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​Il caso Coppolino si allarga alle stragi di mafia: dalle beghe di Barcellona P.G. allo scontro tra Procure e veleni nazionali

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La vicenda che riguarda Aurelio Coppolino si complica ma, per molti versi, si va a definire.

L’articolo di Fabrizio Gatti, pubblicato su Today.it, rimanda il caso Coppolino a vicende nazionali che interessano il dott. De Lucia, Procuratore capo della Repubblica a Palermo e diverse inchieste giudiziarie che riguardano le stragi mafiose degli anni Novanta.

Chi credeva che il problema Coppolino si risolvesse in una vicenda locale, tutta Barcellonese, fatta di scontri elettorali e beghe paesane dovrà ricredersi. Non si può pensare che l’ accusa possa essere semplicemente di avere espresso delle falsità rivolte a dei politici locali.

Se Sonia Alfano annuncia anche lei su fb un proprio intervento chiarificatore sulla vicenda e invita a leggere l’ articolo di Gatti, da parte sua, Ugo Colonna scrive una nota, che alleghiamo.

La sua risposta a Gatti non è una difesa di Coppolino, ma della credibilità di un altro suo assistito, Maurizio Avola, autore reo confesso di innumerevoli omicidi di mafia, che ha confessato anche la sua partecipazione alla strage Borsellino. Confessione che contraddice però alcune ricostruzioni giudiziarie.

Da qui lo scontro, tra procure, avvocati, collaboratori di giustizia e vittime della mafia.

Scontro anche interno alle stesse famiglie, come appunto quella Borsellino, dov’è il fratello di Paolo è in guerra aperta con i nipoti, proprio riguardo alla testimonianza di Avola.

E Coppolino cosa c’ entra in tutto questo? La risposta non è facile né elementare. Di sicuro lui è detenuto da quasi tre settimane.

 

 

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La vicenda che riguarda Aurelio Coppolino si complica ma, per molti versi, si va a definire.

L’articolo di Fabrizio Gatti, pubblicato su Today.it, rimanda il caso Coppolino a vicende nazionali che interessano il dott. De Lucia, Procuratore capo della Repubblica a Palermo e diverse inchieste giudiziarie che riguardano le stragi mafiose degli anni Novanta.

Chi credeva che il problema Coppolino si risolvesse in una vicenda locale, tutta Barcellonese, fatta di scontri elettorali e beghe paesane dovrà ricredersi. Non si può pensare che l’ accusa possa essere semplicemente di avere espresso delle falsità rivolte a dei politici locali.

Se Sonia Alfano annuncia anche lei su fb un proprio intervento chiarificatore sulla vicenda e invita a leggere l’ articolo di Gatti, da parte sua, Ugo Colonna scrive una nota, che alleghiamo.

La sua risposta a Gatti non è una difesa di Coppolino, ma della credibilità di un altro suo assistito, Maurizio Avola, autore reo confesso di innumerevoli omicidi di mafia, che ha confessato anche la sua partecipazione alla strage Borsellino. Confessione che contraddice però alcune ricostruzioni giudiziarie.

Da qui lo scontro, tra procure, avvocati, collaboratori di giustizia e vittime della mafia.

Scontro anche interno alle stesse famiglie, come appunto quella Borsellino, dov’è il fratello di Paolo è in guerra aperta con i nipoti, proprio riguardo alla testimonianza di Avola.

E Coppolino cosa c’ entra in tutto questo? La risposta non è facile né elementare. Di sicuro lui è detenuto da quasi tre settimane.

 

 

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