23.9 C
Sicilia
spot_img

Misure antimafia a Messina: la Guardia di Finanza sequestra beni per oltre 200mila euro

- Advertisement -spot_img

 

Provvedimento di prevenzione del Tribunale su richiesta della Procura nei confronti di un soggetto già in carcere per associazione mafiosa e della sua rete familiare.

​MESSINA / TAORMINA — Un duro colpo ai patrimoni accumulati da soggetti ritenuti socialmente pericolosi e contigui alla criminalità organizzata. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro di prevenzione emesso dal Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione, ponendo sotto sigilli disponibilità finanziarie per un valore superiore a 200.000 euro.

​Il provvedimento scaturisce dalla richiesta formulata dalla Procura della Repubblica di Messina, basata sulla conclamata pericolosità sociale del principale indagato e dei suoi familiari conviventi.

​Il soggetto colpito dal sequestro è attualmente recluso in custodia cautelare per associazione di tipo mafioso, estorsione e rapina.  destinatario nel tempo di diverse ordinanze cautelari per reati aggravati dal metodo mafioso, a suo carico figurano tre condanne passate in giudicato, anche per reati di incendio boschivo e occupazione ed innovazione abusiva sul demanio marittimo, risulta, inoltre,  gravato da precedenti per rissa, minaccia, omicidio colposo, lesioni personali, usura, detenzione di sostanze stupefacenti e trasferimento fraudolento di valori.

​L’operazione è il frutto di un’articolata e congiunta indagine patrimoniale condotta dalla Procura di Messina insieme ai finanzieri della Compagnia di Taormina, integrata da riscontri diretti e sopralluoghi sul territorio.

​Dagli accertamenti è emerso come le disponibilità finanziarie – distribuite su conti correnti e depositi intestati a ben cinque soggetti della rete familiare – fossero del tutto sproporzionate ed incoerenti rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati all’Erario nel periodo di riferimento. Tali somme venivano veicolate anche mediante fittizie operazioni di trasferimento di valori o tramite attività economiche interposte all’interno del nucleo familiare.

​Condividendo appieno il quadro probatorio ricostruito dagli investigatori, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina ha disposto il sequestro delle somme fino a concorrenza degli oltre 200mila euro, individuando in tale cifra la sproporzione tra le risorse finanziarie effettivamente nella disponibilità dell’indagato e quelle lecitamente dichiarate nel tempo.

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -

 

Provvedimento di prevenzione del Tribunale su richiesta della Procura nei confronti di un soggetto già in carcere per associazione mafiosa e della sua rete familiare.

​MESSINA / TAORMINA — Un duro colpo ai patrimoni accumulati da soggetti ritenuti socialmente pericolosi e contigui alla criminalità organizzata. I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Messina hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro di prevenzione emesso dal Tribunale di Messina – Sezione Misure di Prevenzione, ponendo sotto sigilli disponibilità finanziarie per un valore superiore a 200.000 euro.

​Il provvedimento scaturisce dalla richiesta formulata dalla Procura della Repubblica di Messina, basata sulla conclamata pericolosità sociale del principale indagato e dei suoi familiari conviventi.

​Il soggetto colpito dal sequestro è attualmente recluso in custodia cautelare per associazione di tipo mafioso, estorsione e rapina.  destinatario nel tempo di diverse ordinanze cautelari per reati aggravati dal metodo mafioso, a suo carico figurano tre condanne passate in giudicato, anche per reati di incendio boschivo e occupazione ed innovazione abusiva sul demanio marittimo, risulta, inoltre,  gravato da precedenti per rissa, minaccia, omicidio colposo, lesioni personali, usura, detenzione di sostanze stupefacenti e trasferimento fraudolento di valori.

​L’operazione è il frutto di un’articolata e congiunta indagine patrimoniale condotta dalla Procura di Messina insieme ai finanzieri della Compagnia di Taormina, integrata da riscontri diretti e sopralluoghi sul territorio.

​Dagli accertamenti è emerso come le disponibilità finanziarie – distribuite su conti correnti e depositi intestati a ben cinque soggetti della rete familiare – fossero del tutto sproporzionate ed incoerenti rispetto ai redditi ufficialmente dichiarati all’Erario nel periodo di riferimento. Tali somme venivano veicolate anche mediante fittizie operazioni di trasferimento di valori o tramite attività economiche interposte all’interno del nucleo familiare.

​Condividendo appieno il quadro probatorio ricostruito dagli investigatori, la Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Messina ha disposto il sequestro delle somme fino a concorrenza degli oltre 200mila euro, individuando in tale cifra la sproporzione tra le risorse finanziarie effettivamente nella disponibilità dell’indagato e quelle lecitamente dichiarate nel tempo.

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img

Articoli Correlati

- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img
- Advertisement -spot_img