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Emergenza Carceri e Riscatto Sociale: il Rotary Club Milazzo si interroga sulla funzione della pena

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Emergenza Carceri e Riscatto Sociale: il Rotary Club Milazzo si interroga sulla funzione della pena
MILAZZO – Non solo una questione di sicurezza, ma un dovere costituzionale e una sfida di civiltà. È questo il messaggio emerso dalla recente conviviale del Rotary Club di Milazzo, svoltasi lo scorso 11 aprile nella cornice del Ristorante “Paradiso” di Capo Milazzo. Al centro del dibattito, un tema di stringente attualità: “Emergenza carceri – Pena e riscatto sociale”.
L’incontro ha visto il confronto tra due prospettive complementari e autorevoli: quella di chi il carcere lo dirige quotidianamente e quella di chi ne osserva le criticità attraverso la lente del diritto penale.
La dott.ssa Romina Taiani, direttrice della Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto, ha aperto i lavori portando la propria esperienza ultraventennale nella dirigenza penitenziaria. Con una relazione densa di competenza, la dott.ssa Taiani ha ricordato come il dettato costituzionale (Art. 27) parli chiaro: la pena deve tendere alla rieducazione del condannato.
Tuttavia, il quadro descritto dalla direttrice non ha risparmiato note dolenti: il sovraffollamento, la carenza di spazi idonei e le croniche difficoltà nel garantire attività formative costanti rappresentano ostacoli che rendono difficile il percorso di crescita dei detenuti. “Le responsabilità non sono solo della dirigenza, ma dell’intero apparato carcerario”, ha sottolineato, evidenziando come la dignità della persona debba restare il fulcro anche dietro le sbarre.
A far eco alle parole della direttrice è stato l’avv. Sebastiano Campanella, cassazionista e presidente della Camera Penale di Barcellona Pozzo di Gotto. Campanella ha acceso i riflettori sui limiti strutturali di un sistema che troppo spesso scivola verso una funzione meramente punitiva, privando il recluso di reali chance di cambiamento.
“Investire in istruzione, lavoro e supporto psicologico non è un favore fatto al detenuto, ma un investimento per la sicurezza della società,” ha spiegato il legale.
Secondo l’avvocato, solo attraverso strumenti di recupero concreti è possibile abbattere il tasso di recidiva, trasformando il periodo di detenzione in un’opportunità di riscatto e non in una “scuola di criminalità”.
Il Rotary per il sociale:  L’evento, fortemente voluto dalla presidente del Club Maria Torre, si inserisce in un quadro più ampio: il progetto distrettuale DEI (Diversità, Equità e Inclusione). Un impegno che mira a sensibilizzare la comunità su temi spesso relegati ai margini del dibattito pubblico, come appunto il reinserimento sociale.
Al convegno era presente anche la Governatrice del Rotary Distretto 2110 Sicilia e Malta per l’anno 2026/27, Lina Ricciardello, a testimonianza dell’importanza che il Distretto attribuisce a queste tematiche. Fondamentale, per la riuscita della serata, è stato anche il contributo di Antonio Pontoriero, vicepresidente della Commissione Distrettuale DEI.
In conclusione, il messaggio emerso dalla serata milazzese è un invito a un cambio di paradigma: il carcere deve smettere di essere vissuto come un “non-luogo” separato dal mondo, per diventare un’istituzione capace di restituire alla società persone responsabilizzate. Una sfida che, come dimostrato dai soci del Rotary, richiede l’attenzione di tutte le componenti della società civile.
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Emergenza Carceri e Riscatto Sociale: il Rotary Club Milazzo si interroga sulla funzione della pena
MILAZZO – Non solo una questione di sicurezza, ma un dovere costituzionale e una sfida di civiltà. È questo il messaggio emerso dalla recente conviviale del Rotary Club di Milazzo, svoltasi lo scorso 11 aprile nella cornice del Ristorante “Paradiso” di Capo Milazzo. Al centro del dibattito, un tema di stringente attualità: “Emergenza carceri – Pena e riscatto sociale”.
L’incontro ha visto il confronto tra due prospettive complementari e autorevoli: quella di chi il carcere lo dirige quotidianamente e quella di chi ne osserva le criticità attraverso la lente del diritto penale.
La dott.ssa Romina Taiani, direttrice della Casa Circondariale di Barcellona Pozzo di Gotto, ha aperto i lavori portando la propria esperienza ultraventennale nella dirigenza penitenziaria. Con una relazione densa di competenza, la dott.ssa Taiani ha ricordato come il dettato costituzionale (Art. 27) parli chiaro: la pena deve tendere alla rieducazione del condannato.
Tuttavia, il quadro descritto dalla direttrice non ha risparmiato note dolenti: il sovraffollamento, la carenza di spazi idonei e le croniche difficoltà nel garantire attività formative costanti rappresentano ostacoli che rendono difficile il percorso di crescita dei detenuti. “Le responsabilità non sono solo della dirigenza, ma dell’intero apparato carcerario”, ha sottolineato, evidenziando come la dignità della persona debba restare il fulcro anche dietro le sbarre.
A far eco alle parole della direttrice è stato l’avv. Sebastiano Campanella, cassazionista e presidente della Camera Penale di Barcellona Pozzo di Gotto. Campanella ha acceso i riflettori sui limiti strutturali di un sistema che troppo spesso scivola verso una funzione meramente punitiva, privando il recluso di reali chance di cambiamento.
“Investire in istruzione, lavoro e supporto psicologico non è un favore fatto al detenuto, ma un investimento per la sicurezza della società,” ha spiegato il legale.
Secondo l’avvocato, solo attraverso strumenti di recupero concreti è possibile abbattere il tasso di recidiva, trasformando il periodo di detenzione in un’opportunità di riscatto e non in una “scuola di criminalità”.
Il Rotary per il sociale:  L’evento, fortemente voluto dalla presidente del Club Maria Torre, si inserisce in un quadro più ampio: il progetto distrettuale DEI (Diversità, Equità e Inclusione). Un impegno che mira a sensibilizzare la comunità su temi spesso relegati ai margini del dibattito pubblico, come appunto il reinserimento sociale.
Al convegno era presente anche la Governatrice del Rotary Distretto 2110 Sicilia e Malta per l’anno 2026/27, Lina Ricciardello, a testimonianza dell’importanza che il Distretto attribuisce a queste tematiche. Fondamentale, per la riuscita della serata, è stato anche il contributo di Antonio Pontoriero, vicepresidente della Commissione Distrettuale DEI.
In conclusione, il messaggio emerso dalla serata milazzese è un invito a un cambio di paradigma: il carcere deve smettere di essere vissuto come un “non-luogo” separato dal mondo, per diventare un’istituzione capace di restituire alla società persone responsabilizzate. Una sfida che, come dimostrato dai soci del Rotary, richiede l’attenzione di tutte le componenti della società civile.
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