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Omicidio di Giammoro: Sebastiano Pirri a processo per l’uccisione del figlio

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Il Gup di Barcellona Pozzo di Gotto ha disposto il rinvio a giudizio per il 64enne accusato di aver ucciso Angelo Pirri con un colpo alla nuca. Il processo si aprirà a giugno davanti alla Corte d’Assise.

​Si sposta nell’aula della Corte d’Assise di Messina il caso del tragico omicidio di Angelo Pirri, il 41enne trovato senza vita lo scorso giugno a Giammoro. Il Gup del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, Eugenio Fiorentino, ha infatti accolto la richiesta della Procura, disponendo il rinvio a giudizio per il padre della vittima, il 64enne Sebastiano Pirri.

​L’inizio del dibattimento è stato fissato per il prossimo 17 giugno.

​La ricostruzione del delitto

​I fatti risalgono al 6 giugno 2025. Il corpo di Angelo Pirri fu rinvenuto in una stradina isolata che costeggia i piloni dell’autostrada A20 Messina-Palermo, nella frazione di Pace del Mela. Secondo l’impianto accusatorio, sostenuto dal Procuratore capo Giuseppe Verzera e dal sostituto Veronica De Toni, il padre avrebbe esploso un colpo di pistola alla nuca del figlio, occultandone poi il cadavere in un canale di scolo.

​Sebastiano Pirri, arrestato il 9 luglio successivo, si trova da allora ristretto nel carcere di Messina Gazzi.

​La difesa dell’imputato

​L’uomo, difeso dall’avvocato Giuseppe Lo Presti, ha sempre respinto le accuse di omicidio volontario aggravato. Durante gli interrogatori, Pirri ha sostenuto di aver avuto buoni rapporti con il figlio e di non aver alcun movente per compiere un simile gesto.

​Il 64enne ha ammesso di aver accompagnato Angelo sul luogo del ritrovamento quel giorno, ma ha dichiarato che il figlio avrebbe dovuto incontrare altre persone e di essersi allontanato senza partecipare all’incontro né vedere chi fossero i soggetti coinvolti.

​Parti civili e schieramenti legali

​L’udienza preliminare ha visto la costituzione di parte civile di tutti i familiari della vittima, rappresentati dagli avvocati Filippo Barbera, Fabio Marchetta e Roberto Di Pietro.

​Tra le parti civili figura anche il figlio sedicenne della vittima, rappresentato dall’ex compagna di Angelo Pirri, in qualità di unica esercente la responsabilità genitoriale. Spetterà ora ai giudici della Corte d’Assise fare luce su quanto accaduto in quella drammatica giornata sotto i viadotti della A20.

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Il Gup di Barcellona Pozzo di Gotto ha disposto il rinvio a giudizio per il 64enne accusato di aver ucciso Angelo Pirri con un colpo alla nuca. Il processo si aprirà a giugno davanti alla Corte d’Assise.

​Si sposta nell’aula della Corte d’Assise di Messina il caso del tragico omicidio di Angelo Pirri, il 41enne trovato senza vita lo scorso giugno a Giammoro. Il Gup del Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto, Eugenio Fiorentino, ha infatti accolto la richiesta della Procura, disponendo il rinvio a giudizio per il padre della vittima, il 64enne Sebastiano Pirri.

​L’inizio del dibattimento è stato fissato per il prossimo 17 giugno.

​La ricostruzione del delitto

​I fatti risalgono al 6 giugno 2025. Il corpo di Angelo Pirri fu rinvenuto in una stradina isolata che costeggia i piloni dell’autostrada A20 Messina-Palermo, nella frazione di Pace del Mela. Secondo l’impianto accusatorio, sostenuto dal Procuratore capo Giuseppe Verzera e dal sostituto Veronica De Toni, il padre avrebbe esploso un colpo di pistola alla nuca del figlio, occultandone poi il cadavere in un canale di scolo.

​Sebastiano Pirri, arrestato il 9 luglio successivo, si trova da allora ristretto nel carcere di Messina Gazzi.

​La difesa dell’imputato

​L’uomo, difeso dall’avvocato Giuseppe Lo Presti, ha sempre respinto le accuse di omicidio volontario aggravato. Durante gli interrogatori, Pirri ha sostenuto di aver avuto buoni rapporti con il figlio e di non aver alcun movente per compiere un simile gesto.

​Il 64enne ha ammesso di aver accompagnato Angelo sul luogo del ritrovamento quel giorno, ma ha dichiarato che il figlio avrebbe dovuto incontrare altre persone e di essersi allontanato senza partecipare all’incontro né vedere chi fossero i soggetti coinvolti.

​Parti civili e schieramenti legali

​L’udienza preliminare ha visto la costituzione di parte civile di tutti i familiari della vittima, rappresentati dagli avvocati Filippo Barbera, Fabio Marchetta e Roberto Di Pietro.

​Tra le parti civili figura anche il figlio sedicenne della vittima, rappresentato dall’ex compagna di Angelo Pirri, in qualità di unica esercente la responsabilità genitoriale. Spetterà ora ai giudici della Corte d’Assise fare luce su quanto accaduto in quella drammatica giornata sotto i viadotti della A20.

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