Orbene, data la disponibilità di risorse, a maggior ragione, si richiama l’attenzione delle Amministrazioni comunali in indirizzo, affinchè dedichino molta attenzione alla pulizia dei litorali marini, impiegando mezzi e metodi idonei.Nel caso dell’esistenza sul litorale di microdiscariche di inerti ed altre tipologie di rifiuti, si intervenga con mezzi piccoli e leggeri per effettuare la necessaria bonifica, avendo anche osservato il modo per non causare danni alla duna costiera e alla vegetazione spontanea dunale.Per quanto concerne i rifiuti sparsi sull’arenile in genere trasportati dal mare stesso, si raccomanda di non intervenire con scavatori, pale caricatrici o bulldozer, poiché in tal caso l’intervento non si qualificherebbe come azione di opportuna pulizia, ma come movimento terra, vietato dalla legge e tale da danneggiare la spiaggia, esponendola maggiormente all’azione erosiva.Il modo migliore, non soltanto più delicato, ma anche più efficace, deve essere ritenuto il rastrellamento manuale. Esso produce un effetto ulteriore di ricaduta sociale, in quanto si avrebbe l’opportunità di creare posti di lavoro temporanei con elevato valore educativo. Si dovrà in ogni caso evitare di sotterrare gli inerti o i rifiuti, nel tentativo di occultare tali materiali alla vista. Questa politica è severamente punita dalla legge, e controproducente, poiché i rifiuti sotterrati finiscono per ritornare in superficie peggiorando le condizioni di degrado dell’arenile. Nel ricordare le considerazioni generali di cui all’allegata nota del 15 giugno 2026, indirizzata da Legambiente Sicilia e WWF a tutti i Comuni costieri dell’Isola, concludiamo questa nostra, specificando alle Amministrazioni comunali in indirizzo che è nostra intenzione monitorare i metodi e i mezzi adottati per gli interventi di pulizia delle spiagge e farne un “report”, al fine sia di valorizzare le “buone pratiche”, sia di stigmatizzare gli interventi dannosi e vietati dalla legge. Il predetto report sarà inviato alle autorità ambientali superiori, riservandoci di esporre eventuali ipotesi di abuso e di danno alle autorità competenti.
Orbene, data la disponibilità di risorse, a maggior ragione, si richiama l’attenzione delle Amministrazioni comunali in indirizzo, affinchè dedichino molta attenzione alla pulizia dei litorali marini, impiegando mezzi e metodi idonei.Nel caso dell’esistenza sul litorale di microdiscariche di inerti ed altre tipologie di rifiuti, si intervenga con mezzi piccoli e leggeri per effettuare la necessaria bonifica, avendo anche osservato il modo per non causare danni alla duna costiera e alla vegetazione spontanea dunale.Per quanto concerne i rifiuti sparsi sull’arenile in genere trasportati dal mare stesso, si raccomanda di non intervenire con scavatori, pale caricatrici o bulldozer, poiché in tal caso l’intervento non si qualificherebbe come azione di opportuna pulizia, ma come movimento terra, vietato dalla legge e tale da danneggiare la spiaggia, esponendola maggiormente all’azione erosiva.Il modo migliore, non soltanto più delicato, ma anche più efficace, deve essere ritenuto il rastrellamento manuale. Esso produce un effetto ulteriore di ricaduta sociale, in quanto si avrebbe l’opportunità di creare posti di lavoro temporanei con elevato valore educativo. Si dovrà in ogni caso evitare di sotterrare gli inerti o i rifiuti, nel tentativo di occultare tali materiali alla vista. Questa politica è severamente punita dalla legge, e controproducente, poiché i rifiuti sotterrati finiscono per ritornare in superficie peggiorando le condizioni di degrado dell’arenile. Nel ricordare le considerazioni generali di cui all’allegata nota del 15 giugno 2026, indirizzata da Legambiente Sicilia e WWF a tutti i Comuni costieri dell’Isola, concludiamo questa nostra, specificando alle Amministrazioni comunali in indirizzo che è nostra intenzione monitorare i metodi e i mezzi adottati per gli interventi di pulizia delle spiagge e farne un “report”, al fine sia di valorizzare le “buone pratiche”, sia di stigmatizzare gli interventi dannosi e vietati dalla legge. Il predetto report sarà inviato alle autorità ambientali superiori, riservandoci di esporre eventuali ipotesi di abuso e di danno alle autorità competenti.