Il rapper campano ferma il concerto per ricordare Riccardo, il 15enne spentosi in scooter prima dello show: «La vita è un attimo, guidate con la testa». Poche ore dopo, sul tragitto del rientro, un altro schianto spezza la vita di un giovane padre.
MESSINA – Una notte di musica, energia e grandissimi successi che si trasforma, nel giro di poche ore, in un cortocircuito di emozioni, lacrime e tragiche coincidenze. Il concerto di Geolier allo Stadio Franco Scoglio di Messina doveva essere solo una grande festa per migliaia di giovani. È diventato, invece, l’epicentro di un doppio dramma stradale che ha unito nel lutto le province di Messina e Catania.
Il ricordo sul palco: «La vita è un attimo»
A metà serata, lo stadio si ferma. Il silenzio diventa surreale quando Geolier decide di mettere da parte le vesti da performer per parlare da fratello maggiore. Tra le mani ha un biglietto speciale, quello di Riccardo Coglitore, lo studente di 15 anni che ha perso la vita pochi giorni fa in un tragico incidente in scooter proprio nei pressi dei parcheggi del “Franco Scoglio”. Riccardo quel concerto lo aspettava da mesi; aveva comprato i biglietti anche per la madre e la fidanzatina, che ieri erano lì, tra il pubblico, a raccogliere un’eredità di dolore intollerabile.
«Si chiamava Riccardo. Stasera doveva essere qua – ha detto visibilmente commosso il rapper – ma purtroppo in un incidente sul motorino non c’è più». Poi, l’appello accorato alla sua generazione: «Io ho avuto 15 anni, questo è il periodo più bello della vostra vita, ma la vita è veramente niente, quindi state veramente attenti, guagliò, con le moto, con la macchina. Divertitevi sì, ma con la testa».
Subito dopo, migliaia di smartphone hanno illuminato l’arena sulle note di “A Napoli non piove”, la canzone preferita di Riccardo, trasformando lo stadio in un unico, immenso abbraccio virtuale.
L’atroce ironia della sorte nella galleria Taormina
Ma il destino, quella notte, aveva in serbo la seconda, atroce beffa. Intorno alle 2:30, mentre il popolo di Geolier stava intraprendendo la strada del ritorno, l’autostrada A18 Messina-Catania si è trasformata nuovamente in un teatro di morte.
All’interno della galleria Taormina, un autobus privato che trasportava un gruppo di fan di rientro dal concerto ha subìto un’avaria, arrestandosi lungo la corsia di marcia nel disperato tentativo di guadagnare l’uscita del tunnel. Pochi istanti dopo, una Fiat Sedici è sopraggiunta nella stessa direzione: l’impatto con la parte posteriore del mezzo pesante è stato inevitabile e violentissimo.
A perdere la vita è stato il conducente dell’auto, Davide Toscano, un giovane padre di 29 anni residente a Biancavilla. Con lui viaggiava la figlioletta, estratta dalle lamiere e trasportata in codice rosso al Policlinico di Catania; la piccola ha riportato gravi ferite ma, fortunatamente, non sarebbe in pericolo di vita.
Due destini spezzati
Le parole pronunciate da Geolier sul palco, nate per onorare la memoria di un quindicenne scomparso troppo presto, si sono trasformate in un triste e involontario presagio per chi, da quel concerto, stava solo tornando a casa.
Se la dinamica dei due incidenti è diversa – lo scontro in scooter per Riccardo, la pura e inevitabile fatalità di un guasto in galleria per Davide – il filo rosso che li unisce è lo stesso: la fragilità dell’esistenza di cui il rapper aveva appena cantato. Messina e Catania si risvegliano oggi più fragili, unite nel silenzio di una notte in cui la musica si è spenta troppo presto per fare spazio alle sirene.
Foto Cristian Alleva










