SANT’ALESSIO SICULO – La riviera jonica si prepara a diventare il baricentro di una profonda riflessione culturale e artistica. Sabato 18 luglio, alle ore 17:00, la splendida cornice di Villa Genovesi ospiterà la seconda edizione del “Festival dello Jonio di Poesia T.A.R.C.”. Un appuntamento imperdibile che celebra la forza della parola, la memoria storica e l’identità del territorio.
Dall’eredità del Premio alla “Festa della Poesia”
Sebbene la manifestazione si presenti oggi con la formula del Festival, le sue radici sono profonde e ben salde nel panorama letterario siciliano. L’evento raccoglie infatti il testimone di ben 14 edizioni del Premio Letterario Nazionale di Poesia.
Come spiegato dall’organizzatrice Melina Scarcella in una recente intervista, il cambio di denominazione non è un semplice restyling, ma una precisa scelta filosofica: l’obiettivo è trasformare il vecchio concorso in una vera e propria “festa della poesia”, un inno a tutti i poeti che, attraverso i loro versi, si fanno autentici cantori dell’anima.
L’acronimo T.A.R.C. e la cultura della rete
Il festival nasce sotto l’egida dell’associazione senza scopo di lucro “Amici della Natura”. L’acronimo T.A.R.C. racchiude i pilastri fondamentali del progetto: Territorio, Ambiente, Ricreativo, Culturale.
L’ambizione della kermesse va oltre la singola serata culturale. Il festival punta a fare rete tra le associazioni e i comuni del litorale jonico – in un perimetro che si snoda da Roccalumera fino a Scaletta Zanclea – coinvolgendo attivamente le istituzioni locali per sostenere e valorizzare un progetto d’area comune.
Difesa del vernacolo e poesia come catarsi
Tra le sezioni più attese del Festival spicca senza dubbio quella dedicata alla poesia in vernacolo. In un’epoca globalizzata, Melina Scarcella ha rimarcato l’assoluta urgenza di preservare i dialetti locali. Si tratta di un patrimonio culturale immenso che rischia di estinguersi, poiché le nuove generazioni tendono a privilegiare linguaggi più convenzionali e digitali.
In questo contesto frenetico e iper-connesso, la poesia riscopre la sua funzione catartica. Essa diventa uno strumento terapeutico e liberatorio indispensabile, capace di offrire a giovani e adulti una via d’uscita per esternare sentimenti profondi e intimi che, altrimenti, rimarrebbero intrappolati nel silenzio della quotidianità.
L’appuntamento di sabato 18 luglio a Villa Genovesi si preannuncia quindi come un momento di autentica resistenza culturale, dove la bellezza dei versi guiderà il pubblico alla riscoperta delle proprie radici.