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Braccia incrociate alla centrale A2A: sciopero totale e presidio al Comune

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Protestata alla Centrale A2A di Milazzo
Mobilitazione di oggi,  24 luglio 2026 con lo  sciopero totale con adesione al 100% dei lavoratori della centrale termoelettrica A2A Energiefuture e del relativo indotto. Dopo un presidio iniziale davanti ai cancelli dell’impianto, la protesta si è spostata in piazza di fronte al Comune di Milazzo.
  • Le Motivazioni dei Sindacati (Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil):
    • Protesta contro il rischio concreto di chiusura dell’impianto.
    • Mancato avvio di un piano di riconversione industriale per garantire la continuità produttiva e occupazionale del sito.
    • Denuncia dell’immobilismo istituzionale: gli impegni presi e gli annunci della politica sono rimasti disattesi, inclusa la nota dello scorso 8 giugno del Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e le promesse fatte in sede di commissione ARS.
  • La Posizione del Partito Democratico (PD) – Milazzo:
    • Pieno sostegno ai lavoratori e critica aperta verso le amministrazioni locali e i ministeri competenti per la mancata presa di carico della crisi occupazionale.
    • Sottolineatura del danno economico esteso a tutto l’indotto territoriale, evidenziando come la mancanza di un’azione comune e forte rischi di penalizzare l’intero tessuto socio-economico del Sud.
    •  La denuncia di Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uiltec-Uil riguardo al mancato piano di riconversione e alle promesse disattese (tra cui la nota dello scorso 8 giugno del Presidente Schifani rimasta “lettera morta”).
    • L’intervento del Partito Democratico che richiama le amministrazioni locali e regionali all’unità d’azione e condanna la frammentazione nella difesa dei posti di lavoro nel Mezzogiorno.
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Protestata alla Centrale A2A di Milazzo
Mobilitazione di oggi,  24 luglio 2026 con lo  sciopero totale con adesione al 100% dei lavoratori della centrale termoelettrica A2A Energiefuture e del relativo indotto. Dopo un presidio iniziale davanti ai cancelli dell’impianto, la protesta si è spostata in piazza di fronte al Comune di Milazzo.
  • Le Motivazioni dei Sindacati (Filctem-Cgil, Flaei-Cisl, Uiltec-Uil):
    • Protesta contro il rischio concreto di chiusura dell’impianto.
    • Mancato avvio di un piano di riconversione industriale per garantire la continuità produttiva e occupazionale del sito.
    • Denuncia dell’immobilismo istituzionale: gli impegni presi e gli annunci della politica sono rimasti disattesi, inclusa la nota dello scorso 8 giugno del Presidente della Regione Siciliana Renato Schifani e le promesse fatte in sede di commissione ARS.
  • La Posizione del Partito Democratico (PD) – Milazzo:
    • Pieno sostegno ai lavoratori e critica aperta verso le amministrazioni locali e i ministeri competenti per la mancata presa di carico della crisi occupazionale.
    • Sottolineatura del danno economico esteso a tutto l’indotto territoriale, evidenziando come la mancanza di un’azione comune e forte rischi di penalizzare l’intero tessuto socio-economico del Sud.
    •  La denuncia di Filctem-Cgil, Flaei-Cisl e Uiltec-Uil riguardo al mancato piano di riconversione e alle promesse disattese (tra cui la nota dello scorso 8 giugno del Presidente Schifani rimasta “lettera morta”).
    • L’intervento del Partito Democratico che richiama le amministrazioni locali e regionali all’unità d’azione e condanna la frammentazione nella difesa dei posti di lavoro nel Mezzogiorno.
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