Dopo l’avvio dei lavori di ripascimento della spiaggia di Vaccarella utilizzando inerte in esubero dal torrente Mela per contrastare l’erosione a costo zero, nonostante i dubbi di Legambiente che avverte di usara la massima trasparenza sulla conformità dei materiali, i lavori proseguono , mentre il dibattito continia attravderso i social smpre piu la piazza virtuale dei social .
Sull’argomento pubblichiamo un resoconto Fb dell’assessore ai lavori pubblici del Comune di Milazzo che, chiarisce sulla bontà dell’intervento, già autorizzato dal Dipartimento regionale dell’Ambiente, mirato a migliorare la fruibilità del litorale e agevolare i pescatori, nonostante i dubbi di Legambiente che pone alcune interrogativi , prima tra tutti la massima trasparenza sulla conformità dei materiali.
Ecco una sintesi dell’intervento dell’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Milazzo, Santi Romagnolo, riguardo ai lavori di ripascimento in corso presso la spiaggia di Vaccarella:
“Natura dell’Intervento: Si tratta di un’attività di recupero di materiale inerte in esubero dal Torrente Mela, utilizzato per il ripascimento della spiaggia di Vaccarella.
Obiettivo: L’intervento è finalizzato alla manutenzione del litorale per garantire una migliore fruibilità, facilitando in particolare le operazioni di varo e alaggio dei pescatori locali.
Sostenibilità Economica: L’opera viene realizzata a costo zero per le casse comunali, essendo integrata negli interventi di sistemazione idraulica previsti per il Torrente Mela.
Iter Amministrativo: Il progetto è il risultato di un complesso percorso autorizzativo durato oltre tre anni, coordinato dal Dirigente, Ing. Fabio Marino.
Conformità Ambientale: L’avvio dei lavori è stato possibile a seguito della conclusione positiva della verifica di ottemperanza alle prescrizioni ambientali stabilite in sede di Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.).
Nota: La comunicazione dell’Amministrazione Midili mira a placare le polemiche sollevate nei giorni scorsi, in particolare quelle mosse da Legambiente, rassicurando sulla regolarità procedurale e sull’utilità pratica dell’intervento per la categoria dei pescatori e per la tutela della costa.
Si delinea chiaramente il nucleo del dibattito ambientale in corso a Milazzo e nei comuni limitrofi. Da un lato vi è l’amministrazione, che giustifica l’intervento come un’opera di manutenzione idraulica autorizzata; dall’altro, Legambiente che solleva critiche severe sui metodi utilizzati, temendo danni irreversibili all’ecosistema dunale. Di seguito una sintesi dei punti di scontro tra la posizione dell’Amministrazione comunale e le raccomandazioni di Legambiente:
Confronto tra le posizioni
Amministrazione () Legambiente (Presidio del Tirreno)
Metodo operativo Utilizzo di inerti per ripascimento nell’ambito di lavori di sistemazione idraulica.
Netta contrarietà all’uso di mezzi meccanici pesanti (bulldozer, scavatori).
Finalità Manutenzione spiaggia e agevolazione delle attività dei pescatori (varo/alaggio).
Tutela della vegetazione pioniera e del delicato equilibrio dell’ecosistema dunale.
Impatto ambientale Intervento conforme alle prescrizioni della V.I.A.
Rischio di innescare o accelerare l’erosione costiera e distruggere la biodiversità.
Metodologia proposta Parte di un piano autorizzato di ripristino.
Richiesta di pulizia tramite rastrellamento manuale (anche per finalità sociali).
Punti critici emersi dalla nota di Legambiente
Monitoraggio: Legambiente annuncia la redazione di un “report” sull’operato dei comuni, volto a distinguere tra “buone pratiche” e interventi dannosi, con l’intenzione di denunciare eventuali abusi alle autorità competenti
Legambiente annuncia la redazione di un “report” sull’operato dei comuni, volto a distinguere tra “buone pratiche” e interventi dannosi, con l’intenzione di denunciare eventuali abusi alle autorità competenti.
Gestione dei rifiuti: Viene ribadito il divieto assoluto di sotterrare rifiuti o inerti, pratica definita illegale e controproducente.
Responsabilità amministrativa: Il richiamo si fonda su recenti decreti regionali (giugno 2026) relativi al riparto di fondi per la pulizia delle spiagge, sollecitando i Comuni a un uso consapevole e sostenibile di tali risorse.
Il conflitto si gioca su una sottile linea di distinzione tra “manutenzione autorizzata” (difesa dall’Assessorato) e “movimento terra non conforme” (contestato dagli ambientalisti). La polemica appare quindi focalizzata non solo sull’obiettivo finale — la fruibilità della spiaggia — ma principalmente sulla tecnica di esecuzione, considerata da Legambiente troppo invasiva per la naturale conformazione del litorale.
Alla luce di questi documenti, ritieni che la divergenza riguardi principalmente una differente interpretazione dei permessi ambientali ottenuti, o credi che manchi un dialogo diretto tra l’Amministrazione comunale e le realtà locali di tutela ambientale?










