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Caos preferenze a Messina: 500 candidati senza dati ufficiali. Scatta l’istanza di accesso agli atti

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ELEZIONI AMMINISTRATIVE — Noi Moderati presenta una formale diffida a Comune, Prefettura e Regione Siciliana. Oltre 23mila voti “invisibili” distribuiti tra 16 liste rimaste fuori dal Consiglio comunale.

​MESSINA — Un’ombra pesante si abbatte sulla trasparenza e sulla completezza dei risultati delle ultime elezioni amministrative a Messina. A quasi due mesi dal voto del 24 e 25 maggio 2026, circa 500 candidati al Consiglio comunale e alle Circoscrizioni rischiano di non conoscere mai ufficialmente le preferenze individuali ottenute in ciascuna sezione. Un “buco nero” informativo che ha spinto il movimento politico Noi Moderati – Partito Popolare Europeo ad attivare una formale istanza di accesso agli atti indirizzata al Comune di Messina, alla Prefettura – UTG e all’Assessorato regionale alle Autonomie Locali.

​Verbali sezionali inattendibili e dati incompleti

​Alla base dell’azione legale e politica vi è una situazione definita «gravissima e non più rinviabile». Delle 26 liste presentatesi ai seggi per la competizione comunale, ben 16 non hanno superato la soglia di sbarramento. Per queste liste – tra cui la stessa “Noi Moderati” – l’Amministrazione comunale e la piattaforma elettorale dell’Ente avrebbero reso noti soltanto i voti totali di lista e dati del tutto parziali sui singoli candidati.

​Stando a quanto emerso dall’analisi dei verbali delle sezioni, numerosi prospetti risulterebbero inattendibili o incompleti, rendendo di fatto impossibile la ricostruzione analitica delle preferenze individuali. Il Seggio Centrale Unico, presieduto da un magistrato, dopo aver proclamato il Sindaco, i 32 consiglieri comunali spettanti alle liste ammesse, i 7 presidenti di circoscrizione e i 63 consiglieri circoscrizionali, ha chiuso i propri lavori senza rendere pubblica la rendicontazione analitica delle liste escluse dal riparto.

​I numeri del “caso Messina”

​Affluenza alle urne: 116.772 elettori (61,93% degli aventi diritto).

​Voti validi totali: Poco più di 104.000.

​Schede non assegnate/nulle/bianche: 12.563 (pari al 10,75%).

​Voti alle 16 liste sotto soglia: 23.289 (pari al 22,34% del totale dei voti validi).

​Candidati coinvolti: Circa 500 senza un riscontro ufficiale e completo sezione per sezione.

​I numeri dimostrano che non si tratta di un’anomalia marginale: oltre un quinto dell’elettorato messinese ha espresso una preferenza politica il cui dettaglio individualizzato rimane ad oggi avvolto nell’incertezza.

​“Il voto appartiene ai cittadini, non agli uffici”

​«I dati elettorali non sono proprietà degli uffici né dell’Amministrazione. Non possono essere trattati come una pratica secondaria da chiudere appena proclamati gli eletti. Appartengono ai cittadini. La proclamazione degli eletti non esaurisce affatto il dovere di trasparenza.»

​Dal comunicato emerge anche la denuncia per un vero e proprio “ritardo democratico”: la verifica del Seggio Centrale si è chiusa soltanto a fine giugno – a un mese dalle urne – consentendo l’insediamento del Consiglio comunale solo il 5 luglio. Un iter farraginoso accentuato dalla prassi politica di iper-trofizzare la competizione elettorale moltiplicando liste e candidati, a cui non ha però fatto riscontro un adeguato rigore nella verbalizzazione e pubblicazione dei dati.

​La richiesta formale: atti integrali e formato digitale aperto

​L’istanza d’accesso agli atti porta le firme di Marcello Greco, capolista di Noi Moderati, e di Gino Sidoti, delegato della lista. La richiesta diffidata agli enti competenti esige il rilascio di:

​Copia integrale di tutti i verbali elettorali, dei prospetti riepilogativi e delle graduatorie complete dei candidati;  

​Dettaglio relativo a schede bianche, nulle, contestate e non assegnate;  

​Risultati completi anche per le elezioni circoscrizionali;  

​Fornitura dei dati numerici e tabellari in formato digitale aperto e rielaborabile.  

Nel documento di ​Noi Moderati si legge che in assenza di un riscontro tempestivo e completo nei termini di legge, verranno adite tutte le sedi giurisdizionali e amministrative a tutela dei diritti di candidati, liste ed elettori.

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ELEZIONI AMMINISTRATIVE — Noi Moderati presenta una formale diffida a Comune, Prefettura e Regione Siciliana. Oltre 23mila voti “invisibili” distribuiti tra 16 liste rimaste fuori dal Consiglio comunale.

​MESSINA — Un’ombra pesante si abbatte sulla trasparenza e sulla completezza dei risultati delle ultime elezioni amministrative a Messina. A quasi due mesi dal voto del 24 e 25 maggio 2026, circa 500 candidati al Consiglio comunale e alle Circoscrizioni rischiano di non conoscere mai ufficialmente le preferenze individuali ottenute in ciascuna sezione. Un “buco nero” informativo che ha spinto il movimento politico Noi Moderati – Partito Popolare Europeo ad attivare una formale istanza di accesso agli atti indirizzata al Comune di Messina, alla Prefettura – UTG e all’Assessorato regionale alle Autonomie Locali.

​Verbali sezionali inattendibili e dati incompleti

​Alla base dell’azione legale e politica vi è una situazione definita «gravissima e non più rinviabile». Delle 26 liste presentatesi ai seggi per la competizione comunale, ben 16 non hanno superato la soglia di sbarramento. Per queste liste – tra cui la stessa “Noi Moderati” – l’Amministrazione comunale e la piattaforma elettorale dell’Ente avrebbero reso noti soltanto i voti totali di lista e dati del tutto parziali sui singoli candidati.

​Stando a quanto emerso dall’analisi dei verbali delle sezioni, numerosi prospetti risulterebbero inattendibili o incompleti, rendendo di fatto impossibile la ricostruzione analitica delle preferenze individuali. Il Seggio Centrale Unico, presieduto da un magistrato, dopo aver proclamato il Sindaco, i 32 consiglieri comunali spettanti alle liste ammesse, i 7 presidenti di circoscrizione e i 63 consiglieri circoscrizionali, ha chiuso i propri lavori senza rendere pubblica la rendicontazione analitica delle liste escluse dal riparto.

​I numeri del “caso Messina”

​Affluenza alle urne: 116.772 elettori (61,93% degli aventi diritto).

​Voti validi totali: Poco più di 104.000.

​Schede non assegnate/nulle/bianche: 12.563 (pari al 10,75%).

​Voti alle 16 liste sotto soglia: 23.289 (pari al 22,34% del totale dei voti validi).

​Candidati coinvolti: Circa 500 senza un riscontro ufficiale e completo sezione per sezione.

​I numeri dimostrano che non si tratta di un’anomalia marginale: oltre un quinto dell’elettorato messinese ha espresso una preferenza politica il cui dettaglio individualizzato rimane ad oggi avvolto nell’incertezza.

​“Il voto appartiene ai cittadini, non agli uffici”

​«I dati elettorali non sono proprietà degli uffici né dell’Amministrazione. Non possono essere trattati come una pratica secondaria da chiudere appena proclamati gli eletti. Appartengono ai cittadini. La proclamazione degli eletti non esaurisce affatto il dovere di trasparenza.»

​Dal comunicato emerge anche la denuncia per un vero e proprio “ritardo democratico”: la verifica del Seggio Centrale si è chiusa soltanto a fine giugno – a un mese dalle urne – consentendo l’insediamento del Consiglio comunale solo il 5 luglio. Un iter farraginoso accentuato dalla prassi politica di iper-trofizzare la competizione elettorale moltiplicando liste e candidati, a cui non ha però fatto riscontro un adeguato rigore nella verbalizzazione e pubblicazione dei dati.

​La richiesta formale: atti integrali e formato digitale aperto

​L’istanza d’accesso agli atti porta le firme di Marcello Greco, capolista di Noi Moderati, e di Gino Sidoti, delegato della lista. La richiesta diffidata agli enti competenti esige il rilascio di:

​Copia integrale di tutti i verbali elettorali, dei prospetti riepilogativi e delle graduatorie complete dei candidati;  

​Dettaglio relativo a schede bianche, nulle, contestate e non assegnate;  

​Risultati completi anche per le elezioni circoscrizionali;  

​Fornitura dei dati numerici e tabellari in formato digitale aperto e rielaborabile.  

Nel documento di ​Noi Moderati si legge che in assenza di un riscontro tempestivo e completo nei termini di legge, verranno adite tutte le sedi giurisdizionali e amministrative a tutela dei diritti di candidati, liste ed elettori.

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