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Stallo e ripartenza per i Molini Lo Presti a Milazzo: azzerata la procedura, si punta a un nuovo bando europeo

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Il futuro degli ex Molini Lo Presti a Milazzo torna al centro del dibattito cittadino e amministrativo. Dopo anni di attesa, complice il complesso iter giudiziario legato al pignoramento del bene (risolto a favore del Comune dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto) e la successiva gestione commissariale legata al dissesto finanziario, il percorso di riqualificazione subisce una brusca ma netta virata. Lo stop al progetto e l’azzeramento della procedura,  l’Amministrazione comunale ha ufficialmente comunicato lo stop all’iter fin qui seguito per la riqualificazione e rifunzionalizzazione dello storico opificio.

Nell’ambito dell’istruttoria sul progetto di fattibilità tecnico-economica, la società incaricata della verifica e validazione ha infatti rilevato una serie di criticità ritenute insanabili, tali da non consentire il proseguimento della procedura nelle forme previste dal project financing originario (che aveva visto tra i soggetti interessati la società Famma / Impresa Formica).

Dall’esame tecnico-amministrativo sono emersi ostacoli non superabili attraverso semplici integrazioni o varianti progettuali. Per garantire massima trasparenza, correttezza amministrativa e tutela dell’interesse pubblico, il Comune ha deciso di azzerare la procedura precedente, programmando a stretto giro la pubblicazione di un nuovo bando pubblico europeo.

Il nodo politico e le richieste di chiarezzaIl progetto di restyling dell’area — concepita originariamente come la futura “Porta del Mare”, un hub turistico e stazione marittima destinata a decongestionare il molo Marullo e offrire servizi ai passeggeri in transito verso le isole Eolie — era già finito al centro della campagna elettorale e delle istanze di diverse forze politiche.

I candidati sindaci del passato dibattito politico, tra cui Peppe Falliti (con il movimento Controcorrente) e Carmelo Torre (con la lista civica Carta Canta), avevano sollevato forti perplessità sulla sostenibilità volumetrica dell’intervento, sul rispetto dei vincoli architettonici ed etno-antropologici imposti dal Codice dei Beni Culturali, nonché sulla perdita parziale della originaria natura pubblica dei servizi portuali previsti nel masterplan iniziale.

Quadro economico e prossimi passi :l’investimento complessivo stimato per la rinascita del compendio si inserisce in un quadro di cofinanziamento che unisce risorse pubbliche nazionali e capitali privati.

Fondi Pubblici: circa 8 milioni di euro provenienti da risorse statali (Programma di azione e coesione legato al PON “Infrastrutture e Reti”).

Capitale Privato: circa 10-13 milioni di euro a carico del soggetto economico che risulterà aggiudicatario della concessione.

Con l’azzeramento del precedente progetto e la previsione di un nuovo avviso pubblico europeo, l’obiettivo dell’ente resta quello di restituire alla città un’area strategica di grande valore identitario, cercando di coniugare la sostenibilità economica dell’opera con il rigore normativo e la trasparenza amministrativa.

Per approfondire bandi, avvisi pubblici e la documentazione ufficiale dell’ente, è possibile consultare direttamente il Sito Istituzionale del Comune di Milazzo o i dettagli tecnici pubblicati sul portale ministeriale del PON Infrastrutture e Reti.

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Il futuro degli ex Molini Lo Presti a Milazzo torna al centro del dibattito cittadino e amministrativo. Dopo anni di attesa, complice il complesso iter giudiziario legato al pignoramento del bene (risolto a favore del Comune dal Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto) e la successiva gestione commissariale legata al dissesto finanziario, il percorso di riqualificazione subisce una brusca ma netta virata. Lo stop al progetto e l’azzeramento della procedura,  l’Amministrazione comunale ha ufficialmente comunicato lo stop all’iter fin qui seguito per la riqualificazione e rifunzionalizzazione dello storico opificio.

Nell’ambito dell’istruttoria sul progetto di fattibilità tecnico-economica, la società incaricata della verifica e validazione ha infatti rilevato una serie di criticità ritenute insanabili, tali da non consentire il proseguimento della procedura nelle forme previste dal project financing originario (che aveva visto tra i soggetti interessati la società Famma / Impresa Formica).

Dall’esame tecnico-amministrativo sono emersi ostacoli non superabili attraverso semplici integrazioni o varianti progettuali. Per garantire massima trasparenza, correttezza amministrativa e tutela dell’interesse pubblico, il Comune ha deciso di azzerare la procedura precedente, programmando a stretto giro la pubblicazione di un nuovo bando pubblico europeo.

Il nodo politico e le richieste di chiarezzaIl progetto di restyling dell’area — concepita originariamente come la futura “Porta del Mare”, un hub turistico e stazione marittima destinata a decongestionare il molo Marullo e offrire servizi ai passeggeri in transito verso le isole Eolie — era già finito al centro della campagna elettorale e delle istanze di diverse forze politiche.

I candidati sindaci del passato dibattito politico, tra cui Peppe Falliti (con il movimento Controcorrente) e Carmelo Torre (con la lista civica Carta Canta), avevano sollevato forti perplessità sulla sostenibilità volumetrica dell’intervento, sul rispetto dei vincoli architettonici ed etno-antropologici imposti dal Codice dei Beni Culturali, nonché sulla perdita parziale della originaria natura pubblica dei servizi portuali previsti nel masterplan iniziale.

Quadro economico e prossimi passi :l’investimento complessivo stimato per la rinascita del compendio si inserisce in un quadro di cofinanziamento che unisce risorse pubbliche nazionali e capitali privati.

Fondi Pubblici: circa 8 milioni di euro provenienti da risorse statali (Programma di azione e coesione legato al PON “Infrastrutture e Reti”).

Capitale Privato: circa 10-13 milioni di euro a carico del soggetto economico che risulterà aggiudicatario della concessione.

Con l’azzeramento del precedente progetto e la previsione di un nuovo avviso pubblico europeo, l’obiettivo dell’ente resta quello di restituire alla città un’area strategica di grande valore identitario, cercando di coniugare la sostenibilità economica dell’opera con il rigore normativo e la trasparenza amministrativa.

Per approfondire bandi, avvisi pubblici e la documentazione ufficiale dell’ente, è possibile consultare direttamente il Sito Istituzionale del Comune di Milazzo o i dettagli tecnici pubblicati sul portale ministeriale del PON Infrastrutture e Reti.

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