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La notte in cui il blues ha scaldato Messina: Zucchero incanta il “Franco Scoglio” tra ironia, anima e grandi classici (Foto)

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Al “Franco Scoglio” di Messina, la tappa siciliana del tour estivo “Baila (Sexy Thing) 25th – Under the Moonlight” – prodotto da Friends & Partners – ha regalato una di quelle serate destinate a rimanere impresse nella memoria dei presenti.

​Forse è stato un peccato vedere “solo” 13mila spettatori in un impianto così grande per quello che, senza troppi giri di parole, si è rivelato lo spettacolo artisticamente più solido e riuscito di questa stagione estiva messinese. Ma la classe non si misura sui grandi numeri, e Zucchero lo ha dimostrato dal primo all’ultimo minuto.

Un inizio timido e la sferzata del bluesman

​L’avvio del concerto ha risentito di una leggera timidezza da parte del pubblico, forse un po’ smarrito negli ampi spazi dello stadio. Ma a rompere il ghiaccio ci ha pensato lo stesso Zucchero con la sua proverbiale e ruvida ironia. A metà serata, sorridendo, ha punzecchiato la platea:

​”Mai visto un pubblico così educato, va bene le regole, ma due coglion…”

​Una battuta dissacrante che ha sciolto l’atmosfera, trasformando la compostezza iniziale in un applauso liberatorio e caloroso. Da quel momento, il concerto è decollato in un crescendo emotivo straordinario.

Un viaggio lungo quarant’anni di carriera

​Lo show è stato un perfetto saliscendi di emozioni, aperto dalle parole fuori campo di Leo Ferré (“La solitudine”) che Zucchero ha fatto proprie come manifesto di fiera anarchia intellettuale e artistica. Subito dopo, l’energia spirituale di “Spirito nel buio” ha dato il via alle danze.

La scaletta è stata studiata per mescolare con sapienza il groove trascinante alle ballate più intime del patrimonio musicale italiano:

​Il ritmo travolgente: Brani come “Soul Mama”, “Vedo nero” e l’intramontabile “Solo una sana e consapevole libidine…” hanno fatto vibrare le gradinate.

​Le perle storiche: La splendida “Il mare” (estratta dal capolavoro del 1989 Oro, incenso e birra) e l’immancabile celebrazione dei 25 anni di “Baila (Sexy Thing)”.

​Il momento intimo: Zucchero ha voluto dedicare una parentesi a quelle canzoni “meno radiofoniche” ma entrate nel cuore della gente grazie al passaparola, regalando versioni toccanti di “Un soffio caldo”, “Un piccolo aiuto”, “Occhi”, “Dindondio” e “Donne”.

​L’omaggio a Pavarotti: Da brividi l’esecuzione di “Miserere”, con la voce del Maestro Luciano Pavarotti a risuonare virtualmente nello stadio in un tributo doveroso e commovente.

Una super band da applausi a scena aperta

​Niente basi pre-registrate o effetti speciali d’accatto: la forza di questo tour sta tutta nella carne, nel sudore e nel talento di una super band internazionale che Zucchero ha saputo mettere insieme.

​Durante la pausa del cantautore emiliano, i musicisti hanno preso letteralmente possesso del palco. Le straordinarie vocalist Oma Jali e Keba Williams hanno trascinato il pubblico in un set infuocato a base di cover leggendarie come “Disco Inferno”, “Jumping Jack Flash” e “Honky Tonk Train Blues”, supportate da una sezione ritmica e di fiati semplicemente mostruosa (con colonne del calibro di Polo Jones al basso e Kat Dyson alla chitarra).

Il gran finale

​Il rientro di Zucchero sul palco ha spianato la strada verso un finale trionfale. Sequenza da antologia con “Dune Mosse”, “Il volo”, “Diamante”, “Per colpa di chi” e “Diavolo in me”. Per il bis, l’artista ha scelto la suggestiva “Hey Man”.

​Se proprio si vuole trovare un piccolo neo a una scaletta quasi perfetta, si avverte solo un pizzico di nostalgia per l’assenza di hit storiche come “Così celeste” o “Con le mani”. Ma la verità che resta dopo due ore e mezza di musica pura e senza filtri è un’altra, ed è scolpita nel DNA di questa serata: chi non ama il blues, in fondo, ha davvero un buco nell’anima. E Messina, ieri notte, quell’anima l’ha riempita tutta.                                       Servizio di Paolo Furrer                                    FotoPaolo Furrer e Daniela Dell’Aglio

 

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Al “Franco Scoglio” di Messina, la tappa siciliana del tour estivo “Baila (Sexy Thing) 25th – Under the Moonlight” – prodotto da Friends & Partners – ha regalato una di quelle serate destinate a rimanere impresse nella memoria dei presenti.

​Forse è stato un peccato vedere “solo” 13mila spettatori in un impianto così grande per quello che, senza troppi giri di parole, si è rivelato lo spettacolo artisticamente più solido e riuscito di questa stagione estiva messinese. Ma la classe non si misura sui grandi numeri, e Zucchero lo ha dimostrato dal primo all’ultimo minuto.

Un inizio timido e la sferzata del bluesman

​L’avvio del concerto ha risentito di una leggera timidezza da parte del pubblico, forse un po’ smarrito negli ampi spazi dello stadio. Ma a rompere il ghiaccio ci ha pensato lo stesso Zucchero con la sua proverbiale e ruvida ironia. A metà serata, sorridendo, ha punzecchiato la platea:

​”Mai visto un pubblico così educato, va bene le regole, ma due coglion…”

​Una battuta dissacrante che ha sciolto l’atmosfera, trasformando la compostezza iniziale in un applauso liberatorio e caloroso. Da quel momento, il concerto è decollato in un crescendo emotivo straordinario.

Un viaggio lungo quarant’anni di carriera

​Lo show è stato un perfetto saliscendi di emozioni, aperto dalle parole fuori campo di Leo Ferré (“La solitudine”) che Zucchero ha fatto proprie come manifesto di fiera anarchia intellettuale e artistica. Subito dopo, l’energia spirituale di “Spirito nel buio” ha dato il via alle danze.

La scaletta è stata studiata per mescolare con sapienza il groove trascinante alle ballate più intime del patrimonio musicale italiano:

​Il ritmo travolgente: Brani come “Soul Mama”, “Vedo nero” e l’intramontabile “Solo una sana e consapevole libidine…” hanno fatto vibrare le gradinate.

​Le perle storiche: La splendida “Il mare” (estratta dal capolavoro del 1989 Oro, incenso e birra) e l’immancabile celebrazione dei 25 anni di “Baila (Sexy Thing)”.

​Il momento intimo: Zucchero ha voluto dedicare una parentesi a quelle canzoni “meno radiofoniche” ma entrate nel cuore della gente grazie al passaparola, regalando versioni toccanti di “Un soffio caldo”, “Un piccolo aiuto”, “Occhi”, “Dindondio” e “Donne”.

​L’omaggio a Pavarotti: Da brividi l’esecuzione di “Miserere”, con la voce del Maestro Luciano Pavarotti a risuonare virtualmente nello stadio in un tributo doveroso e commovente.

Una super band da applausi a scena aperta

​Niente basi pre-registrate o effetti speciali d’accatto: la forza di questo tour sta tutta nella carne, nel sudore e nel talento di una super band internazionale che Zucchero ha saputo mettere insieme.

​Durante la pausa del cantautore emiliano, i musicisti hanno preso letteralmente possesso del palco. Le straordinarie vocalist Oma Jali e Keba Williams hanno trascinato il pubblico in un set infuocato a base di cover leggendarie come “Disco Inferno”, “Jumping Jack Flash” e “Honky Tonk Train Blues”, supportate da una sezione ritmica e di fiati semplicemente mostruosa (con colonne del calibro di Polo Jones al basso e Kat Dyson alla chitarra).

Il gran finale

​Il rientro di Zucchero sul palco ha spianato la strada verso un finale trionfale. Sequenza da antologia con “Dune Mosse”, “Il volo”, “Diamante”, “Per colpa di chi” e “Diavolo in me”. Per il bis, l’artista ha scelto la suggestiva “Hey Man”.

​Se proprio si vuole trovare un piccolo neo a una scaletta quasi perfetta, si avverte solo un pizzico di nostalgia per l’assenza di hit storiche come “Così celeste” o “Con le mani”. Ma la verità che resta dopo due ore e mezza di musica pura e senza filtri è un’altra, ed è scolpita nel DNA di questa serata: chi non ama il blues, in fondo, ha davvero un buco nell’anima. E Messina, ieri notte, quell’anima l’ha riempita tutta.                                       Servizio di Paolo Furrer                                    FotoPaolo Furrer e Daniela Dell’Aglio

 

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