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La seconda edizione dell’evento “I giochi i na vota”, organizzata dall’associazione S2Live a Santa Lucia del Mela

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Si è conclusa con un grande successo di pubblico, raddoppiando l’affluenza rispetto all’anno precedente,  l’iniziativa, patrocinata dall’Amministrazione Comunale,  trasformandp  Piazza Milite Ignoto e Via Marconi in un vivace spazio di socializzazione all’aperto, offrendo un’alternativa concreta agli schermi di smartphone e tablet per tante famiglie e bambini.
🛞 Il Protagonista: ‘U Carrozzulu: il  vero simbolo dell’evento è stato il tradizionale carretto artigianale in legno con ruote a cuscinetti a sfera (i cosiddetti “pallini”), considerato l’antenato del moderno monopattino. Moltissimi genitori e figli hanno collaborato nei giorni precedenti per costruire il proprio mezzo, culminando nella gara singola a tempo in Via Marconi.
🎲 Rievocazione dei Giochi Antichi
Piazza Milite Ignoto ha ospitato diverse postazioni dedicate ai divertimenti del passato, tra cui:
    • Elastico: gioco di coordinazione e saltelli che prevede l’uso di una corda elastica tesa tra le gambe di due partecipanti.
    • Campanaro: conosciuto anche come gioco della campana o della settimana, un percorso a caselle numerate da percorrere saltando su un piede solo.
    • Cinque pietre: un antico gioco di destrezza che consiste nel lanciare e afferrare dei piccoli sassi seguendo regole precise.
    • Dama e giochi con le carte: per sfide di logica, memoria e intrattenimento da tavolo.
    • Protagonista: ‘U Carrozzulu (Il Carretto in Legno)Il carrozzolo  il re della strada, una vera e propria sfida di artigianato e ingegneria domestica che univa generazioni.
    • Come si costruiva il  telaio: Si utilizzava una robusta tavola di legno (spesso ricavata da vecchi mobili o pedane) lunga circa un metro. Nella parte posteriore veniva fissato un asse di legno fisso, mentre nella parte anteriore si montava un asse mobile, imperniato al centro con un grosso bullone per permettere di sterzare.
    • I cuscinetti (“ruote a pallini”): Era l’elemento più prezioso. Si recuperavano i cuscinetti a sfera d’acciaio usurpati da officine meccaniche o sfasciacarrozze. Venivano incastrati e bloccati alle estremità degli assi di legno. Il loro rumore metallico sull’asfalto o sulle strade lastricate era il “rombo” inconfondibile di questi bolidi.Lo sterzo e i freni: Per sterzare si usava una corda legata ai due lati dell’asse anteriore, oppure si poggiavano direttamente i piedi sull’asse mobile. I freni erano rudimentali: una leva di legno che premeva direttamente sulla ruota posteriore, oppure, più comunemente, le suole delle scarpe consumate sull’asfalto.
    • Ci si lanciava lungo le discese delle strade del paese, stando seduti o inginocchiati sul telaio. Spesso ci si sfidava in gare di velocità o regolarità, e il secondo passeggero (se il carretto era lungo) aveva il compito di spingere alla partenza.
    • Gli altri giochi di una volta: La Trottola (‘U Paloggio o Paloiccu) di legno duro a forma di pera rovesciata, dotata di una punta metallica inferiore (‘u pizzu).
    • Si avvolgeva strettamente uno spago (‘a cordicella) attorno al corpo di legno, partendo dalla punta. Trattenendo un capo dello spago tra le dita, si lanciava il paloggio a terra con un movimento secco del polso. La trottola, srotolandosi a mezz’aria, iniziava a girare vorticosamente sul terreno. I più abili riuscivano a farla salire sul palmo della mano mentre girava ancora.
    • Le Cinque Pietre (A Chiapparedda) Un gioco di destrezza che richiedeva solo cinque piccoli sassi lisci e arrotondati.Come funzionava: Si lanciavano i sassi a terra. Il giocatore ne prendeva uno, lo lanciava in aria e, prima di riafferrarlo al volo con la stessa mano, doveva raccogliere uno dei sassi rimasti a terra. Il gioco procedeva per livelli di difficoltà crescente: raccogliere i sassi uno alla volta, poi a coppie, poi tre insieme, fino a dover fare un “ponte” con le dita della mano sinistra attraverso cui far passare i sassi.3. Il gioco con le nocciole (‘A Nùcida): Un gioco stagionale molto diffuso, specialmente nel periodo autunnale e natalizio, che usava le nocciole come biglie e moneta di scambio.Come funzionava: Si scavava una piccola buca nel terreno oppure si tracciava una linea. C’erano diverse varianti: in una si lanciava la propria nocciola per colpire e fare uscire dal cerchio quelle degli avversari; in un’altra (‘a fossetta), vinceva chi riusciva a fare entrare per primo la propria nocciola nella buca da una determinata distanza, conquistando le nocciole degli avversari rimaste fuori.
    • Erano giochi perfetti per le piazze, poiché sfruttavano gli angoli delle strade e i gradini delle chiese come zone di rifugio sicuro (“tana”).
tenimento e Spettacolo
    • Esposizione di auto d’epoca: una mostra di vetture storiche che ha arricchito il tuffo nel passato della comunità.
    • Serata musicale: a partire dalle 21:30, la piazza si è accesa con la musica dei Loes e la partecipazione straordinaria di Margary Signorino, nota vincitrice del programma Mediaset “Sei un mito”.

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Si è conclusa con un grande successo di pubblico, raddoppiando l’affluenza rispetto all’anno precedente,  l’iniziativa, patrocinata dall’Amministrazione Comunale,  trasformandp  Piazza Milite Ignoto e Via Marconi in un vivace spazio di socializzazione all’aperto, offrendo un’alternativa concreta agli schermi di smartphone e tablet per tante famiglie e bambini.
🛞 Il Protagonista: ‘U Carrozzulu: il  vero simbolo dell’evento è stato il tradizionale carretto artigianale in legno con ruote a cuscinetti a sfera (i cosiddetti “pallini”), considerato l’antenato del moderno monopattino. Moltissimi genitori e figli hanno collaborato nei giorni precedenti per costruire il proprio mezzo, culminando nella gara singola a tempo in Via Marconi.
🎲 Rievocazione dei Giochi Antichi
Piazza Milite Ignoto ha ospitato diverse postazioni dedicate ai divertimenti del passato, tra cui:
    • Elastico: gioco di coordinazione e saltelli che prevede l’uso di una corda elastica tesa tra le gambe di due partecipanti.
    • Campanaro: conosciuto anche come gioco della campana o della settimana, un percorso a caselle numerate da percorrere saltando su un piede solo.
    • Cinque pietre: un antico gioco di destrezza che consiste nel lanciare e afferrare dei piccoli sassi seguendo regole precise.
    • Dama e giochi con le carte: per sfide di logica, memoria e intrattenimento da tavolo.
    • Protagonista: ‘U Carrozzulu (Il Carretto in Legno)Il carrozzolo  il re della strada, una vera e propria sfida di artigianato e ingegneria domestica che univa generazioni.
    • Come si costruiva il  telaio: Si utilizzava una robusta tavola di legno (spesso ricavata da vecchi mobili o pedane) lunga circa un metro. Nella parte posteriore veniva fissato un asse di legno fisso, mentre nella parte anteriore si montava un asse mobile, imperniato al centro con un grosso bullone per permettere di sterzare.
    • I cuscinetti (“ruote a pallini”): Era l’elemento più prezioso. Si recuperavano i cuscinetti a sfera d’acciaio usurpati da officine meccaniche o sfasciacarrozze. Venivano incastrati e bloccati alle estremità degli assi di legno. Il loro rumore metallico sull’asfalto o sulle strade lastricate era il “rombo” inconfondibile di questi bolidi.Lo sterzo e i freni: Per sterzare si usava una corda legata ai due lati dell’asse anteriore, oppure si poggiavano direttamente i piedi sull’asse mobile. I freni erano rudimentali: una leva di legno che premeva direttamente sulla ruota posteriore, oppure, più comunemente, le suole delle scarpe consumate sull’asfalto.
    • Ci si lanciava lungo le discese delle strade del paese, stando seduti o inginocchiati sul telaio. Spesso ci si sfidava in gare di velocità o regolarità, e il secondo passeggero (se il carretto era lungo) aveva il compito di spingere alla partenza.
    • Gli altri giochi di una volta: La Trottola (‘U Paloggio o Paloiccu) di legno duro a forma di pera rovesciata, dotata di una punta metallica inferiore (‘u pizzu).
    • Si avvolgeva strettamente uno spago (‘a cordicella) attorno al corpo di legno, partendo dalla punta. Trattenendo un capo dello spago tra le dita, si lanciava il paloggio a terra con un movimento secco del polso. La trottola, srotolandosi a mezz’aria, iniziava a girare vorticosamente sul terreno. I più abili riuscivano a farla salire sul palmo della mano mentre girava ancora.
    • Le Cinque Pietre (A Chiapparedda) Un gioco di destrezza che richiedeva solo cinque piccoli sassi lisci e arrotondati.Come funzionava: Si lanciavano i sassi a terra. Il giocatore ne prendeva uno, lo lanciava in aria e, prima di riafferrarlo al volo con la stessa mano, doveva raccogliere uno dei sassi rimasti a terra. Il gioco procedeva per livelli di difficoltà crescente: raccogliere i sassi uno alla volta, poi a coppie, poi tre insieme, fino a dover fare un “ponte” con le dita della mano sinistra attraverso cui far passare i sassi.3. Il gioco con le nocciole (‘A Nùcida): Un gioco stagionale molto diffuso, specialmente nel periodo autunnale e natalizio, che usava le nocciole come biglie e moneta di scambio.Come funzionava: Si scavava una piccola buca nel terreno oppure si tracciava una linea. C’erano diverse varianti: in una si lanciava la propria nocciola per colpire e fare uscire dal cerchio quelle degli avversari; in un’altra (‘a fossetta), vinceva chi riusciva a fare entrare per primo la propria nocciola nella buca da una determinata distanza, conquistando le nocciole degli avversari rimaste fuori.
    • Erano giochi perfetti per le piazze, poiché sfruttavano gli angoli delle strade e i gradini delle chiese come zone di rifugio sicuro (“tana”).
tenimento e Spettacolo
    • Esposizione di auto d’epoca: una mostra di vetture storiche che ha arricchito il tuffo nel passato della comunità.
    • Serata musicale: a partire dalle 21:30, la piazza si è accesa con la musica dei Loes e la partecipazione straordinaria di Margary Signorino, nota vincitrice del programma Mediaset “Sei un mito”.

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