseppe Pitrè, vissuto nel secolo precedente, sono i giganti della cultura siciliana in quanto hanno salvato e raccontato le tradizioni e la storia dell’isola.

Lo splendido borgo di Ficarra ha ospitato il 12 luglio 2026 la XVI edizione del Premio Internazionale Santi Correnti, dove sono stati premiati dieci protagonisti delle eccellenze siciliane. Donne e uomini che provengono dal mondo della cultura, dall’arte, dalla medicina, della ricerca, della letteratura Tra cui i premiati anche lo storico Filippo Marotta Rizzo, lo scultore Biagio Governali, Salvo Bannò, Fiorenzo Lando, Salvatore Pantano, il giurista Antonio Scaffidi Domianello, il Medico Salvatore Massimo Stella dell’Università di Pisa, la docente e scrittrice Maria Caserta, il medico e scrittore Giuseppe Ruggeri e Tregor Russo, artista e scrittore. La manifestazione è stata organizzata nel Sagrato del Santuario dell’Annunziata dalla Casa della Memoria Giuseppe Tomasi di Lampedusa sotto la direzione di Stefania Bonifacio coadiuvata da momenti artistici con Paolo Federico, cantante lirico e pittore, Italo Bartolo Fucile, oltre alle giovani danzatrici e costumi d’epoca, in un percorso impregnato di profonda memoria, identità e cultura che resiste e vive in un progetto positivo.

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Johann Wolfgang von Goethe nel tour del 1787 nel celebre “Viaggio in Italia” definì la nostra Sicilia come “la chiave di tutto e che l’Italia senza la Sicilia, non lascia nello spirito immagine alcuna…La purezza dei contorni, la morbidezza di ogni cosa, la cedevole scambievolezza delle tinte, l’unità armonica del cielo col mare e del mare con la terra… chi li ha visti una sola volta, li possederà per tutta la vita”.

L’intellettuale e poliedrico Santi Correnti (Riposto il 28 gennaio 1924 + 2009), studioso e storico di fama mondiale ripropone l’idea della nostra isola con il pensiero e i propri scritti nella complessità ed in cerca della valorizzazione morale e culturale siciliana. Il suo lavoro è composto di ben 99 libri: 92 sono le opere storiografiche a cui si affiancano numerosi saggi, dove propone prospettive atipiche con cui guardare alla Sicilia, in modo obiettivo e completo.

Sia il Correnti che Giuseppe Pitrè, vissuto nel secolo precedente, sono i giganti della cultura siciliana in quanto hanno salvato e raccontato le tradizioni e la storia dell’isola.

Lo splendido borgo di Ficarra ha ospitato il 12 luglio 2026 la XVI edizione del Premio Internazionale Santi Correnti, dove sono stati premiati dieci protagonisti delle eccellenze siciliane. Donne e uomini che provengono dal mondo della cultura, dall’arte, dalla medicina, della ricerca, della letteratura Tra cui i premiati anche lo storico Filippo Marotta Rizzo, lo scultore Biagio Governali, Salvo Bannò, Fiorenzo Lando, Salvatore Pantano, il giurista Antonio Scaffidi Domianello, il Medico Salvatore Massimo Stella dell’Università di Pisa, la docente e scrittrice Maria Caserta, il medico e scrittore Giuseppe Ruggeri e Tregor Russo, artista e scrittore. La manifestazione è stata organizzata nel Sagrato del Santuario dell’Annunziata dalla Casa della Memoria Giuseppe Tomasi di Lampedusa sotto la direzione di Stefania Bonifacio coadiuvata da momenti artistici con Paolo Federico, cantante lirico e pittore, Italo Bartolo Fucile, oltre alle giovani danzatrici e costumi d’epoca, in un percorso impregnato di profonda memoria, identità e cultura che resiste e vive in un progetto positivo.

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