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Roma si illumina con un milione di luci: la magia della Girandola di Castel Sant’Angelo incanta migliaia di spettatori (Video)

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ROMA – Nemmeno il caldo torrido di questo inizio estate è riuscito a fermare i romani e i turisti accorsi per un appuntamento imperdibile. Questa sera, 29 giugno, in occasione della festa patronale dei Santi Pietro e Paolo, il cielo sopra la Capitale è tornato a risplendere grazie alla tradizionale Girandola di Castel Sant’Angelo.

​L’appuntamento delle 21:20 è stato rispettato spaccando il minuto. Per circa 30 minuti, fiumi di persone si sono riversati lungo le sponde del Tevere e nei punti panoramici della città per ammirare uno spettacolo pirotecnico mozzafiato che ha letteralmente proiettato Castel Sant’Angelo in una dimensione di luci e colori senza tempo.

​Tra Rinascimento e Barocco: una storia millenaria

​Nata nella Roma rinascimentale, la Girandola è una tradizione storica che affonda le sue radici nel passato della città. L’ideazione della nascita risalirebbe a Papa Sisto IV nel 1481, con il prezioso contributo scenico nientemeno che di Michelangelo Buonarroti.  Fu poi il genio di Gian Lorenzo Bernini ad arricchire lo spettacolo con un eccezionale connubio di luci, colori e suoni, traendo ispirazione dalle eruzioni del vulcano Stromboli.

​Inizialmente l’evento si teneva sul Terrazzo dell’Angelo – dove oggi, all’interno dell’Appartamento del Castellano nel museo di Castel Sant’Angelo, è allestita una mostra permanente dedicata – per poi subire una lunga interruzione tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

​Il ritorno alle origini

​Dopo essere stata ripristinata nel 2006 sul Colle Vaticano (per i 500 anni della Guardia Svizzera Pontificia) ed essere transitata temporaneamente sulla Terrazza del Pincio, dal 2021 la Girandola è tornata stabilmente a casa, a Castel Sant’Angelo.

​L’evento odierno, orchestrato magistralmente dall’architetto Giuseppe Passeri con il Gruppo IX Invicta & Co., ha offerto una successione di giochi pirotecnici e girandole colorate culminate nella consueta e spettacolare “fontana finale”. Un successo straordinario che unisce cultura, storicità e l’intramontabile stupore dei fuochi d’artificio nel cuore di Roma.

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ROMA – Nemmeno il caldo torrido di questo inizio estate è riuscito a fermare i romani e i turisti accorsi per un appuntamento imperdibile. Questa sera, 29 giugno, in occasione della festa patronale dei Santi Pietro e Paolo, il cielo sopra la Capitale è tornato a risplendere grazie alla tradizionale Girandola di Castel Sant’Angelo.

​L’appuntamento delle 21:20 è stato rispettato spaccando il minuto. Per circa 30 minuti, fiumi di persone si sono riversati lungo le sponde del Tevere e nei punti panoramici della città per ammirare uno spettacolo pirotecnico mozzafiato che ha letteralmente proiettato Castel Sant’Angelo in una dimensione di luci e colori senza tempo.

​Tra Rinascimento e Barocco: una storia millenaria

​Nata nella Roma rinascimentale, la Girandola è una tradizione storica che affonda le sue radici nel passato della città. L’ideazione della nascita risalirebbe a Papa Sisto IV nel 1481, con il prezioso contributo scenico nientemeno che di Michelangelo Buonarroti.  Fu poi il genio di Gian Lorenzo Bernini ad arricchire lo spettacolo con un eccezionale connubio di luci, colori e suoni, traendo ispirazione dalle eruzioni del vulcano Stromboli.

​Inizialmente l’evento si teneva sul Terrazzo dell’Angelo – dove oggi, all’interno dell’Appartamento del Castellano nel museo di Castel Sant’Angelo, è allestita una mostra permanente dedicata – per poi subire una lunga interruzione tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento.

​Il ritorno alle origini

​Dopo essere stata ripristinata nel 2006 sul Colle Vaticano (per i 500 anni della Guardia Svizzera Pontificia) ed essere transitata temporaneamente sulla Terrazza del Pincio, dal 2021 la Girandola è tornata stabilmente a casa, a Castel Sant’Angelo.

​L’evento odierno, orchestrato magistralmente dall’architetto Giuseppe Passeri con il Gruppo IX Invicta & Co., ha offerto una successione di giochi pirotecnici e girandole colorate culminate nella consueta e spettacolare “fontana finale”. Un successo straordinario che unisce cultura, storicità e l’intramontabile stupore dei fuochi d’artificio nel cuore di Roma.

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