Non si placa la scia giudiziaria per una 43enne barcellonese, già nota alle cronache e condannata in passato per aver minacciato il figlio sedicenne (vicenda che portò al trasferimento del ragazzo in una comunità per minori).
Nelle scorse ore, il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto ha emesso una nuova sentenza di condanna a carico della donna, protagonista di un grave episodio di violenza verbale e fisica.
Il giudice onorario ha inflitto alla donna una pena di 3 mesi di reclusione. I fatti risalgono al marzo 2024, un periodo già teso per il nucleo familiare: il figlio della donna si trovava, infatti, agli arresti domiciliari nell’abitazione di famiglia a seguito di un’operazione antidroga.
Proprio durante un controllo di routine delle forze dell’ordine, in casa è scoppiata una furibonda lite tra le mura domestiche, degenerata rapidamente e proseguita in strada, finendo per coinvolgere diverse persone estranee al nucleo familiare originario.
Il cuore del processo ha riguardato le pesanti minacce rivolte a un’amica della compagna del figlio. Secondo quanto ricostruito in aula durante una concitata telefonata, la 43enne avrebbe intimato alla vittima: “Ti taglio la gola”.
Dalle parole si è passati ai fatti in pochi minuti. La donna si è presentata sotto l’abitazione della vittima urlando insulti e impugnando un coltello della lunghezza di circa 30-40 centimetri.
Nonostante i tentativi della difesa, il quadro probatorio non ha retto davanti al giudice onorario, che ha ritenuto la 43enne responsabile del reato di minaccia aggravata.
Questa nuova condanna aggrava la posizione della donna, la cui condotta aggressiva era già stata sanzionata in precedenza nel filone processuale riguardante i maltrattamenti e le intimidazioni rivolte al figlio minore, delineando un contesto di profondo disagio e violenza sociale nel cuore del quartiere Longano.








