PALERMO – Una svolta significativa segna il procedimento giudiziario sulla gestione della sanità in Sicilia. L’ex presidente della Regione, Salvatore Cuffaro, coinvolto in un’inchiesta della Procura di Palermo, ha formulato una richiesta di patteggiamento a tre anni di reclusione.
L’inchiesta: Appalti e Nomine sotto la lente
Il procedimento scaturisce da un’articolata indagine dei magistrati del capoluogo siciliano che ipotizza un sistema di gestione illecita all’interno del comparto sanitario. I punti focali dell’accusa riguardano:
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Concorsi truccati: Presunte irregolarità in un bando indetto dall’ospedale Villa Sofia.
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Nomine politiche: Manovre illecite per la scelta dei vertici della sanità regionale.
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Appalti: Anomalie nell’aggiudicazione di commesse pubbliche.
Il via libera della Procura
La Procura di Palermo ha già espresso il proprio consenso alla proposta avanzata dai legali dell’ex governatore. La palla passa ora al Giudice per l’Udienza Preliminare (GUP), che dovrà valutare la congruità della pena e l’ammissibilità del rito alternativo.
Risarcimento e Coimputati
Come previsto dalle norme vigenti, l’accesso al patteggiamento per reati contro la Pubblica Amministrazione è subordinato alla restituzione del profitto o al risarcimento del danno. Cuffaro dovrà dunque procedere in tal senso per rendere esecutivo l’accordo.
Mentre la posizione dell’ex presidente sembra avviarsi verso una chiusura anticipata, resta aperta la partita per gli altri 8 coimputati. Per loro, il GUP dovrà decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio formulata dagli inquirenti.








